Veleziana Dinghy 12': Ravetta vince a Venezia su un Bonaldo
Trenta derive classiche in laguna, tre prove con il sole e una serie 1-7-1 che vale il primo posto al timoniere del Circolo della Vela Mestre. Secondo Semenzato, terzo Mangione
Trenta derive classiche in laguna, tre prove con il sole e una serie 1-7-1 che vale il primo posto al timoniere del Circolo della Vela Mestre. Secondo Semenzato, terzo Mangione
Sole pieno, aria mite e una laguna che a metà ottobre sembrava ancora ferma a fine agosto. Con questo meteo la Veleziana Dinghy ha portato in acqua trenta Dinghy 12' sabato 17 e domenica 18 ottobre 2026, ultimo atto della Veleziana Sailing Week a Venezia. Tre prove disputate, nessuna fretta di rientrare a terra. Due di quelle prove le ha vinte Carlo Ravetta, del Circolo della Vela Mestre, un timoniere che questo campo di regata lo conosce da vicino. Gli è bastato per prendersi la classifica.
L'organizzazione è della Compagnia della Vela, insieme all'Associazione Velica Lido e alla Classe Dinghy 12'. Sulla linea di partenza si è presentata una fetta consistente dei timonieri di vertice della classe a livello nazionale, molti su barche tra le più competitive in circolazione. Campo stretto, quindi. Una posizione persa in boa costa caro, e riprendersela è un lavoro lungo.
Ravetta regatava su ITA 2397, uno scafo uscito dal Cantiere Bonaldo. Nel Dinghy 12' non è un dettaglio di contorno: ci torneremo.
La regata del timoniere mestrino sta tutta in tre cifre: 1-7-1, per 9 punti complessivi. Primo nella prova d'apertura, settimo nella seconda, di nuovo primo nella terza. Con tre sole prove in calendario e i punteggi sommati per intero, quel settimo posto è rimasto nel conto fino alla fine. Il margine andava costruito altrove. Ravetta l'ha costruito con le due vittorie.
Alle sue spalle Flavio Semenzato della Canottieri Mestre, su ITA 2320: 11 punti e una vittoria di prova. Due punti di distacco, pochi abbastanza da tenere aperta la partita fino alla prova conclusiva. Terzo, più staccato, Fabio Mangione dello Yacht Club Italiano su ITA 2408, con 16 punti.
Dietro il podio la classifica si stringe. Mauro Gamberini e Massimo Leporati, tutti e due del Circolo Vela Cesenatico, chiudono appaiati a 19 punti, quarto e quinto. Sesto Andrea Strassera, ancora Circolo della Vela Mestre, a 20. Tre timonieri chiusi in un punto: nel Dinghy 12' basta un salto di vento letto male per scivolare indietro di diverse posizioni.
La top ten della classifica ufficiale:
Quattro timonieri di Cesenatico tra i primi nove. Il circolo romagnolo è arrivato in laguna con un gruppo numeroso e lo ha distribuito su tutta la parte alta della classifica. Il vertice, però, è rimasto mestrino.
Il Dinghy 12' lo disegna George Cockshott, in Inghilterra, nel 1913. Dodici piedi di lunghezza, circa 3,66 metri, un solo timoniere a bordo. Classe olimpica ai Giochi del 1920 e del 1928, a oltre un secolo dalla nascita continua a riempire le linee di partenza, e in Italia tiene in vita una delle flotte più attive della vela classica.
La differenza rispetto a tante altre monotipo sta nel fatto che sullo stesso campo convivono scafi di epoche e cantieri diversi. Barche costruite a decenni di distanza si contendono le stesse boe, dentro regole di stazza pensate per tenere insieme tradizione e agonismo. Così il risultato non dipende solo dalla mano del timoniere o da come legge il campo.

Ed è qui che rientra il Cantiere Bonaldo. ITA 2397 è un Bonaldo, e il primo posto di Ravetta porta con sé anche il lavoro di chi quella barca l'ha costruita. Qualità della costruzione, cura dello scafo, messa a punto dell'attrezzatura: nel Dinghy 12' si sommano al talento in regata, non fanno da sfondo. Per un cantiere, battere una flotta di questo livello è un riscontro raccolto direttamente sul campo.
Il fronte di casa si è presentato compatto. Il Circolo della Vela Mestre mette insieme la vittoria di Ravetta, il sesto posto di Strassera, il dodicesimo di Luigi Della Valle e il ventesimo di Michele Majer. La Canottieri Mestre, oltre a Semenzato sul secondo gradino, schierava Franco Penzo e Filippo Scarpa.
Con loro gli altri circoli della XII Zona FIV Veneto: l'Associazione Velica Lido con Marino Barovier e Piero Tenderini, la Compagnia della Vela con Giuseppe Olivi, il Circolo Nautico Chioggia con Alessandro Mason, Stefano Salmini Sturli, Sebastiano Galiazzo e Fioravante Scarpa, il Circolo Nautico Porto Santa Margherita con Paolo Favaro e il Circolo Velico Casanova con Giulio Ciani Bassetti.
Il resto della flotta, per arrivare in laguna, di strada ne ha fatta parecchia. Dalla Liguria sono arrivati timonieri dello Yacht Club Italiano, del Circolo Velico Santa Margherita Ligure e della LNI Varazze. Dalla Romagna il gruppo del Circolo Vela Cesenatico, dal Lago Maggiore l'Unione Velica Maccagno, dalla Toscana il Circolo Velico Torre del Lago Puccini. Da Trieste la Società Velica di Barcola e Grignano. E dalla Slovenia Igor Švarc, unico straniero in classifica.
Gli stessi nomi si ritrovano da un campo all'altro, da Varazze a Cesenatico, dal lago alla laguna, e ogni tappa mette di fronte scuole di regata diverse. A Venezia la flotta ospite ha inciso sulla classifica: Mangione ha portato i colori dello Yacht Club Italiano sul podio, Corbellini ha chiuso ottavo per Maccagno.
Domenica pomeriggio, chiusa la terza prova, il sole era ancora alto sulla laguna e l'aria conservava un tepore d'altra stagione. ITA 2397 è rientrato a terra con due primi di prova nel conto e lo scafo Bonaldo ancora bagnato d'acqua salmastra. La Veleziana Sailing Week archiviava così il suo ultimo giorno, in maniche corte.
Fonte: https://www.xiizonafiv.it
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