Baglietto T60: consegnato il primo 60 metri del cantiere
Lo scafo n. 10260, firmato Francesco Paszkowski Design, è il primo di tre unità già vendute e amplia la capacità produttiva del cantiere di La Spezia
Lo scafo n. 10260, firmato Francesco Paszkowski Design, è il primo di tre unità già vendute e amplia la capacità produttiva del cantiere di La Spezia
Baglietto ha consegnato il primo T60, lo yacht di 60 metri più grande mai costruito dal cantiere. Lo scafo n. 10260, progettato da Francesco Paszkowski Design con interni di Margherita Casprini, è il primo di tre unità vendute e in costruzione: le consegne sono previste nei prossimi due anni e segnano l'espansione strategica verso il segmento dei grandi yacht.
Baglietto T60, scafo n. 10260, è stato consegnato il 3 agosto 2026, con il varo e la cerimonia che hanno segnato l'ingresso del cantiere di La Spezia nel comparto dei 60 metri. È il più grande yacht costruito da Baglietto nei suoi 172 anni di attività e, insieme ai due scafi gemelli già venduti e in allestimento, inaugura una nuova fase produttiva per l'armatore e per lo stabilimento.
La costruzione di uno scafo di queste dimensioni ha richiesto un riassetto operativo: aree di lavorazione ridisegnate, cataste modulari per la composizione delle strutture, e un calendario serrato per il passaggio dalle fasi strutturali ai lavori di impiantistica e finitura. Progetto esterno e architettura d'interni portano la firma di Francesco Paszkowski Design, con la collaborazione per gli allestimenti di Margherita Casprini, che ha curato dettagli, materiali e percorsi funzionali interni.
Lo sviluppo del T60 è stato pianificato come un ampliamento preciso della gamma, pensato per rispondere a richieste di armatori che richiedono volumi maggiori e soluzioni personalizzate. Per il cantiere la scelta ha significato investimenti in spazi coperti e in macchinari di movimentazione adeguati a carichi e moduli più grandi: gru di capacità superiore, aree di verniciatura con cabine dimensionate e magazzini per componenti su misura.
La catena produttiva è stata riorganizzata intorno a processi ripetibili: montaggio scafo, integrazione degli impianti di bordo, posa delle finiture e collaudi. Ogni fase ha un responsabile dedicato che coordina fornitori specializzati, dalla carpenteria navale fino agli impianti HVAC e ai sistemi elettronici. Questo approccio aiuta a contenere i tempi e a mantenere costante la qualità tra più unità in costruzione contemporanea.
Il T60 porta soluzioni che privilegiano equilibrio tra efficienza e abitabilità: carena studiata per ridurre consumi a velocità di crociera, spazi interni pensati per layout flessibili e una continuità estetica tra esterni e interni. Le proporzioni sono calibrate per offrire volumi utili nelle aree ospiti e per garantire privacy tra zone pubbliche e cabine equipaggio.
Negli interni la collaborazione tra lo studio di design e la progettazione di impianti ha permesso di integrare pavimentazioni tecniche, pannellature e schermature con percorsi per impianti HVAC, insonorizzazione e domotica. Materiali, inserti e componenti su misura sono stati selezionati con criteri di durabilità e manutenzione, oltre che estetici, dato che su yacht di questa taglia la qualità percepita è strettamente legata alla cura delle finiture esecutive.
Lo scafo n. 10260 è il primo di tre T60 già venduti: gli altri due procedono su linee parallele all'interno del medesimo stabilimento. La tabella di marcia prevede il completamento strutturale, la posa degli impianti principali e secondari, le lavorazioni di falegnameria e la fase finale di verniciatura, seguita dai collaudi in mare. Durante le prove in mare vengono raccolti dati su consumi e prestazioni per confrontarli con le previsioni di progetto e ottimizzare settaggi motore e assetto.
Il rispetto dei tempi dipenderà da capacità di fornitura e coordinamento: componenti critici come eliche, sistemi di propulsione ausiliaria, generatori e centraline di controllo devono arrivare secondo scadenze prestabilite. L'organizzazione del cantiere prevede checkpoint di qualità in ogni fase, ispezioni funzionali sugli impianti e prove a banco prima della posa definitiva a bordo, per ridurre imprevisti durante i test in mare.
La costruzione seriale di una piattaforma da 60 metri ha ricadute immediate sull'indotto: aumentano le richieste di competenze specialistiche, cresce la domanda per forniture tecniche di alto livello e si intensifica il lavoro di integrazione tra uffici tecnici e reparti produttivi. Sul fronte occupazionale si registra un incremento di personale qualificato in carpenteria, impiantistica navale e finitura di interni.
Per l'armatore, il T60 permette un grado elevato di personalizzazione: layout differenziati, dotazioni tecniche su misura e soluzioni per estendere l'autonomia di navigazione o migliorare il comfort acustico e termico. Per il cantiere, la buona esecuzione delle prime unità sarà la leva per valutare varianti di linea o modelli complementari che sfruttino la stessa piattaforma produttiva.
Nei prossimi mesi i risultati dei collaudi e il feedback operativo dei primi mesi di navigazione forniranno indicazioni concrete su consumi, comportamento in mare e tenuta delle finiture. Questi riscontri saranno essenziali per definire affinamenti di processo, possibili adeguamenti tecnici e strategie commerciali per i modelli successivi.
Lo scafo n. 10260 è ora ufficialmente consegnato e il lavoro prosegue: le due unità rimanenti seguiranno la tabella prevista per le consegne nel biennio successivo, mentre il cantiere monitora costantemente prestazioni e qualità per consolidare la produzione su questa nuova scala.
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