Cantiere Mimì Salone Nautico Genova: anteprima Libeccio 13.50 WA
La gamma Libeccio in acqua con nove modelli, il progetto green con l'Università Federico II e l'ingresso nei mercati internazionali
La gamma Libeccio in acqua con nove modelli, il progetto green con l'Università Federico II e l'ingresso nei mercati internazionali
Cantiere Mimì presenta al Salone Nautico di Genova 2026 nove modelli della famiglia Libeccio e l'anteprima mondiale della nuova versione del Libeccio 13.50 WA. In fiera il cantiere espone anche il Libeccio 9.50 Cabin in versione 'green', frutto di un progetto di ricerca con l'Università Federico II di Napoli basato su fibre naturali e resine 100% bioderivate. La partecipazione segna l'espansione commerciale in Europa e il debutto recente in Australia.
Cantiere Mimì Salone Nautico Genova: la banchina profuma di legno appena verniciato e di gelcoat lucido. Si vedono profili puliti, occhi che scrutano riflessi sull'acqua e mani esperte che sistemano finiture. In acqua ci sono nove modelli della gamma Libeccio e, in anteprima mondiale, la nuova versione del Libeccio 13.50 WA. Il Libeccio 9.50 Cabin in versione green mette in mostra la prima applicazione del programma di ricerca con l’Università Federico II di Napoli, materiali che non si limitano a essere notati: si possono toccare, accarezzare e giudicare da vicino.
Gli arredi in fibra naturale si distinguono al tatto per una consistenza diversa rispetto ai pannelli tradizionali. Il lino e la canapa offrono una granulosità più calda; il basalto, usato in elementi strutturali, presenta una superficie più scura e compatta. Le resine 100% bioderivate danno un effetto finale nitido e omogeneo, senza la patina sintetica che spesso caratterizza i compositi convenzionali. Questo prototipo è il primo esemplare costruito con le soluzioni nate dal progetto industriale tra Cantiere Mimì, Valerio Rivellini e il team accademico di Napoli: non è una concept board esposta in una vetrina, è una barca operativa pronta a essere messa alla prova.
La nuova versione del Libeccio 13.50 WA ridefinisce la vivibilità con interventi mirati: la distribuzione degli spazi interni è stata ripensata per aumentare flessibilità e comfort senza alterare l'assetto marino della carena. Le modifiche riguardano corridoi più fluidi, sedute modulari e una gestione più razionale dei vani di stivaggio, pensata per chi alterna uscite giornaliere e brevi crociere costiere.
In banchina emerge subito il senso di proporzione: gli spazi non sono sovradimensionati, ma studiati per ottimizzare i movimenti dell'equipaggio e per offrire soluzioni diverse di layout. Alla vista si percepisce una continuità tra il ponte e gli interni, con linee che guidano lo sguardo e superfici che dialogano tra loro. Non tutte le novità sono evidenti a prima occhiata; alcune riguardano accessibilità, gestione degli impianti e facilità di manutenzione, aspetti che gli operatori del settore possono valutare durante le visite tecniche allo stand.
Il lavoro con l'Università Federico II ha prodotto soluzioni che sostituiscono parti tradizionali degli interni con materie prime a minor impatto ambientale. L'obiettivo pratico era ottenere componenti che mantengano prestazioni meccaniche adeguate e un aspetto curato: il Libeccio 9.50 Cabin versione green espone il risultato tangibile di quella ricerca.
La scelta delle fibre — lino, canapa e basalto — non è estetica fine a se stessa: migliora la resistenza a trazione di alcuni pannelli, diminuisce la presenza di polimeri sintetici e rende più semplice la separazione dei materiali in fase di fine vita. Le resine bioderivate sostituiscono le formulazioni petroliere e riducono l'impronta carbonica associata alla produzione degli arredi. Sul ponte e nei vani abitabili si nota una resa visiva che conserva calore e naturalezza, mentre i punti soggetti a stress strutturale beneficiano del rinforzo dato dal basalto.
Esporre il prototipo ha un doppio scopo: dimostrare che la transizione verso materiali alternativi è percorribile anche in produzione artigianale e raccogliere valutazioni pratiche su manutenzione, durabilità e integrazione con sistemi di bordo. I professionisti che osservano il modello possono così comparare finiture e soluzioni costruttive direttamente, senza passare attraverso rendering o schede tecniche.
La partecipazione a Genova arriva mentre il cantiere sta allargando la propria rete distributiva in Europa e ha già fatto il primo passo fuori dal continente con la presenza al Sanctuary Cove International Boat Show in Australia insieme al dealer Boatology. Quel debutto è stato concepito per testare la risposta di un mercato le cui stagionalità e richieste si differenziano nettamente dal Mediterraneo.
Lo stand a Genova mette in fila modelli che coprono scenari d'uso differenti: dalla giornata in rada alla crociera costiera. Tra i modelli esposti figurano, oltre al 13.5 Walkaround e al 9.50 Cabin green, Libeccio 7 Classic, Libeccio 7.50 WA, Libeccio 8.50 Classic Wheel, Libeccio 8.50 WA, Libeccio 8.50 Cabin, Libeccio 9.50 WA e Libeccio 11 Cabin. La gamma mostra come il cantiere tenti di mantenere una coerenza stilistica pur offrendo varianti progettuali tarate su esigenze diverse di navigazione.
Il filo che attraversa l'esposizione è il rapporto tra lavorazione artigiana e ricerca applicata. Le competenze della falegnameria si combinano con prove su materiali e processi per trasferire soluzioni dal laboratorio al banco di lavoro. Il risultato è una linea che conserva un'identità riconoscibile, fatta di attenzione al dettaglio e cura degli incastri, accanto a sperimentazioni che cercano di ridurre l'impatto ambientale degli allestimenti.
Lo spazio espositivo alla Banchina P, Stand 7, è allestito per favorire il confronto diretto: i visitatori possono salire sulle barche, togliere pannelli, osservare giunzioni e finiture. Tecnici e responsabili commerciali sono a disposizione per spiegare le scelte progettuali e per raccogliere osservazioni utili a ottimizzare la trasformazione del prototipo in prodotto di serie.
La presenza a Genova traduce in visibilità un piano che punta a consolidare i mercati attivi e a testarne di nuovi, mettendo al centro la capacità di trasformare la sperimentazione in produzione. Non è solo un lancio: è una raccolta di feedback diretti, necessari per calibrare le prossime uscite di produzione e per definire priorità industriali e commerciali.
Appuntamento alla Banchina P, Stand 7: il cantiere espone la propria visione tecnica e commerciale con un mix di imbarcazioni che raccontano il passato e le direttrici future della produzione. Visite e dimostrazioni sono previste per tutta la durata del Salone Nautico di Genova 2026.
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