Profumo di Legno 2026: Moretto vince a Ravenna
Due prove con brezza estiva incoronano il prototipo del 1977 disegnato da Germán Frers; testa a testa con Ciao Pais decide la classifica generale
Due prove con brezza estiva incoronano il prototipo del 1977 disegnato da Germán Frers; testa a testa con Ciao Pais decide la classifica generale
A Marina di Ravenna Moretto, prototipo del 1977 di Sofia Gardini progettato da Germán Frers, ha vinto l'edizione 2026 di Profumo di Legno dopo due prove disputate con brezza estiva. Secondo classificato Ciao Pais (1944) di Massimo Fonda; al terzo posto il Passatore Liggera (1973). L'evento, dedicato alle barche in legno, ha registrato numerose iscrizioni e ha messo in luce sia i progetti one-off sia le imbarcazioni di piccola serie tipiche dell'Adriatico.
Profumo di Legno 2026 si è deciso in appena due prove: un 1° e un 2° posto per Moretto sono bastati a consegnare la vittoria assoluta al prototipo del 1977 armato da Sofia Gardini.
La giornata del 7 luglio al Marina di Ravenna ha offerto condizioni ideali per mettere alla prova barche dalle linee classiche. La brezza estiva, costante ma con raffiche variabili, ha trasformato ciascuna boa in un piccolo campo di battaglia tattico: partenza, scelta della rotta, gestione delle transizioni di vento. Non è stata una festa di nostalgia, ma una contesa viva tra scafi che portano con sé costruzioni e soluzioni progettuali diverse, alcune nate per gare di un altro tempo, altre dalla sperimentazione di cantieri artigianali.
Moretto è un prototipo firmato Germán Frers per Raul Gardini e varato nel 1977; appartiene alla famiglia dei Moro di Venezia. In regata ha mostrato un equilibrio netto tra velocità e controllo: l'equipaggio ha saputo prendere il ritmo fin dalla prima bolina e trasformare la velatura in vantaggio soprattutto nelle fasi di poppa e nelle brevi planate che caratterizzavano i bordi più aperti.
La vittoria nel raggruppamento IOR e il risultato nei calcoli ORC testimoniano come il progetto, pur datato, sia stato preparato con attenzione ai parametri moderni di rating. In acqua Moretto è parsa solida: buona stabilità longitudinale, reattività al timone e un equilibrio di carico che ha limitato gli sbattimenti in virata. Le partenze non sono state sempre perfette, ma la capacità di leggere le raffiche e di scegliere il lato giusto della linea di partenza ha pagato. A terra, l'equipaggio ha curato rande e assetto, un dettaglio che sulle piccole onde dell'Adriatico si trasforma rapidamente in secondi guadagnati o persi.
Ciao Pais, sloop bermudiano del 1944 armato da Massimo Fonda, si è fermato a un punto da Moretto. La classifica ravvicinata narra più di una singola regata: è il racconto di barche pensate con filosofie diverse che, una volta in acqua, si misurano con lo stesso vento e le stesse scelte umane. Ciao Pais ha legittimato il valore delle sue forme più arrotondate nelle brezze leggere-moderate, dove la gestione del peso a bordo e la prontezza nelle virate contano quanto la pura velocità di punta.
Al terzo posto il Passatore Liggera (1973) di Gaetano Pellizzaro. Completano la top five il 3/4 Ton Settima Strega (1980) di Guido Crotti e Naif, prototipo del 1973 di Ivan Gardini, disegnato da Dick Carter. Questi piazzamenti raccontano di scelte tecniche e di manutenzione: piccoli aggiustamenti su deriva e chiglia, oppure la distribuzione dei pesi, hanno fatto la differenza in prove così stringate. Non è stata la classifica a sorprendere quanto piuttosto la continuità con cui equipaggi diversi hanno mantenuto ritmi elevati per l'intera giornata.

Tra le altre imbarcazioni degne di nota si segnalano Strale di Enzo Bruni, progetto di Enzo Belardi del 1967, e il 3/4 Tonner Leonella Celeste (1979) di Vincenzo Bonaguri. La flotta dei Passatore ha dato spettacolo con duelli ravvicinati alle boe, scenari che hanno divertito gli spettatori in banchina e tenuto gli equipaggi in tensione tra strategia e risposte immediate delle imbarcazioni.
Profumo di Legno ha puntato anche su eventi a terra: esposizioni delle imbarcazioni, dimostrazioni di cantiere e incontri con maestri d'ascia e tecnici. Le barche in legno sono più di oggetti: sono pezzi di un mestiere che intreccia sapere manuale e scelte tecniche precise. La manifestazione ha messo in scena quel rapporto tra progetto e cura continua che permette a scafi di decenni di reggere il confronto con imbarcazioni costruite con criteri diversi.
A Marina di Ravenna si è respirata un'atmosfera in cui la competizione sportiva convive con la conservazione: appassionati e professionisti hanno scambiato idee su refit, su come intervenire su chiglie e profili di deriva, su quale sia la miglior strategia per distribuire i pesi a bordo senza tradire l'estetica originale dello scafo. Le conversazioni tra armatori e maestri d'ascia, spesso al limite tra consigli pratici e racconti di mare, hanno restituito uno spaccato di comunità pratica e artigianale.

Dal punto di vista tecnico, le due prove hanno fornito indicazioni utili: scafi ben tenuti e con assetti aggiornati reggono il confronto; la manutenzione strutturale resta il fattore discriminante. I dati raccolti in regata offrono spunti per programmi di refit mirati, per interventi su bulbo, profili e distribuzione dei pesi che migliorano la risposta idrodinamica senza alterare il carattere originale dell'imbarcazione.
La manifestazione ha avuto il sostegno del brand Tiger di Auto Sica, partner che ha voluto legare il proprio nome a un evento che combina cultura nautica e tradizione cantieristica. Sostenitori e volontari hanno lavorato perché il programma tecnico si svolgesse nei tempi previsti e perché la presenza in banchina restituisse al pubblico il senso delle barche in legno come patrimonio vivente.
Profumo di Legno 2026 lascia indicazioni concrete: l'ipotesi di aprire il campo gara a scafi storici internazionali, il rafforzamento della rete dei cantieri locali e la programmazione di corsi tecnici per giovani maestri d'ascia sono passi già sul tavolo organizzativo. Il prossimo appuntamento sarà un test per trasformare l'interesse mostrato quest'anno in programmi strutturati di tutela e sviluppo della tradizione nautica dell'Adriatico.
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