Sottocosta Pescara 2026: Blue Economy, numeri e rotta
Al via la XII edizione. Acampora rilancia l’asse tra Camere di Commercio e tecnologie del mare; Testa presenta i dati: Abruzzo a 3,3 miliardi di euro e +27,4%
Al via la XII edizione. Acampora rilancia l’asse tra Camere di Commercio e tecnologie del mare; Testa presenta i dati: Abruzzo a 3,3 miliardi di euro e +27,4%
Taglio del nastro per Sottocosta Pescara 2026. Al centro la Blue Economy: alleanze camerali, innovazione (AI, digital twin, dimensione subacquea) e i dati Ossermare sull’Abruzzo. Valore complessivo della filiera a 3,3 miliardi di euro, +27,4% rispetto all’economia regionale. Cantieristica in forte crescita, Blue Forum con tappe nazionali fino alla presentazione del 14° Rapporto al Mimit l’8 luglio.
Il nastro si tende sulle banchine del Marina di Pescara, luce radente sull’acciaio lucidato dei pulpiti: Sottocosta Pescara 2026 apre la sua XII edizione con un messaggio netto. La Blue Economy qui non è slogan: è lavoro di filiera, tecnologia applicata, numeri che orientano. L’Adriatico medio mette in acqua un’agenda che tiene insieme cantieristica, turismo e logistica costiera, con l’idea di far dialogare imprese e istituzioni usando gli stessi dati e lo stesso lessico operativo.
Alla cerimonia inaugurale convergono le realtà che stanno costruendo il “sistema mare”: la Camera di Commercio Chieti Pescara, guidata da Gennaro Strever, il Marina di Pescara, la collaborazione tecnica di Assonautica Pescara Chieti con il presidente Francesco Di Filippo, la Camera di Commercio Frosinone Latina e l’Azienda Speciale Informare. Sul palco, il presidente di Assonautica Italiana, della Camera di Commercio Frosinone Latina e di Si.Camera, Giovanni Acampora, insieme al presidente di Informare e coordinatore di Ossermare, Antonello Testa, per una partenza a più voci e con un obiettivo condiviso.

La regia è corale e guarda lontano: filiere blu integrate, investimenti mirati, osservatori economici per ridurre l’asimmetria informativa tra pubblico e imprese.
In apertura, Giovanni Acampora rimette al centro l’alleanza tra Camere di Commercio come ossatura del disegno nazionale sul mare. Assonautica Italiana lavora sul coordinamento dei territori, mentre i progetti si dispongono su quattro assi molto chiari: tecnologie marine avanzate, intelligenza artificiale, digital twin e dimensione subacquea. La leva sono i dati: Ossermare, osservatorio riconosciuto a livello europeo, mette a disposizione metriche comparabili per pianificare portualità diffusa, servizi nautici e formazione tecnica. Dalle ispezioni subacquee alla manutenzione delle infrastrutture, la collaborazione con il Polo Nazionale della Dimensione Subacquea porta alla costruzione di un Osservatorio underwater dedicato a monitorare asset, risorse e impatti. L’obiettivo è misurare in modo omogeneo per investire meglio, con tracciabilità dei risultati su tempi e costi.
Il panel “Economia del mare: i dati dell’Abruzzo”, curato da Ossermare – Informare, mette sul tavolo un quadro robusto. Nel 2023, il valore aggiunto diretto della Blue Economy regionale raggiunge 1,5 miliardi di euro, pari al 4,3% dell’economia abruzzese. Considerando gli effetti diretti e indiretti lungo la filiera, il valore complessivo sale a 3,3 miliardi di euro, il 9,2% del totale. La dinamica è nettamente superiore al resto dell’economia regionale: +27,4% per la Blue Economy contro +8,2% complessivo. Una corsa che si traduce in lavoro, nuove iniziative imprenditoriali, connessioni tra costa ed entroterra capaci di assorbire innovazione e servizi.

Il baricentro resta costiero. Nei 42 comuni connessi al mare (19 litoranei e 23 prossimi) vive il 43,4% della popolazione regionale. La distribuzione del valore aggiunto della Blue Economy mostra un asse chiaro lungo l’Adriatico: Pescara 38,5%, Teramo 33,2%, Chieti 22,8%, L’Aquila 5,5%. Un gradiente netto, coerente con la specializzazione costiera in servizi alla nautica, turismo, cantieristica e attività correlate, dove la domanda stagionale e la manutenzione programmata tengono in moto le imprese anche nei mesi di spalla.
Tra i segnali forti emersi dal Report, la cantieristica registra un incremento dell’export pari a +1.853%. Il salto racconta una filiera che ha consolidato processi e mercati: componentistica, refit, unità finite. Sul commercio estero complessivo, il saldo resta negativo (-105,4 milioni di euro) per via di import superiori all’export. È una fotografia tipica delle fasi di investimento: si acquistano beni e tecnologie per aggiornare flotte, porti e servizi, mentre i segmenti più avanzati iniziano a spingere sulle vendite oltre confine. Qui si apre il lavoro di sistema: integrare i porti minori, scalare i servizi a terra, accelerare la transizione digitale degli operatori perché i picchi di domanda non restino opportunità isolate.
Il Blue Forum è lo spazio di confronto tra istituzioni, imprese e ricerca. La V edizione adotta un format itinerante che mette in fila i principali stakeholder: Fondi ha aperto il calendario con la presentazione del IX Rapporto Lazio; la seconda tappa a Roma per il Simposio Nazionale dei Centri studi e Analisi sull’Economia del Mare; la terza tappa a Gaeta per la Conferenza Nazionale “Ecosistema delle comunità costiere italiane: strategie e distretti”. L’8 luglio l’appuntamento è al Mimit per la presentazione del 14° Rapporto Nazionale sull’Economia del Mare. Un’agenda che avvicina politiche pubbliche e metriche economiche, con la volontà di trasformare proposte e dataset in decisioni operative.
Turismo e nautica da diporto sono una leva concreta di sviluppo: risorse da mettere a sistema, con innovazione e sostenibilità come criteri di progetto.
Su questo terreno si innestano le priorità indicate in fiera: AI e digital twin per pianificazione portuale e manutenzione predittiva; tecnologie subacquee per monitorare infrastrutture e habitat; osservatori economici per calibrare bandi e investimenti. La filiera blu che emerge a Pescara non è la somma di comparti, ma un ecosistema che connette imprese, porti, turismo, formazione tecnica e amministrazioni locali. La rotta è industriale: servizi tracciabili, competenze spendibili, interoperabilità tra dati pubblici e privati.
La XII edizione di Sottocosta mette in fila ciò che serve: regole semplici, numeri affidabili, progetti scalabili. In calendario, un punto fermo: l’8 luglio a Roma, al Mimit, la presentazione del 14° Rapporto Nazionale sull’Economia del Mare. Lì si misurerà se l’accelerazione abruzzese — 3,3 miliardi di euro e +27,4% — diventerà scelte di bilancio, cantieri avviati, servizi ampliati.
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