Marina di Pescara: consumi elettrici giù del 13% in tre anni
Il Sustainability Report 2025 mette in fila acqua, energia e sicurezza ambientale: zero sversamenti nel triennio e un impianto fotovoltaico da 200.000 kWh annui operativo da maggio 2026
Il Sustainability Report 2025 mette in fila acqua, energia e sicurezza ambientale: zero sversamenti nel triennio e un impianto fotovoltaico da 200.000 kWh annui operativo da maggio 2026
Il dato che pesa di più è uno zero. Nel triennio 2023-2025 il Marina di Pescara non ha registrato alcun episodio di sversamento di sostanze inquinanti, né in mare né sul suolo. In un rapporto costruito su metri cubi e kilowattora, il risultato più difficile è quello che nessun contatore può leggere: un evento che non accade.
Lo zero compare nel Sustainability Report 2025, con cui la struttura abruzzese rendiconta per il terzo anno consecutivo le proprie prestazioni ambientali, sociali e di governance. Accanto all'assenza di incidenti ci sono consumi idrici in calo di circa il 10%, elettricità ridotta di oltre il 13% e un impianto fotovoltaico in funzione da maggio 2026, con una produzione di 200.000 kWh l'anno. Il rapporto è stato diffuso il 30 ottobre 2026 e messo a disposizione degli stakeholder, cioè di tutti i soggetti, istituzionali e collettivi, che ruotano attorno all'infrastruttura portuale.
Partiamo dall'acqua. Nel 2023 il porto turistico ha consumato 27.691 metri cubi. Nel 2025 il contatore si è fermato a 24.896. La differenza è di 2.795 metri cubi, una riduzione di poco superiore al 10%.
Sul fronte elettrico il calo è più marcato. Dai 553.168 kWh del 2023 si è scesi a 478.855 kWh nel 2025: oltre 74.000 kWh in meno, più del 13%. In un porto turistico la domanda di energia si distribuisce tra le colonnine in banchina che alimentano le unità ormeggiate, l'illuminazione dei pontili, gli edifici di servizio e gli uffici. Ridurla senza toccare la qualità del servizio ai diportisti richiede interventi sulla gestione, non soltanto sugli impianti.
Un porto turistico è un punto di contatto continuo tra carburanti, oli, acque di sentina e mare aperto. Ogni rifornimento, ogni intervento di manutenzione in banchina, ogni manovra in spazi ristretti è un'occasione di rilascio. Tre anni senza episodi non sono un caso.
La struttura difende il risultato su due fronti. Il primo è la sensibilizzazione, rivolta sia al personale sia agli utenti: chi ormeggia deve conoscere le regole quanto chi lavora in banchina. Il secondo è operativo: le prove di emergenza si svolgono periodicamente, così che la risposta a un incidente sia già stata simulata prima di diventare necessaria.
Nessun impianto, da solo, garantisce lo zero. Lo garantiscono procedure ripetute fino a diventare abitudine.
Il piano per il biennio 2026-2027 fissa obiettivi numerici precisi: consumi idrici entro i 24.500 metri cubi annui, elettricità a 470.000 kWh, gas metano a 10.000 metri cubi. Rispetto al 2025 i margini sono stretti: meno di 400 metri cubi d'acqua e circa 8.900 kWh da recuperare. Dopo i tagli più consistenti del triennio, ogni ulteriore riduzione costa più fatica.
Il dato che sposta gli equilibri è un altro. L'impianto fotovoltaico, operativo da maggio 2026, produce 200.000 kWh l'anno. Messo a confronto con l'obiettivo di 470.000 kWh di consumo, significa che oltre il 40% del fabbisogno elettrico del porto è coperto da energia autoprodotta. Il consumo resta, ma cambia la sua provenienza.
Completano il quadro altre misure:
L'ultimo punto è il meno tecnico e il più delicato. In un marina una parte rilevante dei consumi dipende da chi sta a bordo: l'acqua per lavare coperte e scafi, l'energia prelevata dalle colonnine durante la sosta. Su queste voci il gestore non può intervenire con un interruttore.
La rendicontazione è stata elaborata nell'ambito del modello Sustainable Marina del programma FidESG e sottoposta a verifica e validazione di parte terza, secondo uno schema approvato da Accredia. Il metodo consente di misurare le prestazioni, individuare le aree di miglioramento e confrontare i risultati nel tempo: con il terzo report la lettura avviene su serie storica, non più su singole annate.
«Per noi la sostenibilità non rappresenta una moda o un semplice adempimento, ma un modo concreto di interpretare il nostro ruolo e la nostra responsabilità nei confronti delle persone che vivono il Marina e del territorio che ci ospita».
Così Gianni Taucci, presidente del Marina di Pescara, che insiste sul valore della verifica esterna. L'obiettivo è fornire al socio unico, ma anche a utenti, cittadini, enti e istituzioni, informazioni rilevanti, comparabili e affidabili su rischi e impatti negli ambiti ESG. La ragione sta nella natura della struttura: un'infrastruttura strategica per il territorio, che eroga servizi di interesse collettivo e pubblico.
Il documento non si limita all'ambiente. Prende in esame la formazione e la sicurezza dei lavoratori, la digitalizzazione dei servizi e la trasparenza nella gestione. Nel 2025 il Marina ha realizzato due progetti di inclusione lavorativa rivolti ai giovani.
«Guardando al futuro, vogliamo che Marina di Pescara continui ad essere un punto di riferimento per la nautica dell'Adriatico, un porto capace di coniugare efficienza, accoglienza e sostenibilità».
Il prossimo report sarà il primo a contenere un anno, seppure parziale, di produzione fotovoltaica. Il banco di prova definitivo sono i dati del 2027: 470.000 kWh di consumo elettrico, 24.500 metri cubi d'acqua, 10.000 metri cubi di metano. E ancora uno zero nella colonna degli sversamenti.
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