Vintage Scuba Days 2026: successo a Trevignano Romano
Tre giorni tra attrezzature d'epoca, ricerca scientifica e impegno per la tutela degli ecosistemi sommersi
Tre giorni tra attrezzature d'epoca, ricerca scientifica e impegno per la tutela degli ecosistemi sommersi
La terza edizione dei Vintage Scuba Days a Trevignano Romano ha riunito pionieri della subacquea, scienziati, artisti e associazioni ambientali attorno al tema della tutela del mare. Tre giorni di mostre, conferenze tecniche, dimostrazioni in acqua con strumenti storici e moderni, e sessioni su decompressione, robotica e intelligenza artificiale applicata alla subacquea.
Vintage Scuba Days 2026 ha richiamato sul Lago di Bracciano appassionati, esperti internazionali e istituzioni per una tre giorni dedicata alla storia della subacquea e alla tutela degli ambienti sommersi.
La manifestazione, ospitata nello Skipper White di Trevignano Romano, ha messo in scena il confronto tra attrezzature d'epoca e tecnologie contemporanee, alternando dimostrazioni pratiche in acqua a un programma fitto di approfondimenti scientifici e culturali. Molti momenti hanno funzionato come piccoli laboratori: si osservava, si provava, si discuteva; non solo si ascoltava.
La scena d'apertura è stata costruita su un'immagine destinata a restare impressa: storici della subacquea, guidati dal direttore artistico Pippo Cappellano, sono emersi dal lago con attrezzature d'epoca a bordo del sommergibile Globinautilus, incontrando sommozzatori moderni con sistemi di respirazione attuali. L'incontro visivo tra maschere antiche e regolatori hi-tech ha tracciato una linea narrativa chiara: tradizione e innovazione non si escludono, si implicano.
Le sessioni cliniche hanno occupato una porzione significativa del programma. Organizzate nell'ambito del Master curato dal DMSI dell'Università G. d'Annunzio, hanno visto interventi sul controllo della decompressione, aggiornamenti sulle tabelle e formazione del personale medico dedicato alla subacquea. Tra i relatori figuravano il Prof. Gerardo Bosco, il Dr. Steve Thom, il Prof. Sandro Marroni e Dick Clarke, collegato dagli Stati Uniti.
Le discussioni hanno alternato presentazioni di dati clinici e casi operativi. Alcuni interventi hanno esaminato protocolli per ridurre il rischio di patologie da decompressione; altri hanno messo a fuoco la preparazione degli operatori sanitari per gestire emergenze in ambiente acquatico. La parte pratica ha offerto strumenti immediatamente spendibili da medici, istruttori e operatori sul campo.
Accanto agli aspetti medici, sono stati mostrati sistemi di monitoraggio remoto dei parametri vitali e soluzioni per integrare dati di immersione nei profili di decompressione. Le dimostrazioni pratiche hanno reso evidente il valore di una rete informativa che mette in relazione sub, medici e centri di controllo durante e dopo l'immersione.
La sezione tecnica ha spaziato dalle attrezzature storiche, raccontate da fotografi e documentaristi come Christian Pétron, alle più recenti innovazioni operative. L'ing. Stefano Ruia e Maurizio Baldinucci hanno ricostruito l'evoluzione degli strumenti, mentre l'Ammiraglio Andrea Mucedola ha fatto emergere scenari d'uso dell'intelligenza artificiale nelle operazioni subacquee.
Le dimostrazioni pratiche hanno incluso mute ad alta tecnologia presentate da Giacomo Guerrieri (DiveSystem) e i robot sottomarini ROV dell'ing. Guido Gay, illustrati da Giada Franci per la Fondazione Azionemare. Si è visto come ROV e strumenti autonomi possano accelerare mappature e interventi di recupero, riducendo il rischio per gli operatori umani.
Si è parlato anche di interoperabilità: sensori diversi, piattaforme che comunicano, telemetria che restituisce dati immediati. Gli esempi pratici hanno coperto applicazioni che vanno dall'archeologia subacquea alla sorveglianza delle praterie di posidonia, con attenzione alle esigenze di raccolta dati affidabile e replicabile.
La difesa degli ecosistemi sommersi è stata trattata su più piani. Il comandante Fabio Fassone di Sea Shepherd ha illustrato iniziative operative; il medico subacqueo Carlo Farina ha raccontato il proprio percorso e il libro La leggenda del pescatore pentito, intrecciando esperienza clinica e responsabilità ambientale.
Le associazioni hanno portato progetti concreti: attività di pulizia dei fondali, programmi di citizen science per il monitoraggio e percorsi formativi per scuole e comunità locali. In diversi stand i cittadini hanno potuto prendere parte a esercitazioni di segnalazione e catalogazione di rifiuti, trasformando l'informazione in pratica.
Il confronto ha fatto emergere nodi operativi: la tutela delle specie, la lotta alla plastica e alle microplastiche, e la necessità di programmare monitoraggi periodici per valutare lo stato di salute degli habitat. Non si è trattato solo di enumerare problemi. Sul tavolo sono arrivate proposte per attività locali ripetibili nel tempo.
La parte culturale ha offerto mostre, proiezioni e installazioni. Il disegnatore Daniele Blundo, la scultrice Roberta Conigliaro e il pittore subacqueo Stéphane Braud hanno esposto opere ispirate al mondo sommerso. Documentari e testi hanno ricostruito tappe e protagonisti della subacquea italiana; tra questi il documentario Come un sasso nel mare di Claudio Colombo e il libro di Gianfranco Simonini dedicato al nucleo subacqueo dei Carabinieri.
Momenti specifici hanno affrontato il cinema subacqueo: analisi del film Lo Squalo e confronti tecnici sulle riprese in ambienti complessi. Le testimonianze di registi e operatori hanno rivelato vie pratiche per portare il set in acqua aperta senza rinunciare alla sicurezza.
La rassegna ha ricordato anche i quarant'anni della Fondazione Marevivo, con la partecipazione della fondatrice e presidentessa Rosalba Giugni, che ha segnato la relazione tra divulgazione ecologica e impegno sociale come asse portante della manifestazione.
La terza edizione dei Vintage Scuba Days ha combinato memoria tecnica, ricerca e impegno ambientale in una formula capace di generare contatti operativi tra mondi diversi: accademia, associazionismo, industria e creatività artistica. Quale sarà il prossimo passo nel dialogo tra storia della subacquea e strumenti contemporanei per conoscere e proteggere gli ecosistemi sommersi?
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