Atlantide 50m: Alia Yachts varato ad Antalya
Alustar e carbonio, scafo in lega leggera, tre idrogetti e velocità di punta dichiarata di 35 nodi per il progetto FAST 50 firmato Mulder e Vitruvius, con interni Liaigre
Alustar e carbonio, scafo in lega leggera, tre idrogetti e velocità di punta dichiarata di 35 nodi per il progetto FAST 50 firmato Mulder e Vitruvius, con interni Liaigre
Alia Yachts ha consegnato a luglio 2026 il 50 metri «Atlantide», progetto FAST 50 costruito ad Antalya con scafo in Alustar e sovrastruttura in carbonio, propulsione a tre waterjet e velocità di punta di 35 nodi. Design esterno di Vitruvius, architettura navale Mulder Design e interni Liaigre. L’imbarcazione punta su profilo basso, ampie vetrate e grandi terrazze di poppa per massimizzare il rapporto con il mare.
Una barca pensata per la crociera e capace di 35 nodi: la contraddizione sembra immediata, ma Atlantide – il 50 metri full‑custom di ALIA Yachts – dimostra che le scelte costruttive possono stemperare il conflitto tra comfort e prestazione senza cedere su nessuno dei due fronti.
Il segreto non è un singolo elemento tecnico ma la sequenza con cui queste decisioni sono state prese e tradotte in cantiere: dalla scelta dei materiali alla disposizione degli ambienti, ogni passo ha lo scopo di tenere insieme volumi abitabili e comportamento marino vigoroso. Il risultato è un profilo che parla più di integrazione che di compromesso.
Il percorso ha seguito tappe nette: concept, ingegneria, costruzione, integrazione e consegna. Il concept esterno è firmato da Vitruvius Yacht Design, l’architettura navale è di Mulder Design, mentre gli interni portano la firma di Liaigre. ALIA ha gestito la costruzione nel proprio stabilimento di Antalya, occupandosi anche del collaudo finale e dell’allestimento dei sistemi di bordo. La successione delle attività è stata scandita dalle esigenze tecniche: prima la definizione delle soluzioni strutturali principali, poi l’integrazione degli impianti e solo alla fine il fit‑out degli ambienti interni.
In cantiere la sinergia tra uffici tecnici e officine è stata essenziale: lo scafo in Alustar è stato realizzato per contenere peso e migliorare la rigidezza, mentre la sovrastruttura in carbonio ha permesso di mantenere basso il baricentro senza sacrificare i volumi. La fase di integrazione ha richiesto adattamenti continui, soprattutto per l’alloggiamento dei sistemi necessari alla propulsione a waterjet, che hanno imposto vincoli diversi rispetto a quelli di un sistema a eliche tradizionali.
Le cifre principali dicono molto: 50 metri di lunghezza complessiva, 11 metri di baglio e un volume di 498 GT. La combinazione di lega di alluminio Alustar per lo scafo e carbonio per la sovrastruttura ha determinato la distribuzione dei pesi e la risposta dinamica alle sollecitazioni in mare. Questi materiali non sono stati scelti per moda: sono il presupposto tecnico che consente a una carena relativamente leggera di reggere andature elevate mantenendo pacatezza negli spazi interni.
La propulsione a tre waterjet, che dichiara una punta di 35 nodi, porta con sé vantaggi operativi concreti. I waterjet riducono l’ingombro degli assi e migliorano la manovrabilità a bassa velocità, agevolano gli attracchi e le inversioni improvvise e offrono una reazione pronta alle regolazioni del timone. In mare aperto, questa architettura consente accelerazioni rapide e una progressione lineare fino alle andature alte; in porto, invece, si apprezza la facilità di posicionamento e il minor rischio di impatto per alberi e ancore durante le manovre.
Il profilo longilineo della carena e la sovrastruttura bassa aiutano a ridurre la resistenza aerodinamica, un aspetto che emerge chiaramente quando si incontra vento sostenuto a velocità di crociera elevate. Allo stesso tempo, il baglio di 11 metri assicura spazi abitabili generosi: le grandi terrazze di poppa e le superfici di ponte ininterrotte sono progettate per estendere l’esperienza di bordo verso il mare, creando continuità visiva e funzionale tra interni ed esterni.
Esteticamente, Atlantide punta su semplicità e ampiezza delle superfici vetrate. Le scelte formali di Vitruvius Yacht Design privilegiano una linea bassa che minimizza la barriera tra dentro e fuori: grandi finestrature corrono sul profilo, trasformando le zone giorno in terrazze visive verso il mare. La progettazione delle aree di prua e poppa privilegia piattaforme funzionali, facili da adattare sia a usi sociali sia a necessità operative.
Gli interni firmati Liaigre mantengono coerenza con l’esterno: materiali selezionati e percorsi fluidi tra ambienti. Dietro all’apparente leggerezza estetica si nascondono soluzioni tecniche mirate: gestione dei carichi, controsoffitti tecnici e attenzione all’isolamento acustico sono parte del fit‑out, pensati per preservare il comfort anche a velocità elevate o durante condizioni marine difficili. La cura nella disposizione degli impianti ha permesso di mantenere linee pulite senza compromettere l’accessibilità tecnica necessaria per la manutenzione.
La costruzione full‑custom si riflette anche nei dettagli funzionali: percorsi tecnici dedicati, accessi mirati per i sistemi e un allineamento stringente tra aspetti estetici e richieste di performance. Questa scelta impone tempi di decisione più lenti e un maggiore confronto tra progettisti e cantiere, ma restituisce uno yacht che risponde in modo coerente alle aspettative del committente.
Il cantiere ha annunciato che nei prossimi mesi pubblicherà una galleria fotografica completa; le immagini in navigazione e a riposo permetteranno di verificare proporzioni e soluzioni costruttive in condizioni reali. È nelle uscite successive, quando si potranno analizzare consumi a diversa andatura e comportamento in mare formato, che si misurerà la corrispondenza tra progetto e risultato operativo.
Un dettaglio tecnico secondario, che alla fine riassume l’intero approccio progettuale, è la convivenza tra Alustar e carbonio: non è soltanto una scelta di materiali ma il punto di equilibrio che rende possibile mantenere rigidezza strutturale e bassi centri di gravità pur conservando volumi interni e un profilo esterno filante. È questo nodo materiale che permette alla barca di tradurre le intenzioni progettuali in comportamento marino coerente.
Atlantide sarà osservata con attenzione nelle prossime navigazioni: i dati reali su consumi, stabilità e comfort daranno un valore pratico alle scelte tecniche adottate. Per ora, resta l’esempio di come una sequenza di decisioni tecniche precise possa conciliare esigenze apparentemente opposte e produrre un risultato che merita di essere valutato alla prova del mare.
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