FPT in Confindustria Nautica: due barche al giorno
Il marchio motori di Iveco Group aderisce all'associazione di categoria mentre cresce la domanda nel diporto. In Italia monta propulsori su due nuovi scafi ogni giorno, con una gamma yacht da 230 a 1.000 cavalli
Un motore marino FPT: il marchio di Iveco Group, presente nella propulsione navale da sessantuno anni, è entrato in Confindustria Nautica per avvicinarsi a cantieri, progettisti e fornitori.
FPT, marchio di Iveco Group attivo nella propulsione marina dal 1965, è entrata in Confindustria Nautica. L'adesione coincide con una forte crescita della domanda di motori per il diporto. La gamma marina va da 3 a 15,9 litri e da 85 a 1.000 cavalli. La linea yacht copre scafi da 26 a 79 piedi, con configurazioni termiche e ibride. In Italia due nuove barche al giorno montano motori FPT, con oltre 200 punti di assistenza nel Mediterraneo. I cantieri italiani detengono circa il 31% del mercato mondiale degli yacht entrobordo.
Due al giorno. Tanti sono, in Italia, i nuovi scafi che lasciano il cantiere con un motore FPT in sala macchine. Il numero non arriva da un salone né da una campagna commerciale. Accompagna una notizia associativa: FPT, il marchio di Iveco Group che progetta, produce e vende powertrain per veicoli on e off-road, applicazioni marine e generazione di energia, è entrata in Confindustria Nautica. L'annuncio è datato Torino, 2 novembre 2026.
L'adesione arriva mentre il costruttore registra una crescita esponenziale, sia nell'interesse dei clienti sia nella domanda di motori marini per il diporto. Un'azienda presente nella propulsione navale da sessantuno anni che entra solo ora nell'associazione di categoria: la contraddizione è apparente. La spiegazione sta nei numeri del mercato. L'obiettivo è rendere più diretti i rapporti con cantieri, progettisti, fornitori di componenti, operatori del refit e dei servizi.
Il 31% degli yacht entrobordo nel mondo nasce in Italia
I cantieri italiani esportano oltre il 90% della produzione e valgono circa il 18% del mercato globale. Nel segmento degli yacht entrobordo la quota sale a circa il 31%. Il dato è contenuto nell'abstract dell'edizione 2026 del rapporto The State of the Art of the Global Yachting Market.
Per un produttore di motori diesel per la propulsione in linea d'asse o con trasmissioni dedicate, quel 31% è il cuore della questione. Gli entrobordo sono il settore di riferimento principale per FPT nel diporto: una barca su tre di questa tipologia esce da un capannone italiano. Dentro l'associazione si siedono i tavoli dove si discutono progetti, normative e mercati esteri.
Confindustria Nautica è un'istituzione nazionale senza scopo di lucro che dal 1967 rappresenta gli interessi dell'intera filiera della nautica da diporto, in Italia e all'estero. Il suo mandato comprende la crescita delle imprese del comparto, la promozione della cultura del mare e lo sviluppo del turismo nautico lungo le coste. Il settore, nel suo insieme, genera 13 miliardi di euro di valore aggiunto e quasi 168.000 posti di lavoro.
"Le caratteristiche distintive della gamma di motori marini FPT sono pensate per il settore della cantieristica da diporto, dove l'eccellenza è lo standard. E Confindustria Nautica, di cui siamo membri, è il luogo ideale per creare e rafforzare quelle sinergie industriali che sono state il motore del successo di FPT e dell'ulteriore crescita della filiera nautica italiana", ha dichiarato Vittorio Bertalli, Head of Sales EMEA di FPT.
Da 3 a 15,9 litri: la gamma marina copre scafi da 26 a 79 piedi
FPT è attiva nella propulsione marina dal 1965. L'offerta attuale comprende motori con cilindrate da 3 a 15,9 litri e potenze nominali tra 85 e 1.000 cavalli. La linea specifica per gli yacht parte da 230 cavalli e arriva a 1.000, ed è dimensionata per scafi tra i 26 e i 79 piedi: grosso modo dagli 8 ai 24 metri, la fascia in cui si concentra buona parte della produzione dei cantieri italiani di serie e semi-custom.
La gamma non si limita al diporto. Gli stessi blocchi servono anche imbarcazioni da lavoro con impiego leggero, medio e pesante, dove ore di funzionamento e carichi continui mettono alla prova affidabilità e consumi. Il costruttore punta su quattro caratteristiche:
affidabilità nelle diverse condizioni d'uso;
efficienza nei consumi;
densità di coppia, cioè coppia disponibile in rapporto alle dimensioni del motore;
I propulsori sono disponibili in configurazione tradizionale a combustione interna e in configurazione ibrida, adattabili alle esigenze operative del singolo cliente. Il rapporto con i cantieri italiani, poi, non si ferma alla fornitura a catalogo: FPT partecipa ai nuovi progetti configurando i motori marini sulle specifiche indicate dai progettisti. Per un cantiere che disegna una nuova piattaforma significa ragionare su ingombri, pesi e curve di potenza insieme al fornitore, invece di adattare lo scafo a un motore già definito.
Duecento punti di assistenza nel Mediterraneo pesano quanto i cavalli
Su una barca da diporto il motore si sceglie anche per chi lo ripara. Nel bacino del Mediterraneo FPT conta oltre 200 punti di assistenza, organizzati per garantire risposte rapide in caso di guasto e supporto continuativo. Su scala globale la rete arriva a più di 70 distributori e oltre 900 punti di service.
Alle spalle c'è la struttura del gruppo. FPT impiega oltre 8.000 persone in dieci stabilimenti e dieci centri di ricerca e sviluppo, ed è presente in quasi 100 Paesi. Una divisione dedicata, ePowertrain, lavora su catene cinematiche elettriche, pacchi batteria e sistemi di gestione delle batterie, in linea con l'offerta ibrida già disponibile sui motori marini. Informazioni sulla gamma completa su www.fptindustrial.com.
Dall'associazione il benvenuto è arrivato dal presidente, che ha letto l'ingresso del costruttore come un segnale sulla capacità attrattiva della filiera.
"Qualità, innovazione ed eccellenza contraddistinguono l'industria nautica italiana e ne sostengono la leadership sui mercati internazionali. Siamo lieti di accogliere in Confindustria Nautica FPT, marchio di riferimento mondiale nei sistemi di propulsione: la sua esperienza, la competenza tecnologica e la capacità di innovazione rappresentano un valore aggiunto significativo per la nostra filiera. Questo nuovo associato conferma l'attrattività e la forza del settore nautico italiano e dimostra l'importanza di consolidare le sinergie tra i leader del comparto, per sostenere la competitività e favorire la crescita del settore sui mercati globali", ha commentato Piero Formenti, presidente di Confindustria Nautica.
Per i cantieri associati, l'effetto pratico è la vicinanza: un fornitore con una rete di service capillare e una gamma che copre quasi tutta la fascia dimensionale della produzione nazionale siede ora agli stessi tavoli tecnici e istituzionali. Per FPT, il vantaggio è l'accesso a una filiera che esporta nove barche su dieci.
Il primo motore marino FPT risale al 1965. Confindustria Nautica è nata due anni dopo. Le due strade si incrociano nel novembre 2026, con due barche al giorno già in acqua.
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