Campionato del Mondo GT 30 a San Nazzaro: 15 piloti al via
Dal 25 al 27 settembre il Parco del Po ospita la rassegna internazionale GT30 e il primo raduno di barche storiche da corsa
Dal 25 al 27 settembre il Parco del Po ospita la rassegna internazionale GT30 e il primo raduno di barche storiche da corsa
Dal 25 al 27 settembre il Parco del Po a San Nazzaro ospita il Campionato del Mondo GT 30 con 15 piloti iscritti e il primo raduno dedicato alle barche storiche da corsa. Tra gli iscritti, il locale Andrea Marongiu, che compirà 16 anni il giorno della gara, e il veterano dell’Academy Jacopo Ravasio. L’evento è organizzato dal C&B Racing Team ASD con l’Associazione Motonautica San Nazzaro e vuole promuovere sport giovanile e valorizzazione del fiume Po.
15 piloti iscritti: è questo il primo dato che definisce la portata numerica del Campionato del Mondo GT 30 in programma dal 25 al 27 settembre 2026 al Parco del Po di San Nazzaro (Monticelli d’Ongina).
Non è soltanto una cifra registrata su una lista: delimita lo spazio in acqua, il numero di scafi che si incroceranno nelle virate, la successione di partenze e il ritmo delle manches. Le GT30 sono imbarcazioni leggere, pensate per sprint su specchi d’acqua brevi ma intensi; richiedono assetti reattivi, risposte immediate al gas e sensibilità nelle correzioni di rotta. Sarà un fine settimana di scatti continui e decisioni tecniche istantanee.
L’organizzazione è del C&B Racing Team ASD insieme all’Associazione Motonautica San Nazzaro. La tre giorni miscela gare ufficiali di campionato con una mostra in banchina dedicata ai mezzi d’epoca: scafi, carene e motorizzazioni storiche saranno allineati a riva per essere osservati da vicino, toccati con mano e discussi da tecnici e appassionati.
Il circuito GT30 richiede scelta del set-up e precisione di guida. Le differenze tra assetti pensati per correre contro corrente o a favore di essa si misureranno sul campo: ogni team porterà soluzioni diverse su assetti di carena, inclinazione del piede motore e regolazioni di regime. Per i piloti sarà una sfida di adattamento rapido alle condizioni reali del Po.
Il C&B Racing Team ASD scende in acqua con due nomi: il giovane locale Andrea Marongiu e il più esperto Jacopo Ravasio. Marongiu raggiunge i 16 anni proprio il 25 settembre, giorno della prima prova: un anello di coincidenze che aggiunge tensione emotiva alla sua prestazione. È la prima partecipazione internazionale in GT30 per lui, e l’esordio avverrà sotto gli occhi di pubblico e tecnici locali.
Ravasio arriva con una lunga esperienza nella categoria, figlio d’arte e spesso punto di riferimento per assetti e scelte di setup. Dopo un problema al dito di una mano dovrà gestire il dolore e la sensibilità durante le fasi più concitate, ma la sua presenza assicura al team un bagaglio competitivo utile nelle strategie di gara. Il mix tra inesperienza fresca e mestiere consumato sarà uno dei fili narrativi della manifestazione.
L’Academy ha lavorato per stagioni intere su regolazioni e manovrabilità; San Nazzaro è il banco di prova pratico dove quei programmi vengono sottoposti al vaglio del cronometro. Sarà chiaro chi ha privilegiato stabilità in rettilineo e chi invece ha cercato maggiore fluidità nelle virate. Le fasi di virata e il controllo del regime motore in rettilineo saranno decisive su tracciati tesi come quelli della GT30.

Dal punto di vista logistico il Parco del Po dispone di spazi per box tecnici, zone d’assistenza e punti dedicati al pubblico. Le aree davanti alla banchina ospiteranno tavoli per i meccanici, officine mobili e postazioni per il controllo tecnico. Osservare le pilastri organizzativi, dal telone del team al tavolo calibratore, aiuta a capire quanto lavoro verga dietro ogni giro competitivo.
In parallelo alle gare si svolge il primo raduno di barche storiche da corsa. Gli scafi in esposizione metteranno in sequenza soluzioni costruttive diverse: materiali impiegati, geometrie di carena e installazioni motore che hanno segnato passaggi della disciplina. È un confronto di tecniche che parla di evoluzione progettuale, di scelte che hanno resistito al tempo e di sperimentazioni poi abbandonate.
L’abbinamento tra competizione e raduno non è solo estetica. Fornisce un contesto: chi osserva oggi può comprendere perché certe scelte progettuali sono diventate standard e quali compromessi si sono fatti tra velocità, maneggevolezza e affidabilità. Per tecnici e appassionati la banchina diventa un’aula a cielo aperto.

Il programma ufficiale alterna prove libere, manches di qualifica e le finali di campionato tra il 25 e il 27 settembre. Tre giorni serrati dove la successione di turni mette alla prova la resistenza dei mezzi e la coerenza delle scelte tecniche: chi parte bene in prova può rischiare di spremere troppo il motore nelle fasi decisive; chi ricerca affidabilità può guadagnare punti preziosi mantenendo una frequenza di giri costante.
Le giornate saranno anche occasione per incontri tecnici: meccanici e piloti si confronteranno su set-up per il circuito del Po, scambiando osservazioni su assetti, rapporti di trasmissione e scelte di carburazione. Questi dialoghi spesso segnano differenze sostanziali quando le condizioni cambiano in corso d’evento.
La cornice inaugurale, con 15 piloti al via, si richiuderà idealmente sullo stesso numero al termine della manifestazione: il quadro di apertura ritorna come riferimento numerico finale, sottolineando continuità e densità competitiva. Il raduno storico fungerà da contrappunto tecnico, suggerendo come si sia arrivati alle soluzioni in uso oggi.
Campionato del Mondo GT 30 chiuderà la tre giorni con una doppia immagine: la serie di partenze serrate e, a riva, gli scafi che raccontano la storia tecnica della motonautica. A confrontare questa scena bastano due cifre e due date: 15 piloti oggi; i progetti e le motorizzazioni che li hanno preceduti, messi in mostra per essere misurati con lo sguardo del presente.
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