Federagenti Giovani: Bongiovanni presidente fino al 2028
Il ravennate Filippo Bongiovanni guiderà per altri due anni il Gruppo Giovani della federazione degli agenti marittimi, affiancato da un consiglio di dieci membri e quattro vicepresidenti
Il ravennate Filippo Bongiovanni guiderà per altri due anni il Gruppo Giovani della federazione degli agenti marittimi, affiancato da un consiglio di dieci membri e quattro vicepresidenti
Dieci consiglieri, quattro vicepresidenti, un presidente che resta al suo posto. Il Gruppo Giovani di Federagenti ha rinnovato il proprio Consiglio Direttivo e ha riconfermato alla presidenza Filippo Bongiovanni, agente marittimo ravennate, per il prossimo biennio. L'ufficialità è arrivata da Roma il 28 ottobre 2026.
La riconferma segna una linea di continuità, ma il dato che colpisce è la proporzione della squadra: su dieci membri, quattro sono vicepresidenti. Quasi un consigliere su due ha una responsabilità di vertice. La base decisionale si allarga e il lavoro si divide tra più persone, invece di concentrarsi attorno al solo presidente.
Il nuovo organo, in carica per i prossimi due anni, è composto da questi nomi:
Tre donne su dieci componenti, una delle quali, Giulia Di Levrano, nel gruppo dei vicepresidenti. Gli altri tre vice sono Andrea Farinaceo, Gabriele La Rosa e Michele Morana. Il presidente resta lo stesso; la squadra che lo circonda definisce il perimetro del secondo mandato.
Restano senza la carica di vicepresidente Salvatore Bona, Amleto Greco, Mario Loriga, Viviana Prencipe e Beatrice Tei: cinque consiglieri, che con il presidente completano la squadra. Gli altri quattro affiancano Bongiovanni nel ruolo di vice.
Il Gruppo Giovani opera dentro la federazione come spazio di rappresentanza per le nuove generazioni di agenti e mediatori marittimi. Ci arriva chi è entrato da pochi anni nella professione, spesso in aziende di famiglia o in agenzie con una lunga storia alle spalle, e si confronta con colleghi di altri porti portando alla federazione i temi che riguardano il futuro del mestiere.
Un mandato biennale è un orizzonte breve. Due anni bastano per impostare un programma, ma lasciano poco margine per correggerlo. La riconferma permette a Bongiovanni di non ripartire da zero e di proseguire un lavoro già avviato, con un consiglio strutturato fin dal primo giorno.
Federagenti è la Federazione Nazionale degli Agenti Raccomandatari Marittimi e Mediatori Marittimi. Raccoglie due figure professionali distinte, entrambe centrali nel funzionamento dei porti italiani, ma raramente visibili a chi guarda la banchina dall'esterno.
L'agente raccomandatario marittimo rappresenta l'armatore nello scalo. Quando una nave arriva in porto, è lui a coordinare tutto ciò che serve perché la sosta si svolga nei tempi previsti: le formalità con l'autorità marittima, le pratiche doganali e sanitarie, i servizi tecnico-nautici di pilotaggio, rimorchio e ormeggio, i rapporti con terminalisti, spedizionieri e fornitori di bordo. Ogni ora di ritardo ha un costo preciso per chi gestisce la nave, e l'agente lavora proprio su quel margine.
Il mediatore marittimo si muove invece sul piano commerciale. Mette in contatto domanda e offerta nel noleggio delle navi e nella loro compravendita, negozia condizioni e contratti, segue l'andamento dei noli. Un lavoro che richiede conoscenza dei mercati internazionali e una rete di relazioni costruita nel tempo.
Le due professioni condividono lo stesso mondo, il trasporto marittimo, ma lavorano su fronti diversi: l'agente segue la nave quando entra in porto, il mediatore interviene prima, quando si tratta di trovare la nave giusta per un carico o l'acquirente giusto per uno scafo.
Per entrambe le professioni il ricambio generazionale non è una questione astratta. Molte agenzie italiane sono imprese familiari, passate di padre in figlio nel corso di decenni. Chi oggi ha trenta o quarant'anni eredita un patrimonio di relazioni e di competenze, ma opera in un mercato cambiato: digitalizzazione delle procedure portuali, concentrazione delle grandi compagnie di navigazione, nuove regole ambientali che incidono sulle rotte e sulle soste.
Il Gruppo Giovani nasce per dare voce a questa generazione dentro la federazione. È anche un canale di formazione e di scambio tra porti diversi, dove le esperienze maturate a Genova, Napoli, Trieste o Cagliari possono incrociarsi senza la mediazione delle singole aziende.
Per i giovani agenti il confronto tra porti è un modo per non restare isolati dentro la propria agenzia. Un agente di Ravenna e uno di Cagliari lavorano su banchine molto diverse, ma si trovano davanti le stesse procedure portuali, le stesse regole ambientali, gli stessi cambiamenti nelle compagnie di navigazione.
Bongiovanni porta alla presidenza la prospettiva di uno scalo con caratteristiche proprie. Il porto di Ravenna è un porto canale, sviluppato lungo il Candiano, e rappresenta uno dei principali nodi dell'Adriatico per le merci alla rinfusa. Da qui passano tra l'altro le materie prime destinate al distretto ceramico emiliano, oltre ai traffici legati all'agroalimentare e all'energia.
Un porto così vive di logistica fine: navi che risalgono un canale, soste coordinate con i terminal, merci che proseguono verso l'entroterra su gomma e su ferro. Qui il lavoro dell'agente marittimo si vede in ogni passaggio, dalla programmazione dell'arrivo fino alla partenza.
Per un agente che lavora a Ravenna, seguire una nave sul Candiano significa tenere insieme tempi di navigazione in canale, disponibilità di banchina e uscita delle merci verso l'entroterra. È un mestiere di coordinamento, e la presidenza di un gruppo associativo ne ha più di un tratto in comune.
Con un ravennate al vertice del Gruppo Giovani, il baricentro della rappresentanza giovanile si sposta anche verso l'Adriatico. Nella geografia portuale italiana, spesso raccontata attraverso i grandi scali tirrenici e i porti di transhipment del Sud, è uno sguardo in più. Il peso dell'Adriatico nei traffici di rinfuse, con le materie prime per il distretto ceramico e l'agroalimentare, trova così un interprete diretto dentro la federazione.
Il secondo mandato di Filippo Bongiovanni si chiuderà nel 2028, dopo due anni di lavoro con un consiglio già definito. Accanto a lui siedono nove consiglieri; quattro di loro hanno già la delega di vicepresidente.
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