Veleziana Dinghy 2026: Ravetta vince su un Bonaldo
Trenta Dinghy 12' in laguna per tre prove sotto un sole fuori stagione. Il timoniere del Circolo della Vela Mestre chiude a 9 punti, due in meno di Semenzato. Mangione terzo.
Trenta Dinghy 12' in laguna per tre prove sotto un sole fuori stagione. Il timoniere del Circolo della Vela Mestre chiude a 9 punti, due in meno di Semenzato. Mangione terzo.
Nove punti, tre prove, nessuno scarto. Carlo Ravetta del Circolo della Vela Mestre vince la Veleziana Dinghy 2026 con la serie 1-7-1 su ITA 2397, un Dinghy 12' costruito dal Cantiere Bonaldo. Alle sue spalle Flavio Semenzato della Canottieri Mestre, staccato di due punti, e Fabio Mangione dello Yacht Club Italiano, terzo a quota 16.
Trenta barche sulla linea di partenza in laguna a Venezia, sabato 17 e domenica 18 ottobre. La regata ha chiuso la Veleziana Sailing Week ed è stata organizzata dalla Compagnia della Vela insieme all'Associazione Velica Lido e alla Classe Dinghy 12'. Sole pieno, temperature miti, una luce più da fine estate che da metà ottobre. Tre prove portate a termine, e in acqua la voglia diffusa di restare fuori il più a lungo possibile.
A dare peso al risultato è chi c'era. Sulla linea si sono presentati alcuni dei timonieri più forti del Dinghy 12' in Italia, sulle barche da regata più competitive della classe. Con trenta scafi di questo livello, un errore in boa si paga subito in classifica.
La prima prova va a Ravetta. Su trenta barche, vincere la prova d'apertura vuol dire mettersi in tasca il punteggio minimo e lasciare agli altri il compito di inseguire.
La seconda prova cambia il quadro. Il timoniere del Circolo della Vela Mestre chiude settimo e la vittoria di giornata passa a Semenzato, l'unico in tutta la regata a togliere una prova al vincitore. Con sole tre prove disputate, quel settimo posto non può essere scartato: resta sul tabellino fino all'ultimo arrivo e tiene aperta la classifica. Semenzato si porta a ridosso, e da lì in avanti la Veleziana diventa un duello.
La terza prova decide. Ravetta torna davanti, firma il secondo successo e chiude a 9 punti contro gli 11 di Semenzato. Due punti di margine: su una serie così corta basta una posizione persa in un incrocio di bolina per ribaltare l'ordine del podio.
Disegnato da George Cockshott nel 1913, il Dinghy 12' misura 3,66 metri, porta una sola vela al terzo e un timoniere in solitario. È stato barca olimpica ai Giochi del 1920 e del 1928. Più di un secolo dopo riempie ancora le linee di partenza italiane: trenta iscritti a metà ottobre, in laguna. Su serie corte come questa, la barca premia chi resta regolare più di chi cerca il colpo singolo.
La barca di Ravetta è un Bonaldo. Il dato non è di contorno: nel Dinghy 12' regatano sullo stesso campo scafi di epoche e cantieri diversi, in legno e in vetroresina, e la qualità della costruzione pesa su ogni piazzamento.
Sul gradino più alto, quindi, salgono in due: il timoniere che ha letto la laguna per tre prove e il cantiere che ha costruito lo scafo. In una classe dove le regole fissano forme e misure, la differenza passa dalla precisione della costruzione, dalla cura delle superfici, dalla messa a punto di albero e attrezzatura e dal lavoro che l'armatore dedica alla barca tra una stagione e l'altra.
Il podio si legge anche nei numeri velici: ITA 2397 per il vincitore, ITA 2320 per Semenzato, ITA 2408 per Mangione.

Le prime dieci posizioni della classifica finale:
Il Circolo Vela Cesenatico ha portato a Venezia una squadra numerosa, e la classifica lo registra: quattro timonieri nei primi dieci, con Gamberini e Leporati appaiati a 19 punti al quarto e quinto posto, De Ascentiis settimo e Lattarulo nono. Nessun altro circolo ha piazzato più di due barche nella top ten.
Le trasferte lunghe, intanto, hanno pagato. Mangione ha portato sul podio i colori dello Yacht Club Italiano arrivando dalla Liguria, Corbellini ha chiuso ottavo per l'Unione Velica Maccagno, sul Lago Maggiore, e Borrini ha completato la top ten per il Circolo Velico Torre del Lago Puccini. Tre trasferte, tre piazzamenti di peso.
Per i circoli della XII Zona FIV Veneto il bilancio è pieno. Il Circolo della Vela Mestre, oltre alla vittoria, piazza Andrea Strassera sesto, Luigi Della Valle dodicesimo e Michele Majer ventesimo. La Canottieri Mestre è seconda con Semenzato e ha in classifica anche Franco Penzo e Filippo Scarpa. In acqua anche l'Associazione Velica Lido con Marino Barovier e Piero Tenderini, la Compagnia della Vela con Giuseppe Olivi, il Circolo Nautico Chioggia con Alessandro Mason, Stefano Salmini Sturli, Sebastiano Galiazzo e Fioravante Scarpa, il Circolo Nautico Porto Santa Margherita con Paolo Favaro e il Circolo Velico Casanova con Giulio Ciani Bassetti.
Il resto della flotta è arrivato da lontano. Dalla Liguria, oltre allo Yacht Club Italiano, il Circolo Velico Santa Margherita Ligure e la LNI Varazze; dalla Romagna il Circolo Vela Cesenatico; dalla Toscana il Circolo Velico Torre del Lago Puccini; da Trieste la Società Velica di Barcola e Grignano. E dalla Slovenia Igor Švarc, unico timoniere straniero in una flotta che ha attraversato mezza penisola per tre regate in laguna.
Domenica pomeriggio, a classifica chiusa, la laguna teneva ancora il calore di una giornata fuori stagione. Sugli scivoli le vele al terzo venivano ammainate una dopo l'altra, e gli scafi, legno e vetroresina fianco a fianco, restavano tiepidi di un sole che a metà ottobre nessuno si aspettava.
Fonte: https://xiizonafiv.it
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