Nave Italia: Navigare verso il benessere a bordo
Dal 12 al 16 maggio il brigantino ospita 10 giovani del Ser.D Valle d'Aosta nella tratta Gaeta–Vibo Marina per un percorso educativo, terapeutico e di inclusione
Dal 12 al 16 maggio il brigantino ospita 10 giovani del Ser.D Valle d'Aosta nella tratta Gaeta–Vibo Marina per un percorso educativo, terapeutico e di inclusione
Dal 12 al 16 maggio Nave Italia accoglie il progetto 'Navigare verso il benessere' dell'Azienda Usl Valle d'Aosta: 10 giovani del Ser.D, due psicologi, attività pratiche di bordo e momenti di riflessione sulla tratta Gaeta–Vibo Marina. L'intervento è inserito nella Campagna 2026 della Fondazione Tender To Nave Italia ETS, con preparazione a terra, imbarco strutturato e rielaborazione finale.
Nave Italia scivola tra Gaeta e Vibo Marina mentre sull'albero maestra si misurano vento e responsabilità: il brigantino è la scena di un progetto che mette il mare al servizio di percorsi terapeutici. Dal 12 al 16 maggio il brigantino ospita "Navigare verso il benessere: un viaggio di crescita e di resilienza", promosso dal Servizio per le Dipendenze Patologiche dell'Azienda Usl della Valle d'Aosta.
Dieci giovani, età compresa tra 18 e 35 anni, salgono a bordo accompagnati da due psicologi e psicoterapeuti della Cooperativa La Sorgente. L'intento è pratico e diretto: lavorare sulla fiducia personale, migliorare la capacità decisionale, stimolare il lavoro di squadra e offrire strumenti per riconoscere e regolare le emozioni. Non si tratta di lezioni astratte, ma di compiti di bordo, ruoli assegnati e attività concrete che rilanciano responsabilità e confronto quotidiano.
Il progetto è suddiviso in tre momenti ben definiti. La Fase 1 ha preparato il gruppo a terra: un mini trekking organizzato con l'ASD Tracce Alpine ha proposto ciaspolate notturne, esercizi di orientamento con bussola e mappa, laboratori manuali e momenti di meditazione e sicurezza in montagna. I partecipanti hanno compilato un diario di bordo pensato come strumento di autovalutazione e riflessione personale.
La Fase 2 è l'imbarco sul brigantino: qui le giornate si scandiscono con turni, regole e compiti precisi. Le attività educative e terapeutiche si intrecciano alla vita di bordo: manovre da eseguire insieme, lettura della bussola, presa di decisioni sotto supervisione. La struttura gerarchica dell'imbarcazione e la presenza dell'equipaggio offrono una cornice sicura per provare ruoli diversi e misurare i progressi in tempo reale.
La Fase 3 è dedicata alla rielaborazione: dopo il rientro, operatori e partecipanti analizzano quanto emerso in mare per favorire il trasferimento delle competenze nella routine quotidiana. L'obiettivo pratico è che gesti appresi e atteggiamenti sperimentati trovino spazio fuori dal brigantino.
L'intervento è inserito nel quadro della legge regionale n. 12/2013 della Regione autonoma Valle d'Aosta, che sostiene progetti per giovani tra 14 e 35 anni orientati all'inclusione sociale. Il lavoro è frutto della collaborazione tra Azienda Usl, Assessorato regionale e la Cooperativa La Sorgente: un partenariato che unisce competenze cliniche, servizi territoriali e attività educative.
Accanto ai professionisti civili, l'equipaggio della Marina Militare garantisce sicurezza e disciplina operative. La convivenza con ritmi e regole militari fornisce uno specchio chiaro per la gestione delle responsabilità: i partecipanti si confrontano con compiti condivisi, turni e procedure che richiedono precisione e rispetto delle regole, elementi centrali nel lavoro terapeutico a bordo.
La tappa fa parte della Campagna 2026 della Fondazione Tender To Nave Italia ETS, che fino al 31 ottobre toccherà 19 porti italiani. Nel corso dell'anno sono previsti circa 300 ragazzi e 100 accompagnatori, per oltre 400 partecipanti complessivi: numeri che descrivono un programma articolato, pensato per integrare esperienze educative, sociali e riabilitative con la navigazione come strumento operativo.
La Fondazione lavora con gruppi contenuti, personale dedicato di carattere scientifico e l'equipaggio militare come cornice organizzativa. Dal 2007 sono state imbarcate 7.867 persone tra passeggeri speciali, operatori e volontari, all'interno di 371 progetti che hanno portato interventi formativi e riabilitativi su un brigantino a vela.
La forza del mare, nella pratica, sta nell'offrire stimoli concreti: gestire una manovra, rispettare un turno, leggere una bussola diventano esercizi di autogestione e relazione. Compiti semplici sulla carta producono effetti tangibili sulla fiducia, sulla capacità di collaborazione e sul controllo emotivo. Per chi ha vissuto isolamento o fragilità relazionali, il contesto regolato della navigazione è una palestra intensa e osservabile.
Il direttore del Ser.D, Gerardo Di Carlo, sottolinea che la navigazione favorisce la narrazione personale: mettere in azione emozioni complesse attraverso compiti misurabili aiuta a trasformare stati d'animo in pratiche concrete. Per la project manager della Fondazione, Angela Campo, l'imbarco è spesso l'occasione per aprire nuove direzioni di vita, sostenute dal coordinamento degli operatori e dall'assetto organizzativo della Marina Militare.
Nei giorni successivi a maggio la Campagna propone altri appuntamenti: dal 19 al 23 un imbarco con l'ASL Toscana Centro sul tema della transizione dei pazienti adolescenti verso i servizi per adulti; dal 26 al 30 ANIMENTA APS dedica un percorso ai disturbi del comportamento alimentare. È la varietà dei progetti a mostrare la capacità di adattare il metodo a diversi bisogni, mantenendo però un'impostazione pratica e centrata sulle attività di bordo.
La domanda aperta non è sulla validità dell'idea, ma su come preservare e valorizzare nel tempo le competenze acquisite: il vero banco di prova sarà la sostenibilità degli apprendimenti una volta che i partecipanti rientreranno nelle loro routine quotidiane. Monitoraggi mirati e percorsi di follow-up diranno quanto l'esperienza in mare si traduce in cambiamenti duraturi nel quotidiano.
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