Europei Nacra 15: argento per Vargiu e Lisci a Barcellona
Il Windsurfing Club Cagliari porta tre equipaggi nella top 10 continentale su oltre quaranta barche. A Varkiza, sugli iQFOiL, tutta la squadra maschile entra in Gold Fleet
Il Windsurfing Club Cagliari porta tre equipaggi nella top 10 continentale su oltre quaranta barche. A Varkiza, sugli iQFOiL, tutta la squadra maschile entra in Gold Fleet
Dodici nodi, forse tredici. Non i quindici-venti attesi. Sul campo di regata di Barcellona il vento ha ignorato le previsioni proprio nei giorni del Campionato Europeo Nacra 15, e chi era uscito con le regolazioni da aria tesa si è ritrovato con un assetto pensato per altro. Tra questi, Alessandro Vargiu e Noa Lisci del Windsurfing Club Cagliari, che hanno comunque chiuso al secondo posto assoluto, sul podio continentale.
Il bilancio del club sardo sta in una riga: cinque equipaggi in gara, tre nei primi dieci, un argento europeo in una flotta di oltre quaranta catamarani. Davanti a tutti, i triestini Mattia Di Martino e Nina Cittar, campioni europei.
Il risultato di Vargiu e Lisci non è arrivato in linea retta. La prima giornata si è chiusa con una penalizzazione, un handicap che su un catamarano a foil come il Nacra 15 pesa sulla classifica più di quanto sembri. Da lì una rimonta progressiva, prova dopo prova, fino alla seconda piazza.
Il duello con l'equipaggio triestino ha segnato tutto il campionato. «Ci hanno messo in difficoltà e un paio di volte non siamo partiti bene», racconta Vargiu. Nella classe giovanile del doppio misto olimpico, dove le velocità in poppa e le traiettorie in foiling lasciano margini minimi, una partenza sbagliata costa posizioni difficili da recuperare. A Barcellona è successo più di una volta, e il distacco finale dal primo posto ne porta il segno.
L'altra variabile è stata il meteo. «Siamo usciti in mare con assetto da vento forte, aspettandoci 15-20 nodi, ma ne sono arrivati 12-13», spiega ancora Vargiu. Pochi nodi di differenza, che su un Nacra 15 spostano molto: tensione delle sartie, regolazione di randa e fiocco, gestione del volo sui foil cambiano sensibilmente da una fascia di intensità all'altra. Un assetto troppo chiuso con aria media toglie potenza, rende più difficile staccare lo scafo dall'acqua e frena l'accelerazione dopo la partenza e dopo le manovre.
In mare non si torna a terra a cambiare configurazione. La capacità di adattarsi lì, sul momento, diventa parte del risultato. L'equipaggio cagliaritano ha lavorato su questo margine, trasformando una giornata partita in salita in una serie di piazzamenti utili alla classifica finale.
Il secondo posto di Vargiu e Lisci non è rimasto isolato. Altri due equipaggi del club hanno chiuso nella top 10 europea:

Completavano la squadra Federico Sollai e Carola Ferrara, insieme a Luna Castriotta e Giacomo Corpino. Cinque equipaggi schierati da un unico club in un campionato continentale della classe giovanile del multiscafo olimpico: un dato che racconta il lavoro di base svolto a Cagliari, dove il vento del golfo offre un terreno di allenamento costante per le derive a foil.
Tre equipaggi tra i primi dieci su oltre quaranta: quasi un piazzamento su tre della top 10 porta la stessa firma. Per un club che lavora su più classi contemporaneamente, il dato misura la profondità del gruppo più che l'exploit di una singola coppia.
Mentre a Barcellona si correva sui catamarani, un'altra parte del Windsurfing Club Cagliari era a Varkiza, in Grecia, ai Campionati Europei iQFOiL, la tavola a foil della classe olimpica del windsurf.

L'obiettivo era superare il primo filtro: l'ingresso nella Gold Fleet, la flotta riservata ai migliori 25. Tutti e tre gli atleti maschili ce l'hanno fatta. Jan Orlowski ha vinto una delle 16 prove disputate, e in una flotta d'élite iQFOiL significa partenza pulita, scelta di lato corretta, velocità costante sul percorso. Krzysztof Orlowski ha girato più volte la prima boa di bolina nelle primissime posizioni, il punto in cui una regata su tavola a foil spesso si decide. Claudio Capitta ha completato il quadro con qualificazioni solide, condizione necessaria per accedere alla fase finale.
Nella flotta femminile, 70 concorrenti, Giulia Maglioni ha mostrato velocità e partenze efficaci, inserendosi più volte nel gruppo di testa. Con una linea di partenza così affollata, la prima bolina è il tratto in cui si separano le posizioni: stare davanti in quel momento significa navigare in aria pulita, senza i disturbi delle vele avversarie.
Barcellona e Varkiza sono state per il club un banco di prova su due fronti, il doppio misto su catamarano e la tavola individuale a foil, con un denominatore comune: il volo sull'acqua e regolazioni che cambiano con pochi nodi di differenza.
Le indicazioni raccolte nelle due trasferte, dalla gestione delle partenze alla scelta degli assetti in condizioni diverse dalle attese, entrano ora nel programma di lavoro tecnico e atletico degli atleti. L'orizzonte dichiarato è la stagione 2026. A Barcellona, intanto, resta il dato da cui tutto è partito: un assetto da venti nodi, in una giornata da dodici, e comunque un argento europeo.
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