Leonardo Tomasini campione del mondo U23 iQFoil a Puck
Il portacolori del Circolo Surf Torbole conquista l'oro Under 23: percorso, metodo e prospettive verso i senior e il progetto olimpico
Il portacolori del Circolo Surf Torbole conquista l'oro Under 23: percorso, metodo e prospettive verso i senior e il progetto olimpico
A Puck (Polonia) Leonardo Tomasini, 19 anni del Circolo Surf Torbole, ha vinto il titolo mondiale iQFoil Under 23. Terzo podio consecutivo ai Mondiali U23 (argento 2024, bronzo 2025, oro 2026): il risultato è frutto di anni di allenamento sul Garda Trentino, di un approccio tecnico-scientifico all'attrezzatura e di una gestione mentale della finalissima.
Leonardo Tomasini ha vinto il titolo mondiale iQFoil Under 23 a Puck: 19 anni, portacolori del Circolo Surf Torbole, primo nella Grand Final che ha messo i quattro migliori U23 in acqua.
La medaglia d'oro segue l'argento del 2024 e il bronzo del 2025, una progressione che racconta più di un miglioramento isolato: racconta mesi e anni di lavoro ripetuto, aggiustamenti tecnici e scelte di percorso. Dietro il risultato di Puck ci sono settimane trascorse a presidiare le condizioni del Garda Trentino, ore dedicate alla messa a punto di foil e vele, e la costruzione di una mentalità capace di trasformare la pressione in routine operativa.
Cresciuto nei corsi estivi e nelle regate giovanili del Circolo Surf Torbole, Tomasini ha trovato fin da piccolo un ambiente che non lascia nulla al caso: allenamenti mirati, confronto continuo con coetanei e con atleti più esperti, e una familiarità con venti affidabili che aiuta a sviluppare sensibilità sul foil. Il Garda Trentino non è solo un luogo di allenamento: è un laboratorio dove si imparano i dettagli che poi fanno la differenza in competizione.
Il suo primo istruttore, Dario Pasta, ricorda Leonardo come un ragazzo curioso e con tanta energia. Dopo le esperienze su Optimist e Slalom, la transizione al foil è stata decisiva. Il foil richiede precisione micro-metrica, attenzione continua all'assetto e una lettura del vento che non perdona. Pasta sintetizza le qualità emerse negli anni: concentrazione sul gesto, capacità di lavorare sui dettagli tecnici e rispetto per l'avversario, qualità che tornano utili quando ogni piccola scelta può determinare la classifica.
La Grand Final di Puck è una prova secca, e in quel formato la gestione emotiva pesa quanto la velocità in acqua. Tomasini è arrivato in finale con una settimana costante nelle posizioni di testa; la sua lettura è stata semplice e ferma: trattare la partita conclusiva come qualsiasi altra prova di routine. Questo ha limitato l'effetto spettacolo e mantenuto sotto controllo le tensioni più vistose.
Il metodo ha inciso su tre elementi pratici: la partenza, la scelta delle traiettorie e l'assetto. Alle partenze ha sfruttato sincronizzazione e tempismo; nelle traiettorie ha privilegiato linee che massimizzassero la pressione del vento locale; sull'assetto ha insistito su micro-regolazioni che permettono di mantenere il foil in una condizione di volo stabile. Mescolare lucidità mentale e rigore tecnico ha prodotto una prestazione che non ha lasciato margini agli inseguitori.
Tomasini ha discusso la formula delle finalissime con concretezza: apprezza la capacità di concentrare attenzione e pubblico sulla prova conclusiva, ma ricorda che la posizione di partenza dovrebbe incorporare il dato della costanza mostrata per tutta la settimana di regata. È una considerazione pratica, rivolta a chi programma e organizza ma anche ai colleghi atleti che devono adattarsi a regole che premiano performance singole.

La stagione di Tomasini include anche l'oro ai Giochi del Mediterraneo di Taranto: un'esperienza multisportiva che ha ampliato l'orizzonte competitivo. Essere in un villaggio atleti, confrontarsi con realtà di sport diverse, dà prospettive che vanno oltre la singola specialità e aiutano a gestire il ritmo del calendario internazionale.
La disciplina iQFOiL è, nelle parole dell'atleta, un insieme di elementi difficili da separare: velocità, sensibilità nel volo, preparazione fisica, competenze veliche e conoscenza tecnica delle regolazioni. Lo studio della Fisica all'Università di Trento si integra con questa realtà quotidiana: numeri e misure diventano strumenti pratici per migliorare assetti e scelte in acqua. Quel background scientifico non trasforma il velista in un tecnico freddo, ma gli fornisce una cassetta degli attrezzi per ragionare su dati e risultati.
Una scelta tattica che ha accelerato la maturazione di Tomasini è stata la partecipazione alle categorie superiori fin da giovane. Con la nascita della classe iQFOiL ha gareggiato in U19 con una vela più grande rispetto all'U17: misura e confronto con atleti più esperti hanno forzato l'apprendimento e ridotto i tempi necessari per adattarsi a livelli elevati di competizione.
Al Mondiale assoluto dell'anno corrente Leonardo ha chiuso in 15ª posizione: un dato che segna la distanza ancora esistente dai migliori senior, ma anche la traiettoria di avvicinamento. L'obiettivo pratico è trasformare prestazioni episodiche in risultati ripetibili a livello assoluto. Per farlo servono continuità di allenamento, gare selettive e una capacità di leggere la stagione in termini di step progressivi.

Gli obiettivi dichiarati toccano traguardi misurabili: consolidarsi tra i primi 10–15 senior nella stagione successiva e proseguire verso un possibile percorso olimpico, senza trascurare gli studi universitari. L'approccio resta incrementale, attento ai dettagli che separano un buon risultato da una carriera di livello internazionale.
La memoria delle prime regate e della Coppa Primavela è ancora presente come promemoria: l'agonismo nato come gioco ha permesso a Tomasini di crescere senza la pressione precoce delle aspettative. Oggi quell'atteggiamento si è fatto più professionale, ma l'equilibrio tra divertimento e disciplina è rimasto parte della routine di allenamento.
Il titolo di Puck rilegge anche il ruolo del Circolo Surf Torbole e del territorio: non basta un atleta talentuoso, serve una rete che offra continuità tecnica, strumenti di allenamento e confronto. Il risultato porta attenzione su un modello formativo che, nel suo insieme, produce atleti pronti a misurarsi a livelli internazionali.
La stagione continua con l'obiettivo di convertire la progressione giovanile in risultati assoluti; sullo sfondo restano i percorsi verso i senior e la possibile strada olimpica. Per ora resta l'immagine di Tomasini sulla linea di partenza della Grand Final: controllo delle variabili, lucidità nei gesti e una regata condotta con metodo.
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