America's Cup Napoli, il primo AC75 in acqua è francese
A 215 giorni dal via, La Roche-Posay Racing Team vara a Bagnoli la gemella di Taihoro dopo un trasferimento da Lorient via strada e chiatta. A Barcellona era stato l'ultimo team a scendere in acqua.
Il primo AC75 sceso in acqua a Bagnoli, quello di La Roche-Posay Racing Team, durante la prima uscita nel Golfo di Napoli, sede della 38a America's Cup.
Il 19 ottobre 2026 La Roche-Posay Racing Team, sfidante per la Société Nautique de Saint-Tropez, è stato il primo team a varare un AC75 e a navigare nel Golfo di Napoli, a 215 giorni dall'inizio della Louis Vuitton 38a America's Cup. La barca, gemella di Taihoro di Emirates Team New Zealand, è arrivata da Lorient con un trasporto eccezionale fino a Sète e poi su chiatta. Il team si allenerà a Napoli per tutto l'inverno in vista della Louis Vuitton Cup del 22 maggio 2027. Al varo erano presenti le istituzioni impegnate nella riqualificazione di Bagnoli.
215 giorni. Tanti ne mancavano al via della Louis Vuitton 38a America's Cup quando, il 19 ottobre 2026, un AC75 è sceso in acqua a Bagnoli ed è uscito nel Golfo di Napoli. Lo scafo porta i colori di La Roche-Posay Racing Team, il challenger della Société Nautique de Saint-Tropez. Prima di lui, nessun team aveva navigato con la propria barca da regata nelle acque che ospiteranno l'America's Cup a Napoli.
Per i francesi la data conta più del primato in sé. A Barcellona, nella campagna precedente, erano stati gli ultimi a varare, sempre in rincorsa sul calendario. Stavolta è andata al contrario. Primi ad arrivare, primi in acqua, con otto mesi davanti per lavorare sulla velocità. Per l'occasione la base ha aperto le porte alle autorità locali e alla comunità dell'America's Cup, che dalla banchina ha seguito il varo e la prima uscita in mare.
Da Lorient a Bagnoli, il lungo trasferimento dell'AC75
L'estate il team l'ha passata a Lorient, in Bretagna, nel nord-ovest della Francia. Portare un AC75 da lì al Tirreno non è un'operazione che si organizza in una settimana. Sul tavolo sono finite parecchie ipotesi, poi scartate, comprese due che per uno scafo di queste dimensioni suonano quasi esotiche: l'aereo e, in una fase dello studio, addirittura l'elicottero.
Alla fine ha prevalso la combinazione strada-mare. L'AC75 ha attraversato la Francia in regime di Convoi Exceptionnel, quello dei trasporti eccezionali, fino al porto di Sète. Lì, sulla costa mediterranea, è stato caricato su una chiatta diretta a Napoli.
A Bagnoli la barca è arrivata poco prima della regata preliminare. Una gru l'ha sollevata e trasferita nella nuova base, dove è stata allestita e armata in configurazione da regata. È il momento in cui tutti trattengono il fiato: uno scafo in carbonio con i bracci dei foil esposti concede margini minimi. Tutto è filato liscio.
Gemella di Taihoro, con un inverno di allenamenti nel golfo
Il progetto è quello di Taihoro, l'AC75 con cui Emirates Team New Zealand ha vinto la Louis Vuitton 37a America's Cup: la barca francese ne è una sister ship. Il punto di partenza, quindi, è una piattaforma che in finale ha battuto tutti. Adesso tocca al team renderla propria, tarandola sulle condizioni del golfo e sul modo di regatare dell'equipaggio.
Su un AC75 la velocità nasce dal dialogo tra foil, ala rigida e sistemi di controllo. Settantacinque piedi di monoscafo che volano sopra l'acqua, appoggiati su due bracci laterali e su un timone a T. Trovare quell'equilibrio richiede ore e ore di navigazione. Per questo il calendario smette di essere un dettaglio organizzativo e diventa un fattore tecnico.
Il programma prevede allenamenti a Napoli per tutto l'inverno, fino all'apertura della Louis Vuitton Cup il 22 maggio 2027. Ogni uscita sul campo di regata vero porta a casa dati su venti locali, moto ondoso e rotazioni della brezza. Gli altri team, quando arriveranno, dovranno raccoglierli in meno tempo e con meno margine per sbagliare.
Al varo c'era l'intero sailing team:
Quentin Delapierre, skipper
Diego Botín, co-timoniere
Jason Saunders, Leigh McMillan, Florian Trittel e Maëlenn Lemaitre, trimmer
Philippe Presti, coach del team
Con loro anche Amélie Grassi, Enzo Balanger e Timothé Lapauw, che hanno incontrato le autorità presenti in base.
A dare voce a chi va in acqua è stato Presti, sotto lo scafo appena allestito:
«Quando guardate questa barca, vedete una bella verniciatura, vedete uno splendido sponsor, vedete un guscio in carbonio. Ma ciò che vediamo tutti noi, tutti i ragazzi nello shed, sono le migliaia di ore di duro lavoro necessarie per realizzarla. E sappiamo che la strada verso l'America's Cup sarà lunga. Abbiamo otto mesi per lavorare a pieno ritmo affinché questa barca navighi il più velocemente possibile.»
Poi la frase che tiene insieme l'intera campagna: «Siamo stati gli ultimi ad arrivare a Barcellona. Siamo i primi ad essere qui a Napoli e vogliamo sfruttare ogni ora per fare la differenza alla fine».
Bagnoli, la base dei team e 1,2 miliardi per la bonifica
Il varo è servito anche a fare il punto sui lavori. Il sub commissario di Bagnoli Dino Falconio ha descritto come avanzata la realizzazione dell'area delle basi, frutto della collaborazione tra Governo, Comune di Napoli, ACE e Sport e Salute, insieme a operatori pubblici e privati. L'azione della Struttura Commissariale, ha aggiunto, punta anche a dare impulso al risanamento ambientale del sito, in chiave di rigenerazione urbana e sociale.
Per Luigivalerio Sant'Andrea, direttore Real Estate e Servizi di Prevenzione e protezione di Sport e Salute, arrivare a questo giorno ha richiesto settimane e mesi molto intensi. L'organizzazione dell'evento del 2027, ha ricordato, resta un lavoro condiviso tra istituzioni, organizzatori e team.
Il sottosegretario di Stato Luigi Sbarra ha legato la regata alla rinascita del territorio e alla cifra stanziata nel luglio 2024: oltre 1 miliardo e 200 milioni di euro del Fondo Sviluppo e Coesione per bonifiche, infrastrutture e riqualificazione dell'area. «Un'operazione attesa da decenni», l'ha definita.
Il sindaco Gaetano Manfredi è andato dritto al punto operativo: con il varo il team francese è pienamente operativo, e nei prossimi giorni altri team proseguiranno il loro insediamento in città. Poi un numero che a Napoli pesa più di altri: 35 anni. Tanto è rimasto negato ai napoletani questo tratto di costa, che ora l'obiettivo dichiarato è restituire alla fruizione libera.
Il conto alla rovescia, intanto, va avanti. Da quei 215 giorni il calendario scala verso il 22 maggio 2027, giorno d'apertura della Louis Vuitton Cup. In 175 anni di storia la Coppa non è mai andata in Francia. A Barcellona La Roche-Posay Racing Team era arrivato per ultimo; a Napoli ha messo la prima prua in acqua. Quanto valga davvero quel vantaggio, lo dirà l'inverno nel golfo.
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