Interlaghi Classico 2026: Seline batte Bau Bau
Sul ramo lecchese del Lario il 5.50 Metri in vetroresina del 2001 respinge l'assalto del 6 Metri in legno varato da Baglietto nel 1938 e tiene lo Scandia Silver Salmon Trophy
Sul ramo lecchese del Lario il 5.50 Metri in vetroresina del 2001 respinge l'assalto del 6 Metri in legno varato da Baglietto nel 1938 e tiene lo Scandia Silver Salmon Trophy
Due scafi, sessantatré anni di distanza tra un varo e l'altro, un trofeo d'argento in palio. Sul ramo lecchese del Lago di Como, alla Interlaghi Classico di sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026, il 6 Metri S.I. Bau Bau, legno del 1938, ha provato a strappare al 5.50 Metri S.I. Seline, vetroresina del 2001, lo Scandia Silver Salmon Trophy conquistato un anno prima. Non ci è riuscito.
La sfida tra Classi Metriche si è corsa dentro la 52esima Interlaghi Classico – Trofeo Kong, regata che ha portato in acqua 46 imbarcazioni tra Mandello, Lierna e il lungolago di Lecco. Terza edizione per il trofeo ideato da Luca Gusmeroli, amministratore delegato della COAM Industrie Alimentari di Morbegno, e prima volta nel contesto dell'Interlaghi, dopo le edizioni disputate all'interno del Trofeo Serbelloni a Pescallo-Bellagio.
Il confronto si è giocato in tempo compensato con certificato di stazza ORC: l'unico modo per mettere sulla stessa linea due barche nate da regole diverse, a decenni di distanza. Seline aveva il ruolo di Defender. Bau Bau quello di Challenger.
Bau Bau (I-58) è uscito dal Cantiere Baglietto di Varazze nel 1938 su progetto del finlandese Gustaf Estlander. Dal 2022 appartiene a Gusmeroli, che lo ha portato in regata con il guidone del Circolo Velico Pescallo. A bordo, oltre all'armatore al timone, Francesco Pedrini alla randa, Riccardo Rebuffi a prua, Enzo Greco Manuli alla tattica e due tailer legati dallo stesso cognome: Ignazio e Valerio Fiume, padre e figlio.
Seline (GER-42) è un'altra storia. Costruito dal cantiere svizzero Wilke su disegno di Christoph Wilke, ha base a Tremezzo e regata per il Circolo Velico Bellano. Lo conducono i fratelli Sebastiano e Paolo Brenni, italiani di origine svizzera, rispettivamente a prua e al timone, con Arancia Malaspina al centro barca: 27 anni e diversi titoli vinti in questa classe.
Il nome della barca ha radici familiari. I Brenni navigano sui 5.50 dal 1994, ma la memoria risale più indietro, alla Seline del nonno, una Star dei Cantieri Costaguta del 1942 su cui uscivano da bambini.

«Nonostante il progetto sia classico, la Classe 5.50 si è evoluta nei materiali e nelle forme, pur mantenendo inalterata la formula di stazza», spiegano i due fratelli.
In acqua, tre prove su percorsi a bastone con vento fino a circa 11 nodi. Seline ha chiuso davanti e ha tenuto il trofeo: una scultura in bronzo, argento e marmo nero di Varenna firmata dall'artista Abele Vadacca. Per la barca dei Brenni è arrivato anche il secondo posto nel raggruppamento ORC, alle spalle del Platu 25 Kong Bambino Viziato, vincitore assoluto della 52esima Interlaghi.
Sull'altra barca il risultato pesa meno del modo in cui ci si arriva. «Poco importa essere superati in regata dalle barche più moderne», dice Rebuffi. «A bordo di Bau Bau le manovre sono più complesse, ma si vive una vela esaltante». Valerio Fiume ha 18 anni e lo dice senza giri di parole: navigare su uno scafo d'epoca è formativo.
In entrambe le classi il nome non indica la lunghezza. È il risultato di una formula matematica che combina lunghezza, larghezza, superficie velica e peso. Un 6 Metri misura intorno agli 11 metri; un 5.50 circa 9.

Il 6 Metri S.I. nasce a Londra nel 1907 ed entra ai Giochi Olimpici l'anno dopo, nella stessa città. Resterà olimpico per otto edizioni, fino a Helsinki 1952. Tre le regole di stazza che si sono succedute: la prima del 1907, la seconda completata nel 1923, la terza del 1933. La classe è servita da banco di prova per i 12 Metri S.I., protagonisti dell'America's Cup tra il 1958 e il 1987. Nei campionati la flotta si divide in Classic, varate prima del 1965, e Modern, costruite con tecnologie recenti nel rispetto della formula originale.
Il 5.50 Metri S.I. è più giovane: nasce a Londra il 28 ottobre 1949 secondo le regole dell'International Yacht Racing Union, oggi ISAF. È stato classe olimpica cinque volte, da Helsinki 1952 a Città del Messico 1968. Nel tempo sono stati costruiti circa 800 scafi, prima in legno, poi in vetroresina. La formula consente di regatare in tempo reale, senza compensi. Le barche si dividono in tre categorie:
La classe italiana è presieduta dall'editore milanese Guido Tommasi, armatore di Manuela V (ITA-36), varata nel 1961.

L'organizzazione della regata è stata curata dalla Lega Navale Italiana di Mandello del Lario, presieduta da Richard Martini, con la Società Canottieri Lecco di Michele Peccati e lo Yacht Club Domaso-Circolo Velico del Lario diretto da Enea Beretta. Nelle altre classi si sono imposti:
Le candidature per l'Interlaghi 2027 sono già aperte. Il prossimo anno saranno invitate anche le barche della Classe Dragone, il monotipo nato in Norvegia nel 1929. Alla premiazione il consigliere regionale lecchese Giacomo Zamperini ha dichiarato che si lavora per ottenere il patrocinio della Regione Lombardia e i relativi contributi. Gusmeroli, dal canto suo, punta a una flotta metrica più numerosa.
Un dettaglio lega le due barche. Fu a bordo di un 6 Metri, Cora IV del 1925, che un secolo fa, alle regate internazionali di Genova, lo skipper professionista Raimondo Panario sperimentò per la prima volta il Genoa Jib, la vela di prua che oggi porta il nome della città. Sul Lario, sessantatré anni separavano i due scafi in gara. Sulle prue di entrambi, issata a ogni bolina, c'era la stessa invenzione.
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