Baglietto FAST50: varo del primo 50 metri sportivo
Il cantiere di La Spezia lancia lo scafo no. 10268, un dislocante in alluminio da 50 m che unisce 30 nodi di velocità a volumi e vivibilità da yacht classico
Il cantiere di La Spezia lancia lo scafo no. 10268, un dislocante in alluminio da 50 m che unisce 30 nodi di velocità a volumi e vivibilità da yacht classico
Baglietto ha varato lo scafo no. 10268, il primo della nuova linea FAST50: 50 metri, costruzione in alluminio sotto le 500 GT, quattro motori MTU 2000 M96L e velocità dichiarata di 30 nodi. Esterni e interni firmati da Francesco Paszkowski con Margherita Casprini; architettura navale di Pierluigi Ausonio. La piattaforma unisce performance, look aggressivo e volumi da dislocante con ampio margine di personalizzazione.
Qualche giorno fa, a La Spezia, lo scafo no. 10268 è scivolato sui carrelli e ha incontrato l'acqua: il primo esemplare della serie FAST50 di Baglietto. Il varo non è stato solo una cerimonia tecnica, ma il primo segnale concreto di una formula progettuale che mette fianco a fianco velocità e volumi tipici di uno yacht dislocante.
La FAST50 nasce con una cifra progettuale precisa: 50 metri di lunghezza, scafo in alluminio costruito sotto le 500 GT, quattro MTU 2000 M96L e una velocità indicata di 30 nodi. Questi numeri definiscono il perimetro tecnico. Dentro quel perimetro si sono inserite scelte estetiche e distributive pensate per restituire un carattere marcatamente sportivo senza sacrificare la vivibilità.
La firma degli esterni e del concept interni è di Francesco Paszkowski, coadiuvato da Margherita Casprini sul progetto degli spazi. Le linee privilegiano un profilo filante: prua affilata, deck-house ribassata e passaggi di luce che creano un senso di movimento anche da fermo. I volumi interni, tuttavia, non cedono al minimalismo estremo; pavimenti, soffitti e percorsi mantengono proporzioni pensate per l'uso quotidiano a bordo, con aree che possono essere ridefinite in funzione delle richieste dell'armatore.
Il progetto navale, firmato da Pierluigi Ausonio, si concentra sull'equilibrio fra massa, resistenza idrodinamica e comportamento in mare tipico di un dislocante 'veloce'. L'alluminio è la scelta strutturale: consente peso contenuto, tolleranze costruttive diverse rispetto alla fibra e una libertà maggiore nel modellare le superfici. L'attenzione all'assetto e alla distribuzione dei pesi è evidente nelle sezioni e negli spazi riservati agli apparati meccanici, disegnati per gestire sia la navigazione ad alta velocità sia crociere più tranquille.
La scelta di quattro MTU 2000 M96L risponde a due esigenze: replicare una riserva di potenza per raggiungere 30 nodi e offrire modulazione delle economie di esercizio. In pratica, l'accoppiamento multiplo facilita l'uso selettivo dei motori in funzione del regime richiesto, mantenendo ridondanza e flessibilità operativa. Questo approccio ha riflessi diretti sull'impiantistica, sugli spazi tecnici e sulla gestione termica a bordo.
Il layout interno è studiato per offrire spazi che ricordano la generosità degli scafi dislocanti classici: zone giorno ampie, suite armatoriali con ampie aperture e percorsi fluidi fra interno ed esterno. La parola chiave è personalizzazione: il progetto consente varianti significative nelle planimetrie, con soluzioni su misura per aree multimediali, palestre o garage tender. L'obiettivo è rendere la barca uno spazio abitabile che risponde sia a momenti di crociera sportiva sia a esigenze di comfort prolungato.
Baglietto ha impostato la FAST50 come alternativa alle piattaforme più seriali, concentrandosi su scafi sotto le 500 GT con forte identità progettuale. La scelta produttiva punta su unità altamente personalizzabili, dove l'armatore può orientare estetica, materiali e configurazioni tecniche. La roadmap commerciale del cantiere prevede consegne in allestimenti diversi, in base alle specifiche richieste, e una produzione che lascia ampio spazio all'ingegnerizzazione su misura.

Il primo scafo varato è dunque una prova operativa: dimostra come elementi tradizionali della cantieristica Baglietto — specialmente nella lavorazione dell'alluminio e nella progettazione per alte velocità — vengano reinterpretati in una piattaforma moderna. L'approccio mira a mantenere un equilibrio netto tra carattere sportivo e spazio vissuto.
Dal punto di vista dell'armatore, la FAST50 porta con sé due promesse concrete: una base tecnica capace di sostenere regimi veloci e una struttura interna che consente configurazioni molto diverse. Questo si traduce in possibilità operative che vanno dalle crociere veloci a trasferimenti rapidi, fino a soggiorni prolungati a bordo senza rinunce in termini di comfort. Dettagli come le finiture interne, le soluzioni per gli esterni e la disposizione dei servizi rimangono, in ogni caso, elementi personalizzabili.
Fabio Ermetto, Chief Commercial Officer di Baglietto, ha riassunto il concept richiamando il DNA storico del cantiere e la volontà di adattarlo alle esigenze contemporanee: attenzione all'architettura navale, gestione dell'assetto e possibilità di adattare la barca allo stile di vita dell'armatore.
Il giorno del varo si è chiuso con un'immagine che resta: il metallo lucido che tocca l'acqua, lo scafo che riceve il primo bagliore riflesso e il leggero rumore dei carrelli che scompaiono sotto la linea di galleggiamento. L'alluminio, freddo al tatto e lucente, ha lasciato sulla pelle la sensazione di un oggetto costruito per correre e durare.
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