Veleziana Hansa 303: Ragni e Casasola vincono a San Marco
Dodici derive paralimpiche in regata davanti al campanile nel weekend della 19ª Veleziana. Una sola prova, circoli da quattro regioni e un equipaggio ligure davanti a tutti.
Dodici derive paralimpiche in regata davanti al campanile nel weekend della 19ª Veleziana. Una sola prova, circoli da quattro regioni e un equipaggio ligure davanti a tutti.
Domenica 18 ottobre, mentre la flotta della 19ª Veleziana sfilava verso l'arrivo in Bacino San Marco, in acqua c'erano già dodici scafi lunghi poco più di tre metri. Timonieri seduti a filo d'acqua, il campanile alle spalle. La Veleziana Hansa 303 era cominciata il giorno prima e aveva portato la vela paralimpica nel punto più esposto della laguna: davanti alla piazza, in mezzo al traffico di una domenica di regata.
Il weekend di gara, sabato 17 e domenica 18 ottobre 2026, porta la firma della Lega Navale Italiana Venezia, affiancata dal Circolo della Vela Mestre e dal Circolo Mariclea. La regata chiudeva il programma della Veleziana Sailing Week, la settimana di vela promossa dalla Compagnia della Vela. Nel giorno della prova principale gli Hansa hanno fatto da cornice all'arrivo di una flotta da record, navigando accanto ai maxi yacht che concludevano la loro prova.
Dalle rive il contrasto era evidente. Da una parte barche da decine di metri, con equipaggi numerosi a bordo. Dall'altra derive in cui il velista resta seduto, senza trapezio e senza spostare il peso fuori bordo. Due modi opposti di andare per mare, nello stesso specchio d'acqua e nello stesso momento.
Il nome è una misura: l'Hansa 303 è lungo 3,03 metri. Si naviga seduti al centro dello scafo, rivolti verso prua, mentre la deriva zavorrata tiene la barca in piedi e rende la scuffia molto difficile. Può essere condotto in singolo o in doppio, ed è proprio questa flessibilità ad averne fatto uno degli strumenti principali della vela inclusiva. Atleti con disabilità e normodotati regatano sulla stessa barca, con le stesse regole.
A Venezia si sono viste entrambe le configurazioni: dieci equipaggi in doppio e due timonieri in singolo. Stesso scafo, stesso campo, per chi ha bisogno di un compagno a bordo e per chi preferisce andare da solo. In questa classe la scelta tra singolo e doppio non divide la flotta: tutti finiscono nella stessa classifica, come dimostra il quarto posto finale di uno dei due singoli, in mezzo agli equipaggi in doppio.
Poi c'è il campo. In Bacino San Marco si fanno i conti con le correnti di marea e con l'onda di ritorno di vaporetti, taxi e lancioni, in spazi stretti tra rive e isole. Su scafi così bassi ogni scia pesa. Chi timona un Hansa l'onda la sente arrivare attraverso lo scafo prima ancora di vederla.
Portare una flotta del genere fino a San Marco è un lavoro che comincia molto prima del segnale di partenza. Le barche vanno trasportate, armate e messe in acqua. Servono attrezzature specifiche, mezzi di assistenza pronti a intervenire, persone a terra che gestiscano imbarco e sbarco degli atleti. La XII Zona FIV Veneto ha messo l'accento proprio su questo impegno di risorse umane ed economiche, riconoscendo il lavoro dei tre circoli organizzatori e dei volontari che hanno portato la vela per tutti in uno dei campi di regata più complicati da raggiungere.

Il Circolo della Vela Mestre, presieduto da Mario Vicidomini, ha schierato tre barche della squadra Vela Mestre x Tutti. In acqua Alberto Zallot e Francesco Mander, poi l'allenatore Carlo Vianello in coppia con Gianni Poletto. In singolo, su ITA 2699, il presidente di Vela Mestre x Tutti in persona: Roberto Poletto.
Niente gommone, niente banchina. Poletto ha scelto di regatare accanto ai propri atleti, nella stessa flotta, sulle stesse boe, nelle stesse condizioni dei velisti che segue tutto l'anno.
Intorno ai mestrini, circoli di quattro regioni. La LNI Venezia, padrona di casa, schierava tre equipaggi. Dal Garda la LNI Brescia Desenzano ne ha portati altrettanti, mentre la Società Nautica Duino 45N è scesa dal golfo di Trieste con due barche. Dalla Liguria, un solo equipaggio: quello del Vela Club Levanto.
Una sola prova, e quella è bastata. Con una sola prova disputata non ci sono scarti né rimonte: una partenza mancata o un bordo dalla parte sbagliata della corrente pesano per intero sul risultato. L'hanno vinta Silvia Ragni e Paolo Casasola del Vela Club Levanto, su ITA 2018: l'unico equipaggio ligure in gara si è preso il primo posto su un campo che i veneziani conoscono a memoria.

Seconde Paola Colle ed Elisa Slobez della Società Nautica Duino 45N, su ITA 2020. Il terzo gradino del podio è andato a Sofia Mazzoleni e Sara Cabrera Arias della LNI Venezia, su ITA 2432, miglior risultato per il circolo organizzatore. Quarto in singolo Lucio Chiozzotto, anche lui LNI Venezia; quinti Zallot e Mander, primo equipaggio del Circolo della Vela Mestre.
La classifica completa:
Tre circoli e tre regioni diverse sul podio. A metà classifica le tre squadre più numerose si alternano posizione dopo posizione, senza che nessuna riesca a occupare un blocco compatto. In fondo compaiono invece le barche del Circolo della Vela Mestre con allenatore e presidente al timone: gli stessi che, durante l'anno, preparano gli atleti arrivati davanti a loro.
La stagione veneziana degli Hansa non finisce a San Marco. Il 24 e 25 ottobre la Lega Navale Italiana Venezia organizza la Regata Internazionale Hansa 303: a una settimana dalla Veleziana, gli scafi da 3,03 metri tornano in acqua e la classifica riparte da zero.
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