Drive-Pod-16: pod ibrido Velettrica debutto a Genova
Sistema modulare con batterie LFP, motore senza terre rare e materiali riciclati per scafi fino a 14 metri
Sistema modulare con batterie LFP, motore senza terre rare e materiali riciclati per scafi fino a 14 metri
Drive-Pod-16 è il sistema di propulsione ibrida presentato da Velettrica al Salone Nautico di Genova: pod immerso con motore a riluttanza senza magneti permanenti, pacco batterie LFP modulari, integrazione con range extender e componenti in materiali riciclati. Destinato alla propulsione principale di scafi dislocanti fino a 14 metri o come ausiliario in refit su unità fino a 20 metri, punta a ridurre consumi ed emissioni e semplificare la conversione elettrica delle imbarcazioni.
Drive-Pod-16 è stato presentato ufficialmente al Salone Nautico Internazionale di Genova il 5 ottobre 2026 come nuovo sistema di propulsione ibrida per la nautica civile.
Il dispositivo è un pod immerso che integra motore, driver e un pacco batterie modulare, progettato per coprire la propulsione principale di scafi dislocanti a vela e a motore fino a 14 metri o come sistema ausiliario per motoscafi fino a 20 metri. L'idea alla base è semplice: ridurre consumi e costi di gestione senza introdurre complessità strutturali eccessive durante l'installazione.
La presentazione a Genova ha messo in luce tre aspetti pratici del sistema: integrazione elettrica completa con gestione dei carichi, possibilità di installazione senza interventi strutturali invasivi e flessibilità nelle fonti di alimentazione. Il pod può sostituire un sail-drive esistente con un'installazione sotto scafo oppure essere montato in configurazione retrattile a poppa; spesso viene proposto in coppia per migliorare controllo e ridondanza.
Al centro del Drive-Pod-16 c'è un motore sincrono a riluttanza privo di magneti permanenti e terre rare, sviluppato e brevettato da Settima Motori con il marchio SpinRail. La scelta costruttiva permette di usare materiali convenzionali per rotore e statore — alluminio, rame e acciai — facilitando la riciclabilità delle parti magnetiche e riducendo la dipendenza da catene di fornitura critiche.
L'elettronica di potenza è affidata a un inverter fornito da NX Technologies, che coordina conversione e distribuzione dell'energia tra motore e pacco batterie. Le batterie si basano su celle LFP (litio-ferro-fosfato), scelte per stabilità termica e affidabilità in ambiente marino. FCE - Fast Charge Engineering ha presentato l'architettura delle batterie come modulare e aperta, pensata per facilitare manutenzione e aggiornamenti nel tempo, con possibilità di integrare tecnologie alternative quando disponibili.
La piattaforma prevede l'integrazione con diversi range extender: generatori tradizionali, celle a combustibile a idrogeno, pannelli solari e piccoli generatori eolici. In navigazione a vela l'elica può avere funzione rigenerativa, ricaricando le batterie e alimentando i servizi di bordo — una soluzione utile per soste in rada più silenziose e confortevoli.
La scelta dei materiali è parte integrante del progetto. Elica e pinna del pod utilizzano un polimero riciclato a base di nylon e fibra di carbonio: il nylon è recuperato da attrezzature da pesca grazie all'attività di PiùBlu ETS, mentre la fibra di carbonio riciclata (rCF) proviene da Hera Group. L'integrazione di questi materiali è stata sviluppata e validata dall'Università di Pisa nell'ambito di un progetto promosso dal Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile (MOST).
L'adozione di materiali riciclati e componenti pensati per il riciclo a fine vita riduce in modo significativo l'impronta carbonica del prodotto lungo l'intero ciclo operativo: durante la presentazione è stato evidenziato un taglio superiore al 40% delle emissioni di CO2 rispetto a soluzioni tradizionali, calcolo riferito al ciclo di vita dei materiali e alla produzione dei componenti.

La filiera coinvolta comprende fornitori di elettronica di potenza, motori, batterie e materiali compositi: un network industriale che ha permesso di combinare tecnologie proprietarie e soluzioni mature per ottenere prestazioni compatibili con le esigenze di armatori e cantieri.
Progettato per ridurre tempi e costi di adeguamento, il Drive-Pod-16 punta sulla modularità delle batterie e su attacchi che non richiedono modifiche strutturali invasive. In molti casi sostituisce direttamente il sail-drive, mentre per installazioni a poppa viene offerta una versione retrattile che facilita il passaggio tra navigazione e rimessaggio.
Il pacco batterie modulare permette interventi rapidi: singoli moduli possono essere sostituiti o integrati in funzione delle esigenze dell'armatore. Questa caratteristica rende il sistema adatto sia per upgrade su imbarcazioni private sia per chi gestisce flotte e cerca soluzioni ripetibili su più unità, con procedure di installazione e manutenzione standardizzate.
In progettazione è stata valutata l'ergonomia delle operazioni in banchina: la rimozione e il trasporto dei moduli sono pensati per poter essere effettuati con attrezzature ordinarie, senza necessità di mezzi speciali o interventi edili prolungati.

Il sistema migliora manovrabilità in spazi ristretti grazie alla coppia immediata dei motori elettrici. La riduzione del rischio associato ai carburanti fossili è un vantaggio operativo, allo stesso modo del comfort acustico: l'assenza di vibrazioni tipiche dei motori endotermici e la possibilità di navigare in modalità elettrica rendono le soste in rada più tranquille.
Il Drive-Pod-16 è pensato anche come centro di gestione dell'energia a bordo: l'elettronica coordina carichi, ricarica e integrazione con fonti esterne, con logiche di priorità che privilegiano autonomia e sicurezza operativa.
Durante la presentazione il CEO di Velettrica ha sottolineato il ruolo attivo di MOST nel progetto: il centro ha partecipato alla compagine sociale e ha accelerato test e attività di certificazione. Il CNR, attraverso la divisione INM, è coinvolto nelle prove in vasca e nelle verifiche necessarie alle omologazioni navali.
Il prodotto sarà distribuito tramite canali dedicati al refit e alla fornitura OEM per piccoli scafi dislocanti; sono previsti ulteriori test e certificazioni nei prossimi mesi prima dell'immissione commerciale su scala più ampia.
Il debutto a Genova ha portato in evidenza la combinazione tecnica del progetto: motorizzazione senza terre rare, batterie LFP modulari e componenti rigenerati, messi insieme per offrire una soluzione concreta agli armatori e ai cantieri interessati a ridurre l'impatto ambientale senza rinunciare a prestazioni e affidabilità.
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