ISA Amarcord 86: nuova visione del grande yacht
Nuvolari Lenard firma la seconda interpretazione della ISA Large Yacht Collection: spazi differenziati, ponti con identità e soluzioni architettoniche che integrano il cuore tecnico nella vita di bordo
Nuvolari Lenard firma la seconda interpretazione della ISA Large Yacht Collection: spazi differenziati, ponti con identità e soluzioni architettoniche che integrano il cuore tecnico nella vita di bordo
ISA Amarcord 86 è il secondo progetto della ISA Large Yacht Collection: 86 metri di lunghezza, 13,6 m di baglio, silhouette firmata Nuvolari Lenard e una distribuzione degli spazi pensata per moltiplicare le esperienze a bordo, dal contatto diretto con il mare al livello di privacy dell’armatore.
ISA Amarcord 86 nasce con 86 metri di lunghezza fuori tutto e un baglio di 13,6 metri: una piattaforma progettuale pensata non per essere solo più grande, ma per offrire modi multipli di abitare il mare. C’è in gioco la sfida di mantenere proporzioni eleganti mentre si moltiplicano le funzioni e si fanno emergere nuovi rapporti visivi tra esterni e interni.
La nuova interpretazione della ISA Large Yacht Collection, firmata dallo studio Nuvolari Lenard, mette al centro l’esperienza di bordo. Non si tratta di un semplice allungamento rispetto al precedente Amarcord 82: è una diversa lettura del grande yacht contemporaneo, dove ogni ponte assume una propria identità e le aree esterne diventano stanze aperte sul paesaggio marino. Volumi, aperture e superfici vetrate alleggeriscono la massa dello scafo e stabiliscono connessioni dirette con il mare.
La silhouette dell’Amarcord 86 appare slanciata, con proporzioni studiate per evitare l’effetto ‘cassa’ tipico delle grandi unità. Le grandi superfici vetrate e le aperture nello scafo creano continuità visiva tra i ponti: la luce entra in profondità, i profili si leggono in modo coerente anche in navigazione. Il carattere deciso della carena dialoga con i volumi sovrapposti, più morbidi; il risultato è un profilo che richiama il dinamismo senza rinunciare a una gerarchia funzionale netta tra ponti pubblici, aree private e servizi operativi.
A poppa, la plancetta fissa ampia diventa il primo vero punto di contatto con l’acqua: non un semplice gavone, ma un prolungamento dell’abitabilità esterna. Due balconi abbattibili e il grande portellone della beach club, una volta aperto, trasformano la poppa in un unico ambiente fluido che funge da piattaforma per attività acquatiche, relax e gestione dei tender. La penombra generata dal portellone aperto crea aree d’ombra naturali, utili nelle giornate di sole pieno e durante le soste al largo.
Una scelta progettuale che fa discutere è il percorso vetrato che attraversa la sala macchine: la palestra e la sala massaggi affacciate sul mare si collegano direttamente alla beach club tramite un corridoio trasparente che rende visibile il cuore tecnico dello yacht. Lungi dall’essere nascosta, la sala macchine entra nel racconto di bordo, diventando elemento scenografico e punto di riferimento per il dispositivo tecnico dell’imbarcazione.
La verticalità interna è scandita da una scenografica scala circolare che avvolge un ascensore panoramico in vetro: questo doppio elemento funge da colonna vertebrale visiva e funzionale, collegando i vari livelli con transizioni plastiche. A centro nave, un ulteriore portellone abbattibile crea un secondo accesso diretto dal mare, amplificando le possibilità operative per imbarco, attività acquatiche e allestimenti temporanei. La scelta rende più flessibile la gestione degli spazi durante charter o eventi privati.

Il ponte principale si apre a poppa con una piscina panoramica a filo ponte e fondo vetrato: la luce filtrata verso il vano sottostante stabilisce un collegamento visivo con l’ingresso della beach club e rafforza la relazione tra interno ed esterno. Attorno alla piscina si alternano zone lounge e aree conviviali, pensate per passaggi fluidi tra relax e ricevimento. Gli ambienti interni proseguono in continuità, con layout adattabili che consentono configurazioni diverse a seconda dell’uso quotidiano o di impegni di rappresentanza.
La zona notte ospita cinque cabine per gli ospiti, di cui una suite VIP, tutte dotate di bagno privato, più una cabina con letti gemelli nel lower deck. La suite armatoriale, collocata sul ponte superiore, supera i 100 metri quadrati e riproduce la spazialità di una residenza: aree living dedicate, servizi separati e accessi pensati per preservare privacy e autonomia rispetto al resto degli ospiti e all’equipaggio.
Sull’Upper Deck il tono cambia: qui l’atmosfera è intima e familiare. A prua si apre un living outdoor organizzato intorno a una piscina centrale, con due ampie zone lounge che favoriscono conversazioni più raccolte. Oltre questa area, un ampio pozzetto libero funziona come terrazza privata o come spazio per eventi: la sua configurazione aperta lo rende ideale per ricevimenti serali o per momenti conviviali più informali. L’area è predisposta per operazioni touch and go di elicotteri di medie dimensioni, un’opzione che amplia le possibilità logistiche dell’imbarcazione senza modificare l’organizzazione degli spazi di bordo.

Il Bridge Deck interpreta invece la dimensione conviviale in chiave più rilassata: un’area dining si apre su un salotto esterno organizzato attorno a un fire pit centrale. La poppa diventa un salotto sospeso sul mare, pensato per accompagnare i tramonti con sedute informali e uno schema di fruizione prevalentemente esterno, che enfatizza il rapporto diretto con l’acqua e l’ambiente circostante.
Il Sun Deck è progettato come una destinazione autonoma: bar con piastra teppanyaki in zona protetta, una piscina di prua con prendisole e molteplici aree lounge panoramiche compongono una sequenza di ambienti che può essere utilizzata per l’intera giornata. La distribuzione favorisce movimenti spontanei tra sole, ristoro e relax, mantenendo sempre un livello di privacy compatibile con la vita di bordo.

Sottocoperta la zona crew è articolata per garantire funzionalità e rapidità d’intervento: undici cabine per un massimo di 21 persone e la cabina doppia del comandante sul Bridge Deck. Questo assetto assicura una netta separazione tra aree operative e spazi riservati agli armatori e agli ospiti, senza compromettere l’efficienza dei servizi di bordo.
Il progetto poggia sull’esperienza ingegneristica e costruttiva di Palumbo Superyachts, che lavora su unità fino a 100 metri e vanta competenze maturate in cantieri impegnati su grandi realizzazioni. Amarcord 86 interpreta la logica della ISA Large Yacht Collection come piattaforma aperta: non una serie di modelli replicati, ma una base da personalizzare attorno alla personalità e alle esigenze dell’armatore, con possibili varianti nelle finiture, nelle configurazioni e negli allestimenti.
Il progetto prosegue ora il suo iter di sviluppo: i dettagli tecnici definitivi e le scelte di configurazione da parte degli armatori determineranno la forma finale degli interni e dei sistemi. Restano da definire alcune specifiche che daranno il ritmo definitivo agli spazi; la storia dell’Amarcord 86 è dunque ancora in corso, tra sviluppo progettuale e personalizzazioni in fase di decisione.
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