Procida Blue Governance 2030.
Governare il mare per proteggerlo
Governare il mare per proteggerlo
Il progetto «Procida Blue Governance 2030», ideato da Gennaro Cibelli, propone un sistema organizzato di ormeggi e campi boe nell'Area Marina Protetta Regno di Nettuno per conciliare fruizione turistica, sicurezza della navigazione e tutela della Posidonia oceanica, coinvolgendo comunità locali e strumenti di pianificazione e monitoraggio.
Chi ha trascorso una vita sul mare sa bene che ogni approdo lascia un segno. A volte sulle persone, altre volte sull’ambiente che ci ospita. Oggi, di fronte alla crescente presenza della nautica da diporto nelle aree più pregiate del Mediterraneo, diventa necessario interrogarsi su come conciliare libertà di navigazione, sviluppo turistico e tutela dei fondali.
Da questa esigenza prende forma il progetto “Procida Blue Governance 2030”, ideato dal procidano Gennaro Cibelli, Capitano Superiore di Macchina con una lunga esperienza nel settore marittimo, che propone una nuova visione della gestione degli spazi marittimi fondata sull’equilibrio tra tutela ambientale, sicurezza della navigazione e sviluppo sostenibile.
Il tema non riguarda soltanto l’isola di Procida. Coinvolge gran parte delle coste italiane, sempre più frequentate da imbarcazioni da diporto attratte dalla bellezza dei nostri litorali, dalla qualità delle acque e dal fascino di un patrimonio naturale che rappresenta una delle più grandi ricchezze del Paese.
La crescita del turismo nautico è un fenomeno positivo. Genera economia, crea occupazione, sostiene le attività portuali, favorisce la conoscenza del territorio. Tuttavia, come ogni forma di sviluppo, richiede regole e strumenti capaci di garantire un equilibrio tra utilizzo e conservazione delle risorse ambientali.
Negli ultimi anni il problema dell’ancoraggio indiscriminato in aree particolarmente sensibili è diventato oggetto di crescente attenzione da parte delle istituzioni e degli organismi che si occupano della tutela del mare. I fondali del Mediterraneo custodiscono infatti habitat di straordinario valore naturalistico, primo fra tutti la Posidonia oceanica, una pianta marina essenziale per l’equilibrio dell’ecosistema costiero.
Spesso definita impropriamente “alga”, la Posidonia svolge un ruolo fondamentale nella produzione di ossigeno, nella protezione delle coste dall’erosione e nella conservazione della biodiversità marina. La sua salvaguardia rappresenta oggi una priorità per tutti i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo.
Il progetto ideato da Gennaro Cibelli si sviluppa all’interno dell’Area Marina Protetta Regno di Nettuno, dove vigono diversi livelli di tutela ambientale. In particolare, l’isolotto di Vivara rientra nelle zone a protezione integrale, mentre ampie aree circostanti Procida sono classificate come riserva generale, nelle quali le attività nautiche e balneari sono consentite ma disciplinate da specifiche regole. È proprio in questo quadro normativo che il progetto intende collocarsi, cercando di coniugare fruizione del mare e salvaguardia dell’ambiente.
Il progetto propone la realizzazione di un sistema organizzato di ormeggi e campi boe nelle aree marine più frequentate, con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale dell’ancoraggio e migliorare la gestione degli spazi marittimi.
L’idea non è quella di limitare la navigazione o scoraggiare il turismo nautico. Al contrario, si punta a renderlo più sostenibile, offrendo ai diportisti soluzioni sicure e compatibili con la tutela del territorio. Una filosofia che trova sempre maggiore consenso nelle località costiere più avanzate sotto il profilo ambientale.
Ma il progetto va oltre il semplice posizionamento di boe di ormeggio. Il termine “Blue Governance” richiama infatti un concetto più ampio, che riguarda il governo del mare attraverso strumenti di pianificazione, monitoraggio, innovazione tecnologica e partecipazione delle comunità locali.
Procida è un’isola che vive il mare da ogni prospettiva: quella dei pescatori, dei marittimi, dei diportisti e dei visitatori. Governare questi spazi significa oggi trovare un equilibrio tra esigenze diverse ma non necessariamente contrapposte. La tutela dell’ambiente marino e lo sviluppo turistico possono infatti diventare obiettivi complementari se accompagnati da una visione chiara e da strumenti adeguati.
Non è un caso che negli ultimi anni l’Unione Europea abbia posto crescente attenzione alla cosiddetta Blue Economy, ovvero all’insieme delle attività economiche legate al mare: portualità, trasporti marittimi, turismo, pesca, ricerca scientifica, energie rinnovabili e tutela ambientale.
In questo scenario, le piccole isole possono svolgere un ruolo importante come laboratori di sperimentazione. Procida, con la sua tradizione marinara, la sua posizione geografica e il patrimonio naturale che la circonda, possiede caratteristiche particolarmente favorevoli per sviluppare iniziative innovative nel settore della gestione sostenibile delle risorse marine.
Naturalmente ogni progetto è destinato a suscitare confronti e valutazioni. Saranno il dialogo con gli operatori del settore, il coinvolgimento della cittadinanza e la qualità della gestione a determinarne il successo. È giusto che ogni proposta venga esaminata con attenzione, soprattutto quando riguarda beni collettivi di grande valore come il mare e l’ambiente.
Per chi appartiene a una comunità marinara come quella procidana, il mare non è soltanto una risorsa economica o un elemento del paesaggio. È parte dell’identità collettiva. Ogni iniziativa che stimola una riflessione sul suo utilizzo e sulla sua tutela merita quindi attenzione e approfondimento.
La vera sfida non consiste soltanto nel proteggere il mare o nel favorire il turismo nautico. La sfida è riuscire a fare entrambe le cose. Procida, isola che da secoli vive del mare e per il mare, può diventare un laboratorio di questo equilibrio. È questo, probabilmente, il significato più interessante della proposta Blue Governance 2030.
Da uomo di mare, che ha trascorso decenni navigando tra oceani, stretti, porti e rotte internazionali, ho visto cambiare profondamente il rapporto tra l’uomo e il mare. Oggi più che mai appare evidente la necessità di una gestione attenta e responsabile di un patrimonio che appartiene a tutti.
Il progetto Procida Blue Governance 2030 si inserisce in questa riflessione. Potrà essere perfezionato, discusso, migliorato. Ma pone una questione che merita attenzione: come coniugare la crescente domanda di utilizzo del mare con l’obbligo morale e civile di consegnarlo integro alle generazioni future.
È una sfida che riguarda Procida, ma anche l’intero Paese. E forse proprio dalle piccole isole possono arrivare indicazioni utili per affrontarla.

Nell’immagine le 2 aree marcate gialle corrispondono rispettivamente alla baia della Chiaia e alla baia del Carbonchio. In basso a sinistra invece c’è Vivara.
6–11 novembre 2026: il calendario del Salerno Boat Show è ufficiale. La nona edizione avrà luogo a Marina d’Arechi e la manifestazione...
LeggiConsorzio Blue Economy Lazio: è il nome ufficiale della nuova aggregazione costituita a Roma il 7 agosto 2026. L'atto formale ha riunito imprese,...
LeggiTra pochi anni si parlerà del 2024 come dell'anno in cui la Blue Economy Veneto ha cambiato passo: non tanto per un singolo progetto, quanto per...
LeggiUn gancio arrugginito sulla banchina, una bitta a cui si legano ancora imbarcazioni importanti, il rumore attutito dei motori mentre il vento sale: a Gaeta,...
Leggi
Ti Potrebbe Interessare Anche
Biohut D‑Marin vince il Best CSR Initiative al Cannes Yachting Festival
Biohut di D‑Marin ha vinto il premio Best CSR Initiative agli Innovation Route Awards del Cannes Yachting Festival 2026. Il riconoscimento riguarda l’adozione...
World Manta Day: proteggere le mante con Friend of the Sea
La scena è ferma: il crepitio del motore si è spento, la barca galleggia a distanza, gli snorkeller osservano sospesi sull'acqua. È...
Green Logistics Awards 2026: i premi alla logistica sostenibile a Genova
Nel 2026 la seconda edizione del Galà della Logistica ha trasformato Genova in palco per i protagonisti della transizione nel trasporto merci: i...
Marina Net-Zero: energia pulita e porti sostenibili
Marina Net-Zero apre la quinta tappa nazionale dei Blue Marina Awards 2026, il 24 luglio a Marina Cala dei Sardi. L'appuntamento mette al centro energia...
Spazzapnea 2026: 8.070 kg raccolti in 14 località italiane
Spazzapnea 2026 ha registrato il recupero di 8.070 kg di rifiuti in una sola giornata: una cifra che pesa, letteralmente, e che restituisce subito la misura...
Itinerari Mediterranei: SEIF 2026 all'Isola d'Elba
26–28 giugno 2026: tre giorni in cui l’Isola d’Elba diventa nodo di connessioni tra rotte marine, cammini costieri e progetti educativi....
Pulifondali 2026: 600 quintali rimossi
5 giugno 2026: Pulifondali 2026 e Pulispiagge hanno portato in superficie circa 600 quintali di rifiuti raccolti da mari, laghi e fiumi italiani. Il...
eDNA in mare: rilevazioni da The Ocean Race Europe
24 campioni, oltre 8,5 milioni di sequenze genetiche: è questo il bilancio preliminare del monitoraggio ad eDNA in mare condotto durante la tappa...
Pesca alla plastica: 76 kg recuperati a Pescara
76 chilogrammi di rifiuti pescati tra mare e fiume: apre così la cronaca della quarta edizione della Gara di pesca alla plastica svolta a Pescara...