Rigasa 2026: QQ7 vince la tredicesima edizione
Vento oltre i 20 nodi e rotte modificate: la flotta torna a Rimini dopo una notte di bora evitata
Vento oltre i 20 nodi e rotte modificate: la flotta torna a Rimini dopo una notte di bora evitata
Vento sopra i 20 nodi e mare formato hanno caratterizzato la Rigasa 2026. Il Farr 53 QQ7 di Salvatore Costanzo ha tagliato per primo il traguardo in tempo reale; percorso ridisegnato per evitare la Bora nel Golfo del Quarnaro. Ritiri e arrivi scaglionati, premiazioni a Rimini il 13 settembre.
20 nodi e mare formato: la Rigasa 2026 si è giocata sulle velocità di bolina e sulle scelte tattiche, prima ancora che sul conteggio delle miglia. La flotta, partita il pomeriggio del 11 settembre, ha dovuto fare i conti con una previsione meteo che ha imposto una variazione di rotta e ha richiesto prudenza; l'evento è stato comunque caratterizzato da passaggi intensi e manovre decisive, soprattutto nella finestra notturna.
La partenza ufficiale è stata data alle ore 15.00 di venerdì. La rotta iniziale prevedeva il transito alla Gagliola, ma l'evoluzione rapida del vento a nord-est ha portato gli organizzatori a semplificare il tracciato: è rimasto come riferimento soltanto il faro del Sansego, togliendo la tappa intermedia e rientrando direttamente verso Rimini. La decisione tecnica ha avuto una doppia funzione: proteggere la flotta dalla raffica di Bora attesa nel Golfo del Quarnaro e ridurre le complessità di navigazione notturna nelle acque più esposte.
Sul campo di regata la modifica ha costretto gli equipaggi a rivedere immediatamente i piani. Alcune barche hanno puntato su angoli più portanti per sfruttare l'onda lunga, altre hanno privilegiato una conduzione più conservativa per limitare gli stress sugli assetti e sugli uomini. La scelta di non passare per la Gagliola ha cambiato i punti di riferimento visivi e le scale dei waypoint: piccoli aggiustamenti che, nelle ore successive, si sono tradotti in decine di minuti di differenza tra i concorrenti.
Subito dopo la partenza la pressione è salita: vento in aumento e mare formato hanno messo alla prova equipaggi e attrezzature. Le condizioni notturne hanno costretto diversi concorrenti al ritiro; chi è rimasto in regata ha dovuto trovare il giusto compromesso tra velocità e sicurezza. Il pezzo di mare tra il Sansego e la direttrice verso Rimini ha mostrato raffiche consistenti e onde formate, situazioni in cui la gestione delle vele e delle scotte diventa cruciale.
Per le barche più grandi il vantaggio è stato sfruttare angoli portanti efficaci e mantenere lunghe scie di velocità. Le unità più piccole hanno affrontato fasi altalenanti di pressione, con momenti di calo che hanno richiesto continui aggiustamenti del set-up. La notte ha avuto un ritmo serrato: cambi di vela, riduzioni di randa, e scelte di traiettoria che hanno subito pesato in termini di tempi reali. Il risultato è stato una selezione naturale, dove la capacità di leggere il mare e di preservare l'imbarcazione ha fatto la differenza.
È stato QQ7, il Farr 53 armato e timonato da Salvatore Costanzo, a tagliare per primo il traguardo in tempo reale alle 12:01:37 di sabato 12 settembre. La barca ravennate ha mostrato una gestione del campo di regata attenta e una conduzione d'equipaggio efficiente, replicando l'esito favorevole dell'anno precedente. Costanzo ha raccontato la regata come impegnativa, con vento sopra i 20 nodi e mare formato, sottolineando che in condizioni di questo tipo un singolo errore tattico o una cattiva gestione del materiale possono compromettere il risultato.
La prova di QQ7 è stata costruita su scelte misurate: mantenere velocità di punta senza spingere l'assetto oltre il limite, intervenire sulle vele nei momenti giusti e coordinare le manovre con rapidità. Questo approccio ha pagato soprattutto nelle ore centrali del percorso, quando le pieghe di vento e le onde lunghe hanno messo alla prova la consistenza delle regate d'altura.
Dopo l'arrivo di QQ7, la flotta ha visto tagliare il traguardo il Millenium 40 Mod. LUNA XTE di Paolo Terenzi alle 17:39:45, circa cinque ore dopo la prima barca. A completare il podio in tempo reale è stato GREY GOOSE (Arya 415) capitanata da Roberto Volpato, con arrivo registrato alle 21:15:10 di sabato.
Gli altri arrivi si sono succeduti tra la notte e la domenica mattina: MR. HYDE (Hyde 27) di Marco Rusticali (categoria X2) alle 22:15:04 di sabato; MAYFLOWER (Solaris 36 OD) di Riccardo Zuccolo alle 23:42:00; ALTER FOX (Dehler 30 OD) di Matteo Pagliarani alle 23:49:59; CHIMERA (IOR One Tonner '85) di Francesco Perlati alle 02:50:43 di domenica; BRUNILDA (Mini 6.50) di Carlo Scalmana alle 08:45:43; e infine ANTARES (First Challenge) di Marzio Manetti alle 10:20:54.
Gli arrivi scaglionati raccontano una regata lunga e complessa, con fasi diverse e decisioni che hanno influenzato i tempi di navigazione. Alcune barche hanno dovuto fermarsi per verifiche agli arredi di coperta; altre hanno scelto rotte più conservative per limitare il rischio di danni notturni.
La manifestazione ha previsto la suddivisione in classi con premi sia per la categoria Altura (equipaggi) sia per la X2 (equipaggio in doppio). Il premio overall è andato a QQ7 di Salvatore Costanzo. Nella graduatoria ORC Alt la top three ha visto: 1° QQ7, 2° LUNA X TE, 3° GREY GOOSE. Nella ORC X2 la classifica ha premiato: 1° MR HYDE, 2° MAYFLOWER, 3° BRUNILDA.
La cerimonia di premiazione si è svolta domenica 13 settembre presso la sede del Circolo Velico Riminese, che ha curato anche l'accoglienza al rientro delle barche. Sul palco sono saliti armatori ed equipaggi che hanno descritto la regata come una prova di capacità tecnica e coordinamento umano: riconoscimenti consegnati alla presenza dei partecipanti e di chi ha seguito la manifestazione a terra.
La vigilia della regata ha preso corpo con il Rigasa Party di giovedì 11, durante il quale le veliste Cecilia Zorzi e Matilde Raddi hanno condiviso esperienze e approcci all'altura. L'incontro ha dato spazio a scambi tecnici su assetti, meteorologia e gestione dell'equipaggio, oltre a creare un'atmosfera di confronto tra armatori esperti e giovani regatanti.
Allo sbarco gli equipaggi hanno raccontato una regata affrontata con rispetto del mare e senso pratico: velocità nei momenti utili, cautela nelle fasi di ingresso nelle secche e controllo continuo delle vele e delle scotte. Diversi equipaggi hanno descritto l'edizione come particolarmente impegnativa, richiedente competenze che spaziano dalla lettura meteorologica alla gestione del personale in notturna.
La Rigasa 2026 lascia sul tavolo un dettaglio che richiama l'apertura di questo racconto: vento sopra i 20 nodi ha fatto la differenza, costringendo tutti a decisioni rapide e precise. La variazione di percorso ha evitato la Bora più severa, ma non ha eliminato il tratto di mare dove vento e onda hanno imposto una selezione naturale. Quel dato iniziale — 20 nodi e mare formato — torna alla fine come la chiave per interpretare le scelte fatte in regata e per capire perché certe barche hanno accelerato, mentre altre hanno preferito conservare risorse e ritirarsi prima del peggio.
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