Blue Garden Riva Cup: quasi 100 equipaggi a Riva
La decima edizione della manifestazione della Fraglia Vela Riva schiera RS300, RS600, Korsar, 505 e Dyas in un formato 'fuori/dentro' pensato per regate serrate su un unico campo
La decima edizione della manifestazione della Fraglia Vela Riva schiera RS300, RS600, Korsar, 505 e Dyas in un formato 'fuori/dentro' pensato per regate serrate su un unico campo
Quasi cento equipaggi partecipano alla decima Blue Garden Riva Cup organizzata dalla Fraglia Vela Riva: cinque classi in gara, predominio di Korsar e 505, unica area di regata 'fuori/dentro', otto prove previste e gestione tecnica affidata a un team collaudato.
Una fila di derive e scafi a chiglia serrata lungo la banchina: le sartie che luccicano al primo sole, gli spray baggati e le sacche di zavorra sistemate a portata di mano. Questa è la scena che accoglie la decima edizione della Blue Garden Riva Cup, che porta a Riva del Garda quasi cento equipaggi per tre giorni di regate fitte e concentrate tra bolina, lasco e poppa.
Il circolo è già in fermento: cassoni con attrezzi, tende per i briefing e il via vai dei meccanici che controllano timonerie e scassa. Tra i carrelli e le vele tese si percepisce l’abitudine di chi gareggia spesso sul Garda, e l’attenzione di chi arriva da fuori: molti equipaggi provengono dalla Germania e si posizionano con cura sulle banchine in vista della prima partenza.
La manifestazione attira cinque classi distinte: i singoli RS300 e RS600, i doppi Korsar e 505 e il Dyas, barca a chiglia per tre componenti. I Korsar e i 505 costituiscono la fetta più ampia della flotta, con sessantasei equipaggi complessivi tra le due classi, mentre le derive singole alimentano il resto della presenza in acqua.
Questa composizione genera un mix di stili di conduzione: dalle regolazioni rapidissime delle derive leggere ai settaggi più ponderati degli scafi a chiglia. Significa anche che il Comitato di Regata deve calibrare partenze e rotazioni pensando a tempi di manovra diversi e a spazi di recupero spesso limitati.
Il campo unico 'fuori/dentro' concentra tutte le flotte su uno stesso specchio d’acqua. La scelta tecnica è chiara: ottimizzare i tempi e mantenere sotto controllo logistica e sicurezza. Sono previste otto prove per ciascuna classe, con un massimo di tre regate giornaliere, un ritmo pensato per non affaticare e per sfruttare le finestre di vento favorevole sul Garda.
Dal punto di vista operativo il campo unico comporta un lavoro serrato sul timing: segnali d’avviso ravvicinati, recuperi rapidi e voglia di non sprecare tempo in spostamenti. Per gli ufficiali significa tenere insieme discipline di partenza precise e una gestione delle penalità che non generi contenziosi, soprattutto quando flotte diverse si fronteggiano sullo stesso rettangolo d’acqua.
La direzione tecnica porta il nome di Fausto Maroni, figura di riferimento per la Fraglia Vela Riva, mentre la gestione del Comitato di Regata è curata da Paolo Alquati, Principal Race Officer dell’evento. Accanto a loro operano gli ufficiali di regata: Nicola Piccinini, Gianfranco Busana, Federica Fanizza, Paolo Ceschini e Mara Gabusi.
Il lavoro di questi ufficiali non si limita a dare il via: comprende il monitoraggio delle condizioni in tempo reale, il coordinamento dei mezzi in acqua e l’applicazione del regolamento con rapidità. In un campo unico come questo ogni decisione ha impatti immediati su più flotte, e perciò la familiarità con procedure standard e la capacità di prendere decisioni rapide sono essenziali.
La finestra meteorologica presenta una certa variabilità: le prime giornate potrebbero offrire condizioni più instabili, mentre l’ultimo giorno appare più favorevole per il vento. Per il Comitato questo significa vigilare sul programma e adattarlo alle evoluzioni del bollettino, senza però stravolgerne la struttura prevista dal Bando di Regata.
Per gli equipaggi le scelte tattiche sono concrete: selezione delle vele in funzione del range di vento, gestione della zavorra e chiarezza nella comunicazione a bordo, specie tra i doppi e sui Dyas a tre componenti. Sulle derive RS la lettura delle micro-variabili locali—i salti di vento e i rinforzi vicino alla sponda—fa la differenza tra una boa presa con margine e una posizione compromessa.
La terrazza del circolo rimane il fulcro dell’attività a terra: briefing, controlli iscrizioni e la cerimonia di premiazione prevista nel pomeriggio di sabato. Le flotte concentrate sulla banchina principale formano una scenografia riconoscibile: rimessaggio a secco organizzato per classi, aree designate per il varo e punti dove si svolgono i controlli tecnici.
La premiazione sulla terrazza sarà il momento in cui si intrecceranno sorrisi stanchi e strette di mano, dialoghi in più lingue e il confronto diretto tra equipaggi e organizzatori, dopo tre giornate di gare serrate e decisioni tattiche sul campo.
La decima edizione della Blue Garden Riva Cup mette alla prova la capacità organizzativa del circolo e la preparazione delle flotte: numeri importanti, classi diverse e un campo unico che sollecita rigore da parte degli ufficiali e senso tattico dai timonieri. Le prossime ore diranno quante delle otto prove previste entreranno in classifica; intanto il Garda resta teatro di confronto per chi cerca condizioni vere, manovre rapide e regate combattute.
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