Blue Economy: Acea e Assonautica siglano un protocollo per i porti
Intesa per efficienza energetica, gestione circolare dell'acqua e digitalizzazione delle marine italiane
Intesa per efficienza energetica, gestione circolare dell'acqua e digitalizzazione delle marine italiane
Acea, Assonautica Italiana e l'Osservatorio Nazionale per la Tutela del Mare hanno firmato il 21 luglio 2026 un Protocollo d'Intesa per promuovere la sostenibilità delle infrastrutture portuali e delle marine. L'accordo punta su gestione circolare dell'acqua, integrazione di energie rinnovabili, monitoraggio intelligente e intelligenza artificiale per rendere porti e marine resilienti, efficienti e orientati alla decarbonizzazione.
Blue Economy, gestione circolare dell'acqua e monitoraggio intelligente: il 21 luglio 2026 è stato firmato un Protocollo d'Intesa che mette al centro la transizione sostenibile delle infrastrutture portuali e delle marine italiane.
Il documento è stato sottoscritto da Acea, Assonautica Italiana e l'Osservatorio Nazionale per la Tutela del Mare. L'obiettivo dichiarato è combinare competenze tecniche, capacità di coordinamento istituzionale e pratiche operative per accompagnare porti e marine verso modelli gestionali più efficienti sotto il profilo idrico, energetico e ambientale.
Particolare rilievo viene attribuito alla tutela della risorsa idrica: il Protocollo promuove la gestione circolare dell'acqua, il riutilizzo delle acque trattate e la riduzione delle perdite. L'intento è aumentare l'autosufficienza idrica delle infrastrutture portuali, riducendo dipendenze esterne e rischi legati alla scarsità o alla contaminazione delle fonti.
L'accordo individua l'efficientamento energetico come leva strategica per la decarbonizzazione delle aree costiere. Si prevede l'integrazione di fonti rinnovabili, sistemi di gestione dei consumi basati su intelligenza dei dati e soluzioni per ottimizzare i carichi elettrici nelle banchine, nei rimessaggi e nei servizi delle marine.
La digitalizzazione e la valorizzazione dei dati sono al centro delle attività previste: sistemi di monitoraggio intelligente, sensoristica per la rete idrica e energetica, piattaforme analitiche e applicazioni di intelligenza artificiale saranno adottati per supportare decisioni operative, manutenzioni predittive e controllo ambientale delle aree portuali.
La collaborazione coinvolgerà Autorità di Sistema Portuale, porti turistici e operatori delle marine per favorire la diffusione di best practice e soluzioni replicabili. L'intesa mira a costruire modelli modulari e interoperabili, adatti sia a grandi porti sia a piccole marine costiere, per rendere gli interventi scalabili e sostenibili sul piano economico.
Nel testo del Protocollo è esplicita la volontà di migliorare la resilienza dei territori costieri: strategie per la gestione delle risorse naturali, piani per la riduzione dell'impatto climalterante e misure per la protezione degli habitat marini saranno integrate con progetti di sviluppo e pianificazione infrastrutturale.
Le attività previste comprendono anche la sperimentazione e l'adozione di tecnologie avanzate per il trattamento delle acque reflue, il controllo delle perdite nelle reti idriche dei porti e l'implementazione di sistemi di riciclo e riuso che possano ridurre il prelievo da risorse destinate ad altri usi civili e produttivi.
Sul fronte energetico, il Protocollo contempla interventi per ridurre i consumi e le emissioni, tra cui l'installazione di pannelli fotovoltaici, l'adozione di sistemi di accumulo elettrico e la gestione intelligente dei carichi per ottimizzare l'uso della rete elettrica locale e le connessioni alla rete nazionale.
La partnership prevede inoltre attività di formazione e aggiornamento rivolte agli operatori portuali e al personale delle marine. L'obiettivo è trasferire competenze su manutenzione predittiva, gestione digitale delle infrastrutture, tecniche di audit idrico-energetico e uso operativo degli strumenti di monitoraggio.
Le parti coinvolte sottolineano l'importanza di un approccio coordinato tra pubblico e privato: il Protocollo intende facilitare il dialogo con le istituzioni locali e le Autorità di Sistema Portuale per costruire interventi che combinino sostenibilità ambientale e fattibilità economica, riducendo i tempi di attuazione dei progetti.
La firma dà avvio a un insieme di azioni che saranno declinate in progetti pilota, percorsi di valutazione tecnico-economica e iniziative di diffusione delle soluzioni sviluppate. L'esito di queste sperimentazioni determinerà la replicabilità delle soluzioni su scala nazionale e la possibilità di attrarre finanziamenti dedicati alla transizione ecologica del sistema mare.
Un capitolo operativo del Protocollo è dedicato alla misurazione: saranno definiti indicatori di performance per il risparmio idrico, la diminuzione delle perdite, la riduzione delle emissioni e il miglioramento dell'efficienza energetica. Monitoraggio continuo e report periodici permetteranno di confrontare i risultati dei progetti pilota e di affinare gli interventi.
La sperimentazione tecnologica sarà affiancata da linee guida per l'interoperabilità dei sistemi: sensori, piattaforme dati e applicazioni dovranno dialogare tra loro per creare catene informative utili a manutenzioni predittive e gestione integrata delle infrastrutture. Questa scelta mira a evitare frammentazioni tecnologiche e a ridurre i costi di integrazione su scala territoriale.
Sul piano operativo, le risorse umane saranno coinvolte attraverso piani di formazione mirati: operatori tecnici, team di manutenzione, gestori dei servizi portuali riceveranno strumenti per interpretare i dati, intervenire su segnali di allarme e pianificare interventi di efficientamento con criteri di priorità economica e ambientale.
Parallelamente, il Protocollo indica la necessità di armonizzare la pianificazione urbana e portuale. Lavorare sulla relazione tra porto e città significa ridurre impatti ambientali, migliorare la qualità dei servizi e valorizzare spazi pubblici e produttivi lungo la linea di costa. Coordinamento e regole condivise saranno elementi operativi per integrare interventi di breve e medio periodo.
Tra le dimensioni pratiche di attuazione rientrano anche strumenti per favorire investimenti privati: meccanismi di compartecipazione e modelli di partenariato pubblico-privato saranno messi a punto per conciliare il ritorno economico con obiettivi di sostenibilità. L'approccio modulare delle soluzioni permette di calibrare gli interventi in base alle risorse disponibili e all'ampiezza dell'infrastruttura interessata.
La vicenda resta aperta sul piano operativo: ora le parti devono tradurre i principi del Protocollo in progetti concreti, definire tempistiche, indicatori di performance e modelli di governance che assicurino risultati misurabili in termini di risparmio idrico, riduzione delle emissioni e aumento dell'efficienza energetica. Le settimane successive alla firma saranno decisive per l'avvio dei primi cantieri sperimentali e per la pubblicazione dei primi piani di lavoro.
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