Blue Garden Riva Cup 2026: quasi 100 iscritti
A Riva del Garda quasi cento regatanti, vittorie britanniche nei 505 e fermento per le classi minori
A Riva del Garda quasi cento regatanti, vittorie britanniche nei 505 e fermento per le classi minori
La Blue Garden Riva Cup 2026 ha visto un'impennata di partecipanti, passando da poco più di 60 a quasi 100 iscritti. Condizioni meteorologiche variabili hanno complicato la regia delle prove; vittoria nei 505 per il britannico Paul Bortherton e successi in altre classi per equipaggi tedeschi e britannici. Il Parco Commerciale Blue Garden ha supportato l'evento con servizi logistici rilevanti.
Alla Blue Garden Riva Cup 2026 c'era qualcosa in gioco oltre ai trofei: un banco di prova per l'organizzazione locale e la capacità del Garda di attirare flotta internazionale. Quasi cento atleti hanno compilato l'elenco iscritti, trasformando un raduno che fino all'anno scorso sembrava di nicchia in un appuntamento con partecipazione europea.
La crescita delle entry list ha messo subito sotto pressione il lavoro a terra e il coordinamento in mare. Giovedì una colonna temporalesca ha messo in allerta l'organizzazione; il giorno successivo invece il vento ha latitato, costringendo gli Ufficiali di Regata a ripensare sequenze di partenza e finestre utili per le prove. Quei momenti hanno segnato la differenza tra un programma rispettato e uno da adattare in corsa.
Il confronto numerico è netto: dalle poco più di sessanta presenze del 2025 ai quasi cento iscritti del 2026. Sulle banchine si sono viste derive e monotipi delle classi Korsar, Dyas, 505, RS300 e RS600. Per l'organizzazione la sfida è stata duplice: garantire spazi per le barche e mantenere ritmi di svolgimento delle prove sensati. Il risultato è stata una manifestazione in cui tradizione locale e partecipazione internazionale si sono incrociate, con voglia di confrontarsi e poche concessioni alla routine.
La regia tecnica è passata dagli Ufficiali di Regata, coordinati da Paolo Alquati, e dal team in acqua della Fraglia Vela Riva. Le scelte legate all'apertura e alla chiusura delle prove sono state prese con rapidità, grazie anche alle indicazioni puntuali di Fausto Maroni sull'ingresso e sulle variazioni della brezza. Quando il vento si è fatto incostante, la squadra ha saputo sfruttare le finestre utili, muovendo campi di regata e anticipando partenze per non sprecare opportunità.
La collaborazione tra officina tecnica e equipaggi è stata evidente: comunicazioni rapide, riassetti alle boe e decisioni prese sul campo per contenere i ritardi e rispettare le categorie, anche con flotte numerose e classi che richiedono procedure diverse.

Nei 505 la partecipazione è stata la più folta, con oltre quaranta equipaggi al via. Ha vinto il britannico Paul Bortherton, con il connazionale Michael Sims secondo a sei punti e l'americano Mike Holt a seguire. La sequenza delle prove ha messo in evidenza costanza e gestione delle onde corte, elementi che hanno fatto la differenza nella classifica finale.
I Dyas hanno offerto il confronto più serrato: il podio si è deciso per soli tre punti. Primo il tedesco Jens Olbrisch, poi Arndt Fingerhut e Eckard Meyer. Le prove hanno mostrato una tattica aggressiva a bordo e rapidi aggiustamenti di regolazione dell'armo, utili per cambiare velocità in brezza variabile.
Tra i Korsar la lista era dominata da equipaggi tedeschi: Dirk Braun ha vinto davanti a Denis Tratschel e Stephan Artl. Nelle classi leggere britanniche, nei RS300 e nei RS600 si sono imposti rispettivamente Richard Hanby e Jamie Mawson. I nomi sul podio, tra cui David Acres, Peter Mackin, George Smith e Will Russell, raccontano di regate spesso decise da poche manovre e da scelte tattiche rapide.
L'evento ha acceso il centro città e le attività limitrofe in un periodo dell'anno che normalmente registra flussi più contenuti. Alberghi, ristorazione e servizi hanno beneficiato della presenza di regatanti e accompagnatori: pernottamenti extra, pranzi e un indotto distribuito su più giorni. Più che un impatto istantaneo, si è vista la capacità di distribuire domanda su esercizi e servizi che in bassa stagione faticano a mantenere ritmi costanti.
La presidente della Fraglia Vela Riva, Chiara Carloni, ha evidenziato il valore di avere in banchina classi poco diffuse in Italia ma seguite all'estero, mentre la direttrice del Parco Commerciale Blue Garden, Giorgia Bagagli, ha richiamato l'attenzione sulla sinergia tra evento sportivo e servizi commerciali, utile a consolidare una presenza stabile di pubblico.
Il Parco Commerciale Blue Garden, gestito da Studio Conte s.r.l., ha fornito un supporto concreto: parcheggio gratuito, colonnine di ricarica per veicoli elettrici e una food court che si è rivelata punto di riferimento per equipaggi e pubblico. L'offerta ha alleggerito la pressione sulle infrastrutture locali e ha reso più agevole la permanenza anche per chi arrivava da lontano, un elemento non secondario in un evento con così tante imbarcazioni.
Il confronto tra attese e realtà è emerso nelle scelte organizzative: l'evento atteso come una gara locale si è trasformato in una prova con campo internazionale, capace di testare procedure e catene di supporto logistico. La velocità nelle decisioni e la qualità dei servizi offerti hanno permesso di mantenere un livello competitivo accettabile anche nelle giornate più difficili dal punto di vista meteorologico.
Guardando oltre questa edizione, restano indicazioni operative precise: migliorare il monitoraggio meteorologico, rafforzare i canali di comunicazione con gli equipaggi e consolidare accordi con partner logistici. Sul piano tecnico, i risultati di Riva inseriranno riferimenti utili per le stagioni successive e per il calendario internazionale delle classi coinvolte.
Classifiche dettagliate, risultati di giornata e i calendari futuri saranno pubblicati dagli organizzatori. Nel frattempo questa edizione lascia una traccia concreta: un salto di scala nelle partecipazioni e una prova sul campo per procedure che dovranno essere affinate ma che hanno già dimostrato una buona tenuta operativa.
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