Assonautica Roma Capitale rinasce: Bufalari commissario
La capitale guida la classifica nazionale delle imprese blu. Ora la sua associazione nautica riparte con un nuovo statuto e un perimetro che comprende litorale, laghi e Tevere.
La capitale guida la classifica nazionale delle imprese blu. Ora la sua associazione nautica riparte con un nuovo statuto e un perimetro che comprende litorale, laghi e Tevere.
Trentaduemilanovecentoventotto. È il numero delle imprese dell'economia del mare censite a Roma nel 2025, il più alto d'Italia. Nessun'altra provincia fa meglio, nemmeno quelle che ospitano i grandi porti del Nord e del Sud. Eppure l'associazione territoriale che dovrebbe dare voce a questo tessuto produttivo va ricostruita da capo. Assonautica Italiana ha avviato il percorso per far rinascere Assonautica Roma Capitale.
A guidarlo sarà l'avvocato Antonio Bufalari, Segretario Generale di Assonautica Italiana, nominato commissario dal Consiglio direttivo nazionale. Una scelta interna, dunque: il commissario arriva dal vertice operativo dell'associazione nazionale. La delibera porta la data del 5 ottobre: il direttivo si era riunito a Genova, nei giorni del 66° Salone Nautico Internazionale. L'annuncio ufficiale è arrivato da Roma il 22 ottobre 2026, a due settimane dalla chiusura della rassegna ligure.
Il dato sulle imprese arriva dal XIV Rapporto nazionale sull'Economia del Mare 2026. Chi associa la capitale ai palazzi delle istituzioni più che alle banchine resterà sorpreso. Ma la città metropolitana abbraccia un tratto consistente di costa tirrenica, e lungo quella costa lavorano porti, darsene, cantieri, rimessaggi, scuole di vela, stabilimenti e tutta la rete di servizi che vive intorno all'acqua.
Il IX Rapporto sull'Economia del Mare del Lazio, riferito al 2023, aggiunge le dimensioni economiche: circa 13,5 miliardi di euro di valore aggiunto blu e quasi 188 mila occupati nel territorio metropolitano romano. Dentro quella cifra stanno mondi diversi. Nautica da diporto e cantieristica, movimentazione di merci e passeggeri, filiera ittica, turismo, servizi. Non è solo diporto, insomma, e questo complica il lavoro di chi deve rappresentare la filiera.
La costa metropolitana corre da Civitavecchia fino ad Anzio e Nettuno, passando per Fiumicino e Ostia. Sullo stesso tratto di Tirreno convivono scali commerciali, approdi turistici e piccole darsene. Civitavecchia e una darsena di Nettuno non parlano la stessa lingua. Metterli sotto un'unica rappresentanza, con dimensioni ed esigenze così lontane, è il compito che attende il commissario.
Il nodo è tutto qui: una filiera che pesa molto ma fatica a presentarsi come sistema. Un rimessaggio sul litorale, un noleggiatore su un lago e un operatore della navigazione fluviale hanno problemi diversi. Bussano però alle stesse porte: Comuni, Regione, enti che gestiscono le aree demaniali e le acque.
Non sarà una semplice ripartenza. La nuova Assonautica romana non ricalcherà l'assetto precedente: adotterà il nuovo modello statutario nazionale che Assonautica Italiana ha definito come cornice comune per tutte le articolazioni territoriali. Bufalari dovrà accompagnare questa transizione, costruendo la base associativa e gli organi della futura struttura.
Al suo fianco ci saranno la Camera di Commercio di Roma e l'associazione nazionale. Il legame con il sistema camerale non è casuale: Assonautica è nata proprio come associazione per la nautica da diporto promossa dalle Camere di Commercio. Lavorare con l'ente romano significa innestare il progetto su una rete di rapporti con le imprese che già esiste. Per il commissario è un vantaggio di partenza: gli interlocutori del mondo produttivo non vanno cercati uno per uno.
Bufalari ha indicato così la direzione:
«Roma ha una dimensione marittima, lacuale e fluviale che merita di essere valorizzata. Vogliamo mettere in relazione competenze ed esperienze, ascoltare gli operatori e costruire un'interlocuzione stabile con le istituzioni, trasformando il potenziale del territorio in opportunità di sviluppo, formazione e lavoro. Ringrazio il Presidente Giovanni Acampora e l'intero Consiglio direttivo di Assonautica Italiana per la fiducia accordatami».
Marittima, lacuale, fluviale. Il primo è quasi scontato. Sono gli altri due a spiegare buona parte del progetto. E anche l'ordine dei verbi suggerisce un metodo: prima si ascoltano gli operatori, poi si costruisce il rapporto con le istituzioni, infine si prova a tradurre le istanze in sviluppo, formazione e posti di lavoro.
Qui sta la vera novità. Assonautica di Roma Capitale avrà come riferimento l'intera area metropolitana, e quindi non solo la costa ma anche le acque interne. Laghi e fiume finiscono sulla stessa mappa del mare.
Dentro i confini metropolitani ci sono Bracciano, Albano e Nemi, ciascuno con le proprie regole di navigazione e con un'economia fatta di vela, canottaggio e noleggio di piccole unità. Poi c'è il Tevere, che attraversa la città fino alla foce tra Ostia e Fiumicino. Nel tratto urbano, chi naviga per turismo o per sport deve fare i conti con vincoli idraulici e di sicurezza.
Gli operatori della nautica lacuale e fluviale vengono chiamati in causa in modo esplicito, su tre assi:
Tre temi che sulla costa e su un lago vulcanico assumono forme molto diverse, ma che richiedono lo stesso tipo di confronto con le amministrazioni. Il confronto istituzionale si giocherà su più livelli: Regione Lazio, Comuni della città metropolitana, amministrazioni competenti. Con imprese e associazioni il lavoro toccherà portualità, servizi, formazione, innovazione e sostenibilità.
C'è poi un capitolo a parte, l'accessibilità. Nella nautica la parola ha un significato molto materiale: banchine, pontili, passerelle d'imbarco e servizi a terra che tutti possano usare. Un tema concreto, che si misura in centimetri e gradini più che in documenti programmatici.
Bufalari parla di «interlocuzione stabile», e l'aggettivo pesa. Non un tavolo convocato all'occorrenza, quando scoppia un'emergenza. Un canale permanente tra chi lavora sull'acqua e chi decide su concessioni, infrastrutture e regole di navigazione. È la differenza tra rappresentare un settore e limitarsi a difenderlo nelle crisi.
Il commissariamento è appena cominciato. I prossimi passi sono già scritti: incontrare gli operatori della costa, dei laghi e del Tevere, poi dare forma alla nuova struttura secondo lo statuto nazionale. Il punto di partenza resta quel numero: 32.928 imprese. Quante di quelle imprese sceglieranno di riconoscersi nella nuova associazione sarà la prima misura del lavoro di Bufalari.
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