Trofeo dei Miti 2026: trentina di imbarcazioni a Venezia
Vento leggero e giornata sofferta: la XXV edizione ha misurato storia e tecnica della vela d’altura nel Golfo del Lido
Vento leggero e giornata sofferta: la XXV edizione ha misurato storia e tecnica della vela d’altura nel Golfo del Lido
La XXV edizione del Trofeo dei Miti ha visto la partecipazione di circa 30 imbarcazioni tra moderne e miti storici. Due regate diverse — triangolo sabato, costiera domenica — hanno definito le classifiche: vittorie per Cassiopea, Fiordiuluna, Kastigamatti, Ciao Bei e Hadar. Il DVV ha utilizzato il compenso FIV powered by ORC per le classifiche.
Trofeo dei Miti e contestualmente regata tecnica: la contraddizione è apparente perché la manifestazione celebra barche progettate decenni fa ma le sottopone a punteggi e procedure moderne. Il risultato è uno scenario in cui la storia si misura con la contemporaneità della regata.
La spiegazione arriva guardando il campo di regata: sabato un percorso a triangolo con vento più costante, domenica una costiera lunga e più impegnativa. Due giornate differenti che hanno messo sotto stress non solo scafi e attrezzature, ma anche la capacità degli equipaggi di far convivere tattiche d’antan con strumenti di cronometraggio e rating attuali.
La XXV edizione, organizzata dal Diporto Velico Veneziano, ha visto circa trenta imbarcazioni al via. Non si tratta di una semplice passerella di belle carene: ogni barca è una macchina da regata che lavora su assetti, vele e strategie, e viene valutata con criteri che permettono confronti concreti tra generazioni diverse di progettazione.
Sul molo si percepisce subito la doppia anima dell’evento. Da un lato le routine tecniche — avvolgere drizze, controllare sartie, verificare cuciture e saldature — dall’altro una dimensione quasi familiare: la cena in banchina, le conversazioni sul perché un certo timone risponda diverso, gli aneddoti su campi di regata lontani. Non è nostalgia sterile: è pratica quotidiana di manutenzione e trasmissione di competenze.
Le prove si sono svolte nelle acque antistanti il litorale del Lido di Venezia. Sabato il vento ha mantenuto un’intensità relativamente stabile, condizione che ha favorito un confronto limpido sui bordi del triangolo. Le regate in questo tipo di vento premiano precisione nella conduzione e scelte nette di bordo.
Domenica la costiera ha ribaltato gli appunti tattici: salti di vento e variazioni di direzione hanno trasformato il percorso in un banco di prova per assetti versatili e rapidità di adattamento. In quei frangenti la gestione delle vele, la rapidità nelle manovre e l’esperienza nel leggere le correnti sono diventate decisive. Equipaggi che avevano puntato su set più orientati alla bolina lunga hanno dovuto rivedere al volo priorità e trim.
Per questa edizione il comitato organizzatore ha scelto il compenso del rating FIV powered by ORC. Le classifiche sono state elaborate in tempo compensato secondo il sistema previsto dal bando di regata, in modo da offrire un confronto quantitativo tra scafi progettati in periodi diversi.
Il metodo ORC si basa su parametri che descrivono carattere idrodinamico e assetto di una barca: superficie velica, displacement, geometry della carena e dettagli di rigging. Questo approccio premia scelte tecniche misurate invece di limitarsi a catalogare le barche per anno o per tipologia, e permette di valutare performance reali su prove tanto dirette quanto variabili.

In Modern – Classe Bravo ha prevalso Cassiopea di Enrico Catarra (DVV), che con due piazzamenti costanti ha costruito il successo. Alle sue spalle Laguna Trasporti II di Giorgio Simonato (YCV) e Zephir di Giancarlo Ceschi (LNI Venezia) hanno completato un podio deciso da scelte regolari più che da singoli exploit.
Tra i Miti – Classe Charlie Fiordiuluna di Albino Dupuis (LNI Chioggia) ha vinto con due primi posti. Nelle altre classi dei Miti, Kastigamatti di Alvise Dissera (CDV), Ciao Bei di Michele Dolcetta (DVV) e Hadar di Roberto Zagolin (CN Chioggia) si sono imposti grazie a prestazioni regolari su entrambe le prove, dimostrando come la manutenzione e la coesione dell’equipaggio possano fare la differenza nelle condizioni variabili incontrate.
I risultati restituiscono un tema ricorrente: la costanza di rendimento prevale sul singolo guizzo. Barche storiche, se mantenute con cura e condotte da equipaggi esperti, reggono il confronto con modelli più moderni e spesso capitalizzano l’affidabilità sulla durata delle due giornate di regata.
Accanto al Diporto Velico Veneziano sono stati presenti equipaggi provenienti da Yacht Club Venezia, diverse sezioni della Lega Navale Italiana (Venezia, Chioggia, Padova), Compagnia della Vela, Yacht Club Jesolo e Circolo Nautico Chioggia. La composizione delle flotte ha dimostrato come l’evento attragga realtà tecniche differenti e favorisca un confronto interregionale lungo la costa adriatica.

Questo incontro tra club non si limita alla competizione: porta con sé uno scambio pratico di soluzioni per conservazione, assetto e gestione degli scafi storici. Queste contaminazioni operative sono spesso il vero valore aggiunto, perché alimentano pratiche che servono a preservare la vita tecnica delle imbarcazioni nel tempo.
Il Trofeo dei Miti si è confermato un laboratorio dove tradizione e tecnica moderna si mettono alla prova su percorsi reali. Non è una kermesse nostalgica: è una regata che sollecita scafi progettati decenni fa e li osserva attraverso criteri di giudizio contemporanei.
Resta sul tavolo un nodo operativo: l’affinamento del compenso ORC e la gestione delle classi. Sono aspetti che gli organizzatori terranno sotto osservazione per le prossime edizioni, insieme alla possibile crescita del numero di partecipanti provenienti dall’Adriatico. Il dato oggettivo da annotare è che l’evento ha generato confronto tecnico e scambio di competenze, elementi concreti per la sostenibilità futura degli yacht storici.
La prossima edizione avrà come obiettivo concreto il consolidamento delle scelte tecniche e l’ampliamento della base dei regatanti.
18 settembre 2026.
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