Cavalletti Navaltecnosud a Genova: fino a 100 t in mostra
Al Salone Nautico di Genova 2026 Navaltecnosud espone TAF, TAR2T e CV per cantieri, rimessaggi e refit
Al Salone Nautico di Genova 2026 Navaltecnosud espone TAF, TAR2T e CV per cantieri, rimessaggi e refit
Navaltecnosud porta al Salone Nautico di Genova 2026 una gamma di cavalletti e sistemi di sostegno per grandi barche a motore e mega yacht: TAF per versatilità fino a 100 t, TAR2T per lavori prolungati in carena con telescopi regolabili e CV con sfera a 360° per adattarsi alle inclinazioni dello scafo. Stand TL02, Padiglione B Superiore.
Quando uno yacht esce dall'acqua, sono i cavalletti a tenere insieme il programma di lavoro: produttività del cantiere, sicurezza degli operatori e integrità della carena dipendono da chi sostiene lo scafo. Navaltecnosud porta a Genova tre famiglie di supporti nate dall'esperienza accumulata in trent'anni di cantieristica, pensate per ridurre i tempi morti e limitare l'esposizione al rischio lungo tutte le fasi del refit.
Il Salone si svolge dall'1 al 6 ottobre 2026 e sarà l'occasione per mettere a confronto soluzioni tecniche e esigenze operative: l'obiettivo non è solo mostrare prodotti, ma far emergere come la scelta dei cavalletti influisce concretamente sui flussi di lavoro, sui lay-out dei piazzali e sulle procedure di accesso alle carene durante gli interventi.

La gamma proposta guarda ai cantieri, ai rimessaggi, ai porti a secco e agli operatori del refit: attrezzature pensate per la movimentazione, il sostegno statico e le operazioni sotto carena di lungo periodo. Portate e regolazioni sono tarate sulle imbarcazioni più pesanti e sulle geometrie moderne degli scafi, con l'intento di limitare le complessità in piazzale e aumentare la prevedibilità delle operazioni.
Al centro dello stand si trovano tre soluzioni differenti per scopo e impiego. Non sono semplici varianti dello stesso concetto: ognuna risponde a una necessità operativa precisa, pur mantenendo elementi comuni per la standardizzazione degli strumenti di cantiere.
TAF: progettato per la versatilità, il TAF copre dislocamenti differenti e ruoli diversi in piazzale. Lavora come invaso laterale per grandi motoryacht e, su imbarcazioni a vela, assolve anche al puntellamento di prua e poppa. È disponibile in versioni da 30, 50 e 100 tonnellate, scelta che permette di ridurre il numero di modelli necessari in un parco macchine efficiente e di uniformare le procedure operative durante le fasi di alaggio e rimessaggio.
TAR2T: il cavalletto per chiglia con telescopi e viti di regolazione è pensato per i lavori che richiedono molte riposizioni del supporto: trattamenti antiosmosi, lamatura, carenature e riparazioni profonde. Il meccanismo telescopico accorcia i tempi di regolazione e assicura controllo durante ogni spostamento, aspetto utile quando l'accesso alla superficie da lavorare deve essere ripetuto più volte. Le versioni indicate—40/40, 60/60 e 100/100 tonnellate—garantiscono portate costanti e facilmente integrabili nelle verifiche statiche del cantiere.
CV: pensato per l'appoggio sui pattini di poppa, il CV monta un cappello con sfera che permette oscillazione a 360°. Questa libertà di movimento è un vantaggio pratico quando la carena presenta inclinazioni non uniformi: la sfera distribuisce il carico e riduce i punti di sollecitazione locali. Nelle taglie maggiori il CV è utilizzabile anche come puntello di prua e poppa per barche a vela; le taglie menzionate sono 30 e 50 tonnellate.
L'adozione di cavalletti adeguati modifica i ritmi del lavoro in piazzale. Supporti che si regolano rapidamente e portate certificate riducono i tempi morti, concentrando più ore uomo su interventi a valore aggiunto e diminuendo le ore esposte al rischio durante le operazioni sotto carena.
Nel concreto, i tre gruppi offrono benefici diversi che si sommano fra loro: il CV smorza i picchi di sollecitazione puntuale grazie al cappello sferico; il TAR2T rende ripetibili e più rapide le sequenze di riposizionamento; il TAF permette di limitare il numero di attrezzature necessarie per gestire imbarcazioni con pesi variabili. L'effetto combinato è una maggiore efficienza del piazzale e una programmazione delle attività meno soggetta a imprevisti.
Questi vantaggi non interessano solo i grandi cantieri strutturati. Anche gli operatori di rimessaggio che lavorano per stagioni o le società che caricano yacht su navi per trasferimenti internazionali trovano valore in sistemi che trasferiscono carichi in modo ripetibile e verificabile: meno operazioni ad alto rischio, più procedure tracciabili e una gestione delle portate più semplice da documentare.
Al Salone sarà disponibile il team tecnico per discutere configurazioni personalizzate, effettuare calcoli di portata e suggerire adattamenti per specifiche imbarcazioni. Si tratta di un'opportunità pratica per tradurre necessità operative in soluzioni inseribili nel piano di manutenzione e nella scaletta delle operazioni in cantiere.
Lo stand è al Padiglione B Superiore, Stand TL02, dal 1 al 6 ottobre 2026. Qui i campioni della gamma saranno allineati per consentire prove visive e confronti diretti fra modelli e taglie, mentre lo staff potrà illustrare accessori, altezze disponibili e possibili configurazioni per movimentazioni e stazionamento prolungato.
Alla fine della visita resta qualcosa di tangibile: il metallo freddo dei cavalletti, la ruvidità delle superfici di appoggio e il suono secco della chiave che regola una vite telescopica. Sono dettagli sensoriali che raccontano la cura con cui un cantiere tratta la carena e la sicurezza degli operatori — elementi pratici che fanno la differenza sulle attività quotidiane in piazzale.
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