Venice Hospitality Challenge 2026: partenza unica a Venezia
Sedici maxi yacht nel Bacino di San Marco, progetto didattico per 87 studenti e raccolta fondi per Ottobre Rosa
Sedici maxi yacht nel Bacino di San Marco, progetto didattico per 87 studenti e raccolta fondi per Ottobre Rosa
La XIII Venice Hospitality Challenge torna a Venezia dal 16 al 17 ottobre 2026 con una partenza unica di sedici maxi yacht dal Bacino di San Marco. In programma attività didattiche per 87 studenti, la presenza di scafi storici come il Moro di Venezia e nuove entry come Grillo Parlante. L'evento unisce agonismo, formazione e solidarietà: il ricavato delle offerte a bordo sarà devoluto alla LILT.
Venice Hospitality Challenge 2026 riporta sedici maxi yacht nel Bacino di San Marco con una novità pratica e scenografica: la partenza unica alle 14:30 di sabato 17 ottobre, subito dopo l'uscita dall'Arsenale.
Immaginate la fila di alberi che si stacca dalla silhouette delle navi e si appoggia per un attimo sul profilo di San Marco: sarà uno spettacolo che mescola la fisicità della vela d'altura al teatro urbano della città. I rimorchiatori daranno il ritmo con i loro getti, poi le barche accenderanno vele e strategie e la laguna diventerà, per poche miglia, un’arena concentrata e rumorosa.
L'organizzazione è dello Yacht Club Venezia, con l'idea iniziale firmata da Mirko Sguario. Gli aspetti che contraddistinguono l'evento restano tre: gara ad alto livello per maxi yacht, attività di avvicinamento alla vela per giovani equipaggi e una raccolta fondi legata ad Ottobre Rosa. Ma qui non si elencano solo contenuti: si raccontano persone, barche e gesti che nascono intorno a questo appuntamento.
Al centro delle attenzioni c'è Prosecco DOC Shockwave³ (90 piedi), armata da Claudio Demartis e co-armata da Pompeo Tria, con Mitja Kosmina al timone. Kosmina porta con sé esperienze vincenti nelle edizioni precedenti; a fronteggiarlo ci saranno avversari altrettanto motivati, con la voglia di rimontare posizioni nella classifica storica.
Tra le novità tecniche e tattiche arriva il Maxi Dolphin 78 Corsara, progetto dello studio Ceccarelli e condotto da Enrico Zennaro, che già conosce la gloria nelle acque veneziane: la barca ripropone soluzioni progettuali studiate per performance elevate e contribuisce a rendere la flotta più competitiva sotto il profilo ingegneristico.
Il ritorno de Il Moro di Venezia aggiunge una traccia storica alla manifestazione. Non è solo un pezzo di pellicola del passato: la sua presenza richiama i protagonisti della spedizione del 1992 in Coppa America e regala un filo diretto con le glorie della vela italiana.
Tra gli scafi dall'indole più tecnica, si segnala Anywave Safilens (63 piedi), rinnovato su progetto di German Frers, costruito in fibra di carbonio e pensato per un equilibrio tra prove costiere e d'altura. Per chi ama le leggende dell'ocean racing, la presenza di New Zealand Endeavour, progetto di Bruce Farr varato nel 1992, richiama il percorso della Whitbread Round the World Race.

Infine la novità imponente: Grillo Parlante (ex Cape Arrow), imbarcazione di oltre trenta metri dell'armatore Fausto Sestini, che correrà con il guidone dello Yacht Club Cala de' Medici. La barca porta peso e presenza, elementi che tradurranno in un impatto visivo e competitivo notevole nei confronti degli altri maxi presenti.
Il venerdì 16 ottobre prende avvio il progetto didattico Piccoli marinai, con il patrocinio dell'Autorità di Sistema Portuale dell'Adriatico Settentrionale e la collaborazione della Fondazione Querini Stampalia. Sono coinvolti 87 studenti dell'IC "Filippo Grimani" di Marghera: i ragazzi parteciperanno ai laboratori "A Bordo della Storia" alle Zattere, impareranno a fare i nodi di base e avranno la possibilità di salire a bordo per ascoltare le storie degli skipper.
La giornata inaugurale include il briefing degli equipaggi e la consegna delle divise realizzate in PET riciclato targate Energia Pura, un dettaglio che non resta solo estetico: è la manifestazione di un'attenzione concreta ai materiali e a pratiche meno impattanti.
La dimensione solidale è pratica quotidiana dell'evento: l'intero ricavato delle offerte che i cittadini lasceranno per salire come ospiti sulle barche dello Yacht Club Venezia sarà devoluto alla LILT per attività di prevenzione e lotta contro i tumori. La regata entra così nel calendario autunnale veneziano non solo come gara, ma come momento di raccolta e partecipazione collettiva.

La premiazione è fissata verso le 17:30 all'Arsenale, nell'area delle Galeazze. Il vincitore riceverà il Cappello del Doge, rifinito con accenti in oro 24k dal maestro vetraio Mattia Nasta della Fornace Orovetro di Murano. A seguire saranno consegnati i premi di categoria, il riconoscimento di Confindustria Veneto e si chiuderà con il gala della Fondazione Scuola Piccola Zattere.
La manifestazione gode del patrocinio e del contributo della Regione Veneto, del Comune di Venezia, del Salone Nautico Venezia, di Vela Spa, di Confindustria Veneto e dell'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, con il sostegno di partner istituzionali quali la Fondazione Querini Stampalia e la Fondazione Scuola Piccola Zattere.
La decisione di procedere con una partenza unica cambia profondamente la strategia in acqua: l'uscita dall'Arsenale sarà un momento tattico cruciale, dove la gestione degli spazi e la precisione nelle manovre potranno fare la differenza fin dalle prime miglia nel canale della Giudecca. Le barche dovranno misurare ritmo e nervi, perché le prime fasi determineranno assetti e scelte per il prosieguo della regata.
Per Venezia l'evento è un’occasione che somma turismo, immagine cittadina e contenuti tecnici: mette in campo formazione di giovani talenti, memoria della vela e un impegno misurabile sul piano sociale. Quando, il 17 ottobre, i getti dei rimorchiatori accompagneranno l'uscita e lo skyline di San Marco si riempirà di alberi e vele, quello che resterà non sarà solo il risultato sportivo ma le immagini e le storie raccolte lungo le Rive, da Punta della Dogana e dalle Zattere.
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