Sentinella Blu a Brindisi: 150 kg di plastica raccolti e una tartaruga liberata
Il motoveliero confiscato alla criminalità compie una tappa nell'Area Marina Protetta di Torre Guaceto con campionamenti scientifici e attività di pulizia
Il motoveliero confiscato alla criminalità compie una tappa nell'Area Marina Protetta di Torre Guaceto con campionamenti scientifici e attività di pulizia
Il motoveliero Sentinella Blu, assegnato alla Lega Navale Italiana, ha raccolto 150 kg di plastica in una sola giornata negli isolotti dell'Area Marina Protetta di Torre Guaceto e ha liberato in mare una tartaruga curata dal Centro Recupero Tartarughe Marine. La missione combina monitoraggio scientifico e azioni di cittadinanza attiva lungo la rotta ionico-adriatica.
Sentinella Blu è approdata a Brindisi con un'agenda serrata: rimozione rifiuti, rilievi scientifici e la restituzione al mare di una tartaruga riabilitata. In una sola giornata gli equipaggi e i volontari hanno raccolto 150 kg di plastica dagli isolotti dell'Area Marina Protetta di Torre Guaceto, con operazioni che hanno alternato interventi via mare e immersioni in acque costiere poco profonde.
La tappa pugliese rientra nella campagna 2026 che vede il motoveliero, confiscato alla criminalità e affidato alla Lega Navale Italiana, percorrere la rotta ionico-adriatica. L'idea è semplice: trasformare un bene recuperato in uno strumento operativo, impiegato per attività sul campo che mescolano manualità, competenze scientifiche e presenza civica.
Il veliero, lungo circa 16 metri e varato nel 1974, naviga sotto la bandiera di una campagna che mette insieme aspetti pratici e simbolici. Affidare un'imbarcazione confiscata a progetti di tutela ambientale è una scelta che ha ricadute concrete: il mezzo diventa base mobile per monitoraggi, deposito per materiali raccolti, punto di riferimento per volontari e tecnici a terra.
La tappa è stata organizzata dalle sezioni locali della Lega Navale con il coordinamento regionale e la collaborazione dell'Università del Salento e dell'Area Marina Protetta di Torre Guaceto. Sul campo si sono alternate figure diverse: dai sommozzatori ai biologi, dagli skipper ai volontari che hanno gestito la raccolta differenziata a bordo.
Durante le operazioni sono stati eseguiti campionamenti delle acque con una sonda multiparametrica in dotazione alla Lega Navale. Lo strumento ha misurato temperatura, salinità, ossigeno disciolto, pH, pressione e conduttività. Queste grandezze descrivono lo stato fisico-chimico dell'acqua e forniscono un quadro immediato delle condizioni locali.
I dati raccolti vengono integrati con le osservazioni di campo: note sui rifiuti raccolti, descrizioni dei fondali e registrazioni fotografiche. Sul breve termine servono a valutare condizioni puntuali, mentre sul medio-lungo periodo permettono confronti con serie storiche e l'individuazione di trend legati a inquinamento o variazioni ambientali stagionali.
I volontari hanno concentrato gli interventi sugli isolotti e sulle fasce costiere esposte al trasporto dei materiali leggeri da parte del vento e delle correnti. La raccolta ha combinato manovre di bordo con interventi di immersione dei subacquei per recuperare detriti affioranti nei fondali sommersi.

Il totale recuperato — 150 kg — era costituito prevalentemente da plastica: imballaggi, bottiglie, pezzi di rete e frammenti vari di materiale da pesca. Parte dei rifiuti era accumulata su scogli e spiaggette; altra parte galleggiava o era appena sotto la superficie. Sul posto si è svolta una selezione iniziale: raccolta differenziata a bordo e segnalazione dei rifiuti non immediatamente rimuovibili per interventi successivi di bonifica.
Nel corso della giornata è stata riaccompagnata in mare una tartaruga marina, soprannominata "Sentinella" dai volontari. L'esemplare era stato curato dal Centro Recupero Tartarughe Marine di Torre Guaceto e ha completato il ciclo di riabilitazione prima della liberazione. Il gesto ha avuto una dimensione pratica — restituire un animale in grado di sopravvivere nel suo ambiente — ma anche comunicativa: mostrare l'insieme di attività che l'AMP può mettere in campo.

La liberazione è avvenuta in un tratto di mare valutato idoneo dai tecnici presenti e coordinata con il personale del centro. L'evento è stato documentato fotograficamente e inserito nel diario di bordo delle operazioni, insieme ai rilievi fisico-chimici e alle registrazioni relative ai rifiuti raccolti.
Dopo Brindisi il motoveliero proseguirà verso Bari, con successivi scali ad Ancona e Trieste dove la missione è prevista concludersi in ottobre. Ogni approdo è concepito come piazza di incontro tra associazioni, centri di ricerca e amministrazioni locali; la programmazione prevede attività simili a quelle svolte a Torre Guaceto: rilievi multiparametrici, interventi di pulizia e riaffidamento in mare di esemplari riabilitati.
Il progetto dimostra la praticità di operare con unità di piccole dimensioni e con strumentazione portatile. Un'imbarcazione di 16 metri funge da piattaforma per azioni coordinate, riduce i costi logistici e facilita il coinvolgimento dei volontari. I risultati misurabili — come i 150 kg raccolti e le serie di dati fisico-chimici — costituiscono indicatori utilizzabili dalle autorità locali per pianificare interventi mirati su punti critici di costa.
La prossima tappa fornirà ulteriori dati e numeri sulle quantità rimosse; la misura del lavoro svolto sarà nei rilievi che seguiranno e nelle azioni di bonifica organizzate sui successivi scali.
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