KIBOKO 4 vince agli ISS Awards 2026 tra i velieri 24-40 m
Il secondo Southern Wind SW108, con architettura navale Farr Yacht Design e design Nauta, conquista a Fort Lauderdale la categoria Best Sail 24m-40m
Il secondo Southern Wind SW108, con architettura navale Farr Yacht Design e design Nauta, conquista a Fort Lauderdale la categoria Best Sail 24m-40m
Trentacinque metri e cinquantuno centimetri. È la lunghezza di KIBOKO 4, il Southern Wind SW108 che a Fort Lauderdale ha vinto la categoria Best Sail 24m-40m agli ISS Awards 2026, i premi assegnati dalla International Superyacht Society. Una fascia dimensionale affollata, dove convivono velieri da regata pura e crociere d'altura con dislocamenti molto diversi tra loro.
Il premio va a uno yacht nato da una richiesta precisa dell'armatore: prestazioni a vela, comfort e versatilità nello stesso scafo. Tre richieste che di solito si fanno concorrenza. Il cantiere è Southern Wind, l'architettura navale porta la firma di Farr Yacht Design, mentre esterni e interni sono opera dello studio milanese Nauta.
Sul palco della Florida è salito Martino Majno, co-direttore di Nauta. «Ho avuto il privilegio di ritirare questo premio per KIBOKO 4 qui, durante la cerimonia degli ISS Awards», ha dichiarato. «È un riconoscimento del grande lavoro, della passione e della dedizione che sono stati investiti in questo progetto. È stato un piacere e un onore riceverlo a nome di tutto il team».
KIBOKO 4 non è un pezzo unico. È il secondo esemplare della linea SW108, che ha debuttato con GELLICEAUX. Il dettaglio pesa più di quanto sembri. Nel segmento dei velieri sopra i trenta metri ogni scafo è in larga misura personalizzato, e una serie nasce solo quando la piattaforma di base regge le richieste di armatori diversi senza essere ridisegnata da capo.
Lo schema di lavoro è quello consolidato. Farr Yacht Design definisce carena, appendici e piano velico, cioè tutto ciò che determina il comportamento sotto vela; Nauta interviene sulla forma visibile e sugli spazi vissuti. Southern Wind tiene insieme le due parti in fase di costruzione. Il secondo scafo eredita le soluzioni del primo e le adatta a un programma d'uso diverso.
Per KIBOKO 4 il programma è doppio: crociera e regata, con un layout di coperta pensato per servire entrambe. Più che un compromesso, una scelta di progetto che attraversa tutta la barca, dalla disposizione delle manovre fino alla poppa.
Il lavoro di Nauta consiste nel decidere come lo scafo si presenta e come viene abitato, senza togliere nulla a ciò che il disegno di Farr chiede in termini di pesi, baricentri e superfici libere. Su un veliero di queste dimensioni ogni decisione estetica ha una ricaduta tecnica: l'altezza della tuga incide sul profilo aerodinamico e sulla visibilità dal timone, la posizione delle aperture condiziona la struttura, la scelta dei materiali interni sposta chili che in navigazione si sentono.
Visto da fuori, KIBOKO 4 segue il linguaggio che Nauta chiama stile GT. Linee pulite e tese, una tuga dal profilo ribassato che non interrompe la continuità tra scafo e sovrastruttura. La coperta è organizzata in funzione dell'uso, con spazi liberi per l'equipaggio quando si regata e superfici fruibili dagli ospiti quando si naviga in crociera.
A poppa c'è la soluzione più visibile. Lo specchio si apre e diventa un beach club a livello dell'acqua. Dietro, nello stesso volume, trova posto il garage per il tender. Due funzioni in un unico spazio: da chiusa, la poppa resta pulita e coerente con il profilo sportivo; da aperta, la barca cambia natura e diventa piattaforma per il bagno e per le uscite in rada.
Il rivestimento della coperta è in legno naturale proveniente da foreste gestite in modo sostenibile. Una scelta che riguarda la filiera di approvvigionamento più che l'estetica, e che sul ponte si traduce nel contatto diretto con il legno sotto i piedi nudi, durante le manovre come all'ancora.

Sottocoperta l'impostazione cambia registro. Gli interni guardano al Mediterraneo: luce naturale, rovere chiaro, materiali dalle tonalità calde e dettagli curati. L'effetto ricercato è quello di uno spazio luminoso, lontano dagli interni scuri e lucidi che hanno a lungo caratterizzato i velieri di questa taglia.
La disposizione prevede quattro cabine per gli ospiti. A prua, separata dal resto degli alloggi, c'è la suite armatoriale. Collocarla lì privilegia la riservatezza e libera la zona centrale per gli spazi comuni e per le cabine ospiti.
Sull'idea di fondo è intervenuto Massimo Gino, CEO di Nauta: «Volevamo creare qualcosa che incarnasse la visione dell'armatore di coniugare prestazioni ed estetica, offrendo al contempo la versatilità necessaria sia per le emozioni delle regate sia per la tranquillità della crociera». E ancora: «Il risultato è uno yacht che si sente a proprio agio in qualsiasi contesto, sia in regata sia all'ancora in una tranquilla caletta».
Le parole di Gino descrivono il problema che ogni veliero di questa fascia deve risolvere. Una barca da regata accetta rinunce che un ospite in crociera non tollera; una barca da crociera porta pesi e volumi che in regata si pagano in decimi di nodo. Il progetto SW108 nasce per stare nel mezzo, e la categoria dedicata alla vela tra 24 e 40 metri è quella in cui KIBOKO 4 è stato premiato dalla International Superyacht Society.
Per Southern Wind il passaggio dal primo al secondo scafo è il banco di prova di una piattaforma: stessa base, armatore diverso, programma di navigazione specifico. Per Nauta e Farr Yacht Design significa vedere la stessa impostazione progettuale tradursi in una barca con una propria identità, dalla poppa apribile agli interni in rovere chiaro.
Il primo SW108 si chiama GELLICEAUX. Il secondo, KIBOKO 4, è quello che è salito sul palco di Fort Lauderdale.
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