Rally della Laguna 2026: 4Monkeys trionfa al XVII Rally
Il Fat 26 di Giampietro Sforza vince una prova di navigazione con quattro prove tra Chioggia e Venezia Certosa
Il Fat 26 di Giampietro Sforza vince una prova di navigazione con quattro prove tra Chioggia e Venezia Certosa
Il Fat 26 4Monkeys di Giampietro Sforza ha vinto il XVII Rally della Laguna 2026, manifestazione valida per il XVIII Trofeo «Il Briccolone». Ventuno imbarcazioni sono partite da Porto San Felice a Chioggia, la flotta ha raggiunto Venezia Certosa Marina e ha disputato quattro prove tra andata e ritorno. La classifica vede sul podio Mite (Cristian Marcon) e M’enfin (Vittorio Cognolato). Il punteggio combinato con il Rally della Laguna Sud del 29 agosto deciderà il vincitore assoluto del Trofeo.
Rally della Laguna 2026: la tensione è rimasta alta fino all'ultima boa. Primo assoluto il Fat 26 4Monkeys di Giampietro Sforza, che ha raccolto i tempi migliori su quattro prove cronometrate distribuite tra andata e ritorno, con sosta intermedia a Venezia Certosa Marina.
La flotta è partita da Porto San Felice a Chioggia e ha navigato su rotte disegnate ad arte per sfruttare la morfologia della laguna: passaggi stretti, canali che cambiano portanza e punti dove la corrente imprime accelerazioni improvvise. Il caldo ha definito il ritmo, ma non ha intaccato la determinazione degli equipaggi, costretti a trovare compromessi tra velocità pura e gestione della pressione sulle vele.
Organizzato da Assonautica con il supporto della Lega Navale Italiana – Sezione di Padova e di Vento di Venezia, il rally ha alternato tratti a carattere turistico a sezioni cronometrate: partenze in linea, boe temporanee a segnare i passaggi obbligati, e tratti a bassa profondità dove la conoscenza del fondale si è tradotta in vantaggi pratici. L'assetto, la scelta dei passaggi e le regolazioni fini sono diventati decisivi fin dalle prime bordate.
La prima giornata ha mandato in luce le barche scattanti in bolina e quelle con equipaggi rapidi nei cambi di vela. Le due prove d'andata hanno messo in evidenza la capacità di scegliere la traiettoria giusta nei canali più angusti, mentre l'arrivo alla Certosa ha offerto la possibilità di interventi tecnici rapidi: controlli alle drizze, piccoli ritocchi alle angolazioni di scotta e verifica degli strumenti di bordo per massimizzare la consistenza nei passaggi successivi.
La domenica la flotta è ripartita per il ritorno verso Chioggia, affrontando altre due prove che hanno scavato le distanze nella classifica generale. 4Monkeys ha fatto valere una prua stabile e una gestione della potenza sul boma che ha limitato le perdite nelle uscite dalle onde residue e nelle raffiche locali: decisioni di assetto precise, prese dall'equipaggio con metodo, hanno trasformato piccoli vantaggi tattici in secondi guadagnati sul cronometro.
Al secondo posto si è piazzata Mite di Cristian Marcon, costante nelle andature di bolina e performante nelle portanti; terza la monotipo M’enfin di Vittorio Cognolato, che ha capitalizzato su partenze efficaci e gestione degli spazi in mezzo alla flotta. La classifica riflette una combinazione di progetto, assetto e tattica, con differenze spesso misurate in decine di secondi su ogni prova.
1. 4 Monkeys – Sforza Giampietro

2. Mite – Marcon Cristian
3. M’enfin – Vittorio Cognolato
Completano la classifica imbarcazioni di diversa stazza: dallo sloop corto alle unità a bulbo più lunghe. Tra i piazzamenti è emerso un dettaglio tecnico ricorrente: nelle aree lagunari la manovrabilità e il rapporto peso-potenza spesso pesano più della velocità teorica di punta. Le barche di misura media si sono mosse con agio dove la precisione della manovra ha sovrastato la pura accelerazione.
Il tracciato ha messo alla prova punti critici: colli di bottiglia nei canali, variazioni brusche della profondità e correnti che alternavano spinta e rallentamento anche in brevi tratti. In queste sezioni il carico a bordo e l'abilità dell'equipaggio nel leggere la corrente hanno inciso direttamente sui tempi. L'interpretazione del campo di regata, più che l'affidamento esclusivo alla potenza, ha fatto la differenza.

Dal punto di vista della gestione logistica, la formula in due giornate con sosta tecnica alla Certosa ha funzionato: ha consentito un controllo puntuale delle fasi di regata, ridotto i tempi morti e dato modo agli equipaggi di riorganizzare ruoli e priorità. Gli intervalli tra le prove sono stati sfruttati per interventi mirati, prove di cambio vela e briefing rapidi per adeguare la strategia al vento effettivo.
La somma dei punteggi con il 10° Rally della Laguna Sud del 29 agosto definirà il vincitore assoluto del Trofeo «Il Briccolone», con premiazione fissata per il 25 settembre. Questo meccanismo obbliga i team a pianificare la presenza, la manutenzione e la rotazione degli uomini chiave in vista della seconda tappa: continuità e capacità di adattamento alle diverse morfologie della laguna saranno parametri decisivi.
Per gli armatori la sfida è diventata pratica quotidiana: gestione delle vele, distribuzione dei pesi, scelta dei passaggi tra le boe e lettura delle raffiche locali sono aspetti che segnano il confine tra successo e rimpianto. Il ritorno a Chioggia ha messo in luce l'importanza delle virate in sequenza e della capacità di restare nella scia degli avversari senza compromettere l'assetto complessivo.

Un aspetto tecnico emerso con insistenza nei debrief finali riguarda la calibrazione delle angolazioni di scotta in uscita di virata: un intervento di pochi gradi che ha trasformato il comportamento delle barche nelle accelerazioni successive, diventando un elemento su cui gli avversari concentreranno il lavoro in vista della tappa sud.
La regata ha implicato anche una macchina organizzativa attenta alle esigenze di sicurezza e navigabilità: segnali di percorso precisi, assistenza sui punti critici e coordinamento tra comitato di regata e staff a terra hanno garantito lo svolgimento fluido delle prove, contenendo i tempi morti e mantenendo il focus agonistico.
Classifica completa (1–20) disponibile agli archivi dell'organizzazione: dalla top ten alle posizioni finali, le differenze di tempo sono rimaste contenute, segnale di un confronto serrato che ha lasciato poco spazio per recuperi dopo errori tattici.
A Chioggia il sorriso è per 4Monkeys, ma la stagione non si chiude qui. Un dettaglio tecnico, già citato nei briefing — la regolazione delle angolazioni di scotta in uscita di virata — assume ora una nuova valenza: sarà il banco di prova su cui gli avversari misureranno le proprie contromosse nella tappa sud.
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