lavalacqua: Micro Plastic Collector sul Sestante 6.8
Il fuoribordo DF115BG integra la raccolta delle microplastiche e accompagna il progetto che unisce Verga 1958, Cracking Art e design navale
Il fuoribordo DF115BG integra la raccolta delle microplastiche e accompagna il progetto che unisce Verga 1958, Cracking Art e design navale
115 cavalli e la promessa di restituire acqua più pulita al mare: il fuoribordo DF115BG porta a bordo #lavalacqua, il sistema noto come Suzuki Micro Plastic Collector, installato sulla serie Sestante 6.8 Lupo di Mare.
Presentata al 66° Salone Nautico Internazionale di Genova, l’imbarcazione nasce dalla collaborazione tra Verga 1958, il collettivo Cracking Art e lo studio Matteo Costa Yacht & Design. Il progetto ha ottenuto la Menzione d’Onore al Design Innovation Award 2026 per la capacità di mettere insieme linguaggi artistici, cultura nautica e soluzioni tecniche orientate alla tutela degli ecosistemi marini.
#lavalacqua utilizza il flusso d’acqua del circuito di raffreddamento del motore per intercettare e trattenere le microplastiche prima che l’acqua torni in mare. Non si tratta di un filtro esterno aggiuntivo: il dispositivo è integrato nel percorso già esistente dell’acqua, così la raccolta avviene durante l’operatività normale del motore, senza interventi manuali dell’armatore.
Il progetto è pensato per non complicare le routine di navigazione: manutenzione e operazioni correnti restano invariate. Questa soluzione tecnica riduce l’attrito all’adozione da parte degli utenti, perché la funzione di pulizia si attiva ogni volta che il motore raffredda e l’acqua circola nel circuito.
Dal punto di vista operativo, la raccolta avviene in continuo e non richiede alcuna procedura aggiuntiva al di fuori delle normali attività di bordo. La scelta di integrare il sistema direttamente nella motorizzazione mira a creare un elemento di lavoro invisibile ma costante: mentre l’imbarcazione naviga, si trattengono particelle che altrimenti resterebbero sospese in acqua.
Suzuki ha reso disponibili i brevetti del Micro Plastic Collector senza costi per altri costruttori. L’apertura dei diritti brevettuali favorisce l’adozione del dispositivo nell’industria nautica, abbattendo barriere tecniche ed economiche all’ingegnerizzazione su differenti piattaforme motoristiche.
Questa scelta rientra nel Suzuki Clean Ocean Project, un programma che unisce sviluppo tecnologico e attività di sensibilizzazione contro l’inquinamento da plastica. Mettere i brevetti a disposizione è una leva per trasformare una soluzione proprietaria in un’opzione applicabile a una vasta gamma di motori marini, aumentandone la diffusione e l’efficacia complessiva.
Il beneficio pratico è duplice: l’armatore non vede aumentare il carico gestionale della navigazione e la tecnologia opera automaticamente ogni volta che il motore è in funzione. Su scala aggregata, un’adozione ampia diminuisce la quantità di microplastiche rilasciate nelle acque costiere da una fonte specifica e continua: il circuito di raffreddamento dei fuoribordo.

La quantità di microplastiche raccolte varia in base a fattori ambientali quali la concentrazione locale e il regime di funzionamento del motore. Questa dipendenza da condizioni esterne è tuttavia parte integrante del modello operativo: raccogliere in modo continuo significa intervenire su una fonte sistematica d’immissione di particelle nell’ambiente marino.
Il progetto Sestante 6.8 non è una produzione standard ma una serie numerata di cinque esemplari che combina artigianato cantieristico e intervento artistico. La scultura del Lupo firmata da Cracking Art diventa elemento distintivo e simbolo della protezione del mare: un segnale visivo che si accompagna a una soluzione tecnica concreta.
La relazione tra arte e tecnologia si traduce in termini pratici: l’opera evoca la necessità di conservare la biodiversità, mentre il motore riduce l’impatto ambientale legato alla microfauna plastica. È un binomio che rende tangibile l’idea di responsabilità ambientale a bordo, trasformando un gesto estetico in un’azione che si ripete in navigazione.
Per il cantiere Verga 1958 e per lo studio di design la collaborazione con Suzuki inserisce la responsabilità ambientale nel progetto della barca fin dalle prime fasi di motorizzazione, non come un’aggiunta successiva. Innestare la tecnologia direttamente sul motore allinea efficienza operativa e attenzione ambientale, con un impatto che si vede sia in mare che nella comunicazione commerciale della barca.

Dal punto di vista del mercato, l’integrazione del Micro Plastic Collector offre un elemento di differenziazione per la barca e una leva di comunicazione per i cantieri interessati a prodotti con minore impatto. La possibilità di replicare il sistema su altre motorizzazioni estende l’interesse anche tra operatori di noleggio e fleet manager attivi in aree costiere sensibili.
Il riconoscimento al Design Innovation Award 2026 ha premiato la capacità del progetto di coniugare estetica, funzione e responsabilità. La Menzione d’Onore evidenzia come un tema globale — la lotta alla plastica — si possa tradurre in un prodotto nautico operativo e riconoscibile, capace di comunicare un messaggio chiaro agli utenti e al mercato.
Il passo successivo riguarda l’adozione della tecnologia al di fuori dei prototipi numerati: la combinazione di brevetti aperti e opzioni integrate sui motori determinerà la diffusione. Sul breve termine, la presenza del Micro Plastic Collector su imbarcazioni di pregio ha valore simbolico e pratico; sul medio termine, l’adozione industriale tradurrà questo valore in numeri più ampi.
Sul ponte, il Lupo resta come presenza visiva; sotto la carena, il motore continua il suo ciclo e, ogni volta che l’elica gira, trattenere particelle invisibili diventa parte della navigazione quotidiana. Questo dettaglio operativo racconta una scelta concreta: integrare tutela e funzionamento senza forzature.
Brevetti aperti, integrazione nativa sul motore e attenzione al design: la strada tracciata dal progetto Sestante 6.8 mette in vetrina una direzione possibile per la nautica. I prossimi anni misureranno l’effettiva diffusione del Micro Plastic Collector tra cantieri e operatori commerciali.
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