Azimut Grande 44M: Special Jury Award agli Innovation Route di Cannes
Lo yacht da 44 metri conquista la giuria per l'architettura in carbonio, l'efficienza ibrida e soluzioni di bordo orientate alle emissioni ridotte
Lo yacht da 44 metri conquista la giuria per l'architettura in carbonio, l'efficienza ibrida e soluzioni di bordo orientate alle emissioni ridotte
Grande 44M di Azimut ha ricevuto lo Special Jury Award agli Innovation Route Awards del Cannes Yachting Festival 2026 per l'integrazione di soluzioni tecniche e progettuali orientate all'efficienza: architettura a quattro ponti in carbonio, carena Dual Mode, foil Hull Vane® in carbonio, pannelli solari da 30 m² e un sistema Mild Hybrid con battery room fino a 230 kWh. Riduzione delle emissioni di CO₂ fino al 30% rispetto agli yacht della stessa taglia.
Azimut Grande 44M ha vinto lo Special Jury Award nella sezione Innovation Route del Cannes Yachting Festival 2026. È il riconoscimento a un progetto che unisce più scelte tecniche per abbassare consumi ed emissioni, senza rinunciare ai volumi e al comfort tipico della fascia dei 44 metri.
All'apparenza è un paradosso: più ponti e più servizi, ma anche meno impatto operativo. La spiegazione sta nelle scelte strutturali e nell'integrazione dei sistemi, che ripensano la relazione tra massa, superficie esposta e gestione dell'energia a bordo.
La novità più visibile del Grande 44M è l'uso esteso del carbonio nella sovrastruttura, che rende possibile un'architettura a quattro ponti senza aumentare il dislocamento in modo penalizzante. Alleggerire la parte alta della barca libera volumi che possono essere destinati a spazi vivibili, e permette di riservare l'intero Upper Deck all'armatore: una soluzione che normalmente richiede yacht di dimensioni maggiori.
La poppa è stata riprogettata intorno a un Mezzanine Deck che include una Sea View Terrace e una See‑Through Pool. Il beach club così concepito diventa una prosecuzione del mare, con connessioni visive e pratiche tra gli ambienti interni e la banchina di poppa. In crociera questo design modifica la fruizione degli spazi: le attività di bordo, dalla pausa al bagno all'aperitivo, si svolgono con una continuità che prima richiedeva compromessi di scala.
Dal punto di vista idrodinamico il progetto abbina una carena Dual Mode al foil Hull Vane® in carbonio. La combinazione è pensata per ottimizzare il comportamento su diverse velocità e per contenere la richiesta energetica durante la navigazione: la Dual Mode adatta il suo profilo operativo, l'Hull Vane® riduce la resistenza e attenua il beccheggio, con benefici sia sul comfort sia sui consumi.
Il dato operativo riportato come risultato è una riduzione delle emissioni di CO₂ fino al 30% rispetto a yacht di pari dimensione. Questo si traduce in minori consumi di carburante e in una navigazione più silenziosa e prevedibile; aspetti che incidono direttamente sulle spese di esercizio e sulla percezione del comfort a bordo, soprattutto in condizioni di mare non perfette.
Dal punto di vista manutentivo, materiali come il carbonio richiedono attenzioni diverse rispetto alle tradizionali strutture in acciaio o alluminio: se da un lato migliorano l'efficienza dinamica e la distribuzione dei pesi, dall'altro impongono una pianificazione specifica degli interventi e dei relativi costi nel lungo periodo. Nel complesso, però, il bilancio operativo che emerge dal progetto è orientato alla riduzione della domanda energetica complessiva.
La gestione dell'energia è il capitolo che completa il disegno ingegneristico. Il Grande 44M monta 30 m² di pannelli solari per sostenere l'hotel load e un sistema Mild Hybrid supportato da una battery room con capacità fino a 230 kWh. La combinazione è pensata per coprire carichi di bordo, assorbire energia rigenerativa e ridurre l'uso continuativo dei generatori.
Questo assetto consente soste in rada più lunghe in modalità silenziosa e a emissioni locali nulle: ormeggio notturno, sosta diurna in baie formano un nuovo orizzonte di uso, dove l'energia disponibile impatta direttamente su privacy acustica e godimento degli esterni. L'architettura elettrica è inoltre dimensionata per gestire picchi di carico e per coordinare produzione, accumulo e consumo in modo fluido.

Nel registro delle abitudini, il Mild Hybrid non resta una specifica tecnica fine a se stessa: diventa fattore che rimodula attività quotidiane come la navigazione a bassa velocità, l'impiego degli stabilizzatori in rada e la durata delle sessioni a motore spento. Per un armatore la differenza si misura nella frequenza di avvio dei gruppi elettrogeni e nella qualità delle soste, elementi che incidono sia sull'esperienza sia sui costi operativi.
Il progetto mette insieme materiali compositi, idrodinamica curata, fotovoltaico e soluzioni ibride. La giuria ha valutato questa integrazione come un esempio di sistema: non singole novità isolate, ma scelte che si sostengono a vicenda. L'alleggerimento della sovrastruttura permette volumi significativi; la carena e il foil riducono la domanda energetica; l'elettronica e la battery room gestiscono l'energia prodotta e accumulata.
La cifra numerica della battery room — 230 kWh — diventa un elemento concreto per misurare l'effettiva capacità di sostenere servizi a bordo durante soste prolungate. È un dettaglio tecnico che assume valore pratico: indica quanta potenza è disponibile senza ricorrere ai generatori e quanto a lungo i sistemi di bordo possono restare autonomi.
Altri particolari progettuali, come la See‑Through Pool o la scelta di dedicare interamente l'Upper Deck all'armatore, non sono semplici vezzi estetici. Inseriti nel quadro dell'uso del carbonio e della gestione energetica, funzionano come leve per migliorare la fruizione degli spazi e per mantenere il livello di servizio atteso su uno yacht di questa classe.
Il premio ottenuto a Cannes sposta l'attenzione sul tema della transizione tecnologica nei grandi yacht: la sfida è integrare soluzioni che riducano l'impatto operativo senza alterare l'esperienza di chi vive l'imbarcazione. In questa prospettiva, la battery room da 230 kWh non è un numero isolato ma la misura tangibile di una scelta progettuale che mette in fila materiali, idrodinamica ed elettrico per ottenere risultati misurabili in crociera e in rada.
Chi osserva il progetto non troverà solo un elenco di tecnologie, ma un disegno che coordina i dettagli tecnici in funzione dell'uso reale: la capacità di accumulo è l'ultimo dettaglio che, rilett o in chiave finale, conferisce senso all'intero progetto. È la prova misurabile di quanto le scelte ingegneristiche possano cambiare la gestione quotidiana di uno yacht di grandi dimensioni.
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