Nave Italia: Work is Progress salpa da Molfetta verso Gallipoli
Quattordici giovani con disabilità a bordo del brigantino per cinque giorni di navigazione, laboratori e inclusione
Quattordici giovani con disabilità a bordo del brigantino per cinque giorni di navigazione, laboratori e inclusione
Dal 30 giugno al 4 luglio la campagna 2026 di Nave Italia ospita 14 giovani con disabilità del progetto Work is Progress: cinque giorni di vita di bordo, attività formative e ritorno con restituzioni sul territorio. A Molfetta tre giornate aperte al pubblico dal 27 al 29 giugno con visite, laboratori e un incontro pubblico dedicato al Metodo Nave Italia.
Quattordici giovani con disabilità saliranno a bordo di Nave Italia per una navigazione di cinque giorni lungo la rotta Molfetta – Gallipoli, prevista dal 30 giugno al 4 luglio. L'imbarco segue tre giornate di iniziative aperte al pubblico, in programma a Molfetta dal 27 al 29 giugno, durante le quali il brigantino ospiterà visite, laboratori e momenti di confronto con la cittadinanza.
Per chi osserva dalla banchina, il brigantino è prima di tutto un oggetto: linee di legno, vele ammainate, cime ordinate. Per i partecipanti è un luogo dove mettere alla prova piccole autonomie quotidiane. La rotta Molfetta–Gallipoli non è lunga, ma i cinque giorni a bordo sono pensati come un tempo concentrato per allenare abilità pratiche e relazioni fidate.
Per cinque giorni i partecipanti, accompagnati dagli educatori, condivideranno la vita di bordo con l'equipaggio della Marina Militare Italiana e lo staff della Fondazione Tender To Nave Italia ETS. Nelle giornate a bordo la routine alterna momenti operativi e spazi di confronto: sveglia, controlli e pulizie, turni ai lavori di coperta, sessioni di addestramento pratico su compiti semplici ma concreti.
Le attività quotidiane sono organizzate in turni, con ruoli chiari. Alcuni partecipanti si occupano della preparazione dei pasti insieme agli educatori; altri gestiscono la logistica degli zaini e degli spazi comuni; altri ancora partecipano a esercitazioni marinaresche sotto la guida dell'equipaggio. Il ritmo prevede pause e momenti di decompressione per rielaborare ciò che è stato fatto.
Il metodo di lavoro a bordo punta sulla responsabilità progressiva: compiti semplici all'inizio, più complessi man mano che il gruppo prende confidenza con la barca e con se stesso. Gli educatori accompagnano ciascuna persona nella pratica, trasformando un gesto quotidiano in occasione di apprendimento. Questo approccio facilita la fiducia, aiuta a sviluppare routine e produce tracce concrete che possono essere riprese a terra.
Il soggiorno a bordo è la fase centrale di un percorso più ampio che si sviluppa prima, durante e dopo la navigazione. Prima dell'imbarco sono previsti incontri di preparazione al gruppo, esercizi pratici e simulazioni per facilitare l'ingresso nella vita comunitaria della nave. Sul territorio sono stati avviati laboratori in cucina, agricoltura sociale, creatività e competenze digitali, pensati per legare l'esperienza di bordo a opportunità di orientamento al lavoro.
Al ritorno, le esperienze saranno rielaborate attraverso momenti di restituzione rivolti a famiglie, operatori e comunità locali: presentazioni, materiali pratici e laboratori che mostrano come le competenze acquisite possano tradursi in occasioni concrete sul territorio. La restituzione non è un atto simbolico; è il passaggio necessario per trasformare la settimana di mare in pratiche ripetute, reti di contatto e potenziali percorsi lavorativi.
Tra il 27 e il 29 giugno il brigantino sarà ormeggiato a Molfetta per iniziative aperte alla cittadinanza. Le attività, promosse in collaborazione con l'associazione di promozione sociale Il Popolo Granchio, includono laboratori dedicati a persone con disabilità, momenti esperienziali di navigazione e spazi di confronto per le realtà associative locali impegnate nell'inclusione sociale.
Domenica 28 giugno la nave sarà visitabile nelle fasce orarie 10.00–13.00 e 15.00–18.00. Lunedì 29 giugno, alle 19.00, l'Auditorium del Museo Diocesano di Molfetta ospiterà l'incontro pubblico “Conversazioni Nave Italia – Esperienze di inclusione a bordo”, dedicato al valore del Metodo Nave Italia e alle pratiche dei progetti presenti sul brigantino.
Il Metodo adottato a bordo si basa su una convivenza organizzata: ogni persona ha un ruolo, le attività si svolgono fianco a fianco e si privilegia l'esposizione a stimoli emotivi in una cornice sicura. Le relazioni che nascono tra compagni di cuccetta, tra chi distribuisce i turni e chi guida una manovra, sono spesso il nucleo che rende l'esperienza trasferibile una volta tornati a terra.

La campagna 2026 della Fondazione Tender To Nave Italia ETS proseguirà fino al 31 ottobre toccando 19 porti italiani. L'agenda della navigazione include circa 300 ragazzi e 100 accompagnatori per un totale superiore a 400 partecipanti, distribuiti su rotte che coprono l'intero perimetro nazionale.
Tra le tappe già programmate dopo la Molfetta–Gallipoli si segnalano la navigazione Gallipoli–Messina dal 7 all'11 luglio con un gruppo di persone con diabete mellito di tipo 1; la tratta Messina–Palermo dal 14 al 18 luglio con la partecipazione di ASL 1 Imperia; e la navigazione tra La Maddalena e La Spezia dal 4 all'8 agosto con i Giovani Diabetici di Novara. L'elenco prosegue con partnership consolidate e varietà di beneficiari che portano competenze e bisogni diversi a bordo.
La collaborazione con l'equipaggio della Marina Militare è elemento centrale della campagna: gli operatori militari partecipano alle attività quotidiane, assicurano i protocolli di sicurezza e trasmettono procedure operative che diventano parte della formazione pratica offerta ai gruppi.
Dal 2007, anno di fondazione della fondazione, fino alle edizioni più recenti, Nave Italia ha imbarcato 7.867 persone tra passeggeri speciali, operatori e volontari, realizzando 371 progetti. Questi numeri sono il risultato di azioni ripetute e di pratiche consolidate che usano il brigantino come laboratorio di lavoro sociale e riabilitativo.
La rete del progetto Work is Progress 3 è coordinata dalla Fondazione Don Giovanni Zanandrea e coinvolge cooperative e associazioni locali: Cooperativa Sociale Bangherang (capo progetto per Nave Italia), Cooperativa Città Verde, ANFFAS Coccinella Gialla, APS Oltretutto, Cooperativa Campi d’Arte e Fondazione Imoletta. Il lavoro congiunto di enti, servizi sanitari, famiglie e comunità è necessario per trasformare un'esperienza in opportunità concrete.
Operatori e educatori mettono l'accento sulla costruzione del gruppo, sulla quotidianità condivisa e sulla continuità dopo il ritorno: non è solo la settimana a bordo a fare la differenza, ma la capacità di trasformare gesti pratici in routine replicabili nel tempo, di mettere in rete offerte formative e di creare sbocchi lavorativi reali.
La partenza da Molfetta e le giornate aperte alla cittadinanza richiamano l'immagine iniziale del brigantino: prima ormeggiato e visitabile, poi in mare a svolgere la sua funzione educativa. Quattordici persone hanno già preso il mare, portando con sé competenze, aspettative e una rete di enti e comunità che le accompagnerà al ritorno.
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