America’s Cup Sardegna: talenti Youth e Women all’assalto
La Preliminary Regatta di Sardegna segna una svolta in acqua: Women & Youth gareggiano a parità di ruolo con i senior, aprendo una pagina inedita della regata più longeva al mondo.
La Preliminary Regatta di Sardegna segna una svolta in acqua: Women & Youth gareggiano a parità di ruolo con i senior, aprendo una pagina inedita della regata più longeva al mondo.
La Louis Vuitton 38th America’s Cup Preliminary Regatta in Sardegna mette in scena tre formazioni 50/50 (Women & Youth) accanto alle squadre senior. ETNZ, GB1 e Luna Rossa lavorano su line-up complesse e dinamiche competitive, con una cornice di pubblico pronto a scoprire nuove stelle della vela foiling e del prototipo AC75. L’evento si svolge tra la Baia degli Angeli di Cagliari e promette una regata ricca di tensione tecnica e cambio di rotta, sfidando equilibri consolidati.
America’s Cup Sardegna è pronta a offrire una pagina inedita della storia: la Baia degli Angeli guarda al prossimo capitolo del nostro sport, con la Preliminary Regatta che potrebbe ridefinire i rapporti di potere tra senior e giovani promesse. L’evento, inserito nel calendario di una stagione già molto attesa, è l’occasione per una nuova generazione di Women & Youth di confrontarsi con i campioni in carica, in una finestra temporale ridotta che rende tutto particolarmente intenso.
Per la prima volta, tre formazioni 50/50 salgono in parità accanto alle forze principali, testando nuove dinamiche, rotte e identità di team. In questa cornice, Emirates Team New Zealand, GB1 e Luna Rossa si sfidano non solo tra loro, ma con una staffetta di giovani promesse che hanno già dimostrato velocità sui loro AC40 e AC75. L’obiettivo è chiaro: misurare sin da subito l’efficacia di un modello di regata che unisce esperienza e freschezza.
Emirates Team New Zealand lavora sull’AC40 a Auckland, concentrando l’attenzione sull’evoluzione della nuova configurazione dell’AC75, battezzata Taihoro. Il timoniere di riferimento resta la coppia Outteridge e Menzies, una combinazione che fornisce stabilità e lucidità in condizioni competitive. Accanto a loro, nomi come Jake Pye e Jo Aleh emergono come potenziali timonieri o co-timonieri per la componente Women & Youth, offrendo leadership tecnica e una lettura di regata molto affinata. Jo Aleh, in particolare, è una figura di riferimento riconosciuta nel panorama foiling e potrebbe contribuire con metodo e disciplina a una squadra che cerca marce elevate fin dai primi segnali di partenza.

Nel versante GB1 la spina dorsale rimane Dylan Fletcher e Ben Cornish, pilastri della formazione senior, ma la competizione interna a Cagliari si è fatta serrata con Athena Pathway guidata da Hannah Mills. In questa dinamica, l’attenzione si concentra su Ryan Littlechild, campione internazionale della classe Moth, considerato da alcune voci interne una possibile guida per una delle due barche Women & Youth. GB1 potrebbe vedere Mills-Littlechild come una coppia di timoniere o un assetto alternato con una seconda figura di rilievo come Ellie Aldridge, presente tra i nomi di rilievo del roster e pronta a incidere fin dall’esordio.

Tra Luna Rossa, la rotazione dei timonieri è stata una costante: Burling e Tita restano la coppia di riferimento della barca principale, ma Gradoni, giovane Campione Youth America’s Cup, e Margherita Porro, vincitrice della Women’s America’s Cup, costituiscono la linea avanzata per affrontare i nomi veterani con una combinazione di freschezza e controllo tecnico. L’obiettivo è una leadership in grado di incidere fin dalla prima partenza, in un contesto che privilegia la gestione delle vele, le manovre di foil e la lettura del campo di regata in condizioni di mare variabile.
Oltre alle tre formazioni principali, La Roche-Posay e Tudor Team Alinghi si preparano a presentare line-up che bilanciano esperienze consolidate e novità. Tra i nomi di rilievo circolanti ci sono Quentin Delapierre per La Roche-Posay e Diego Botín, con una rosa dinamica pronta a mutare in corsa in base alle esigenze di regata. La possibilità di cambiare una componente durante la competizione, prevista dal regolamento, aggiunge un livello di complessità che potrebbe ribaltare una giornata già ricca di contenuti tecnica and tattici.

Guardando alle tre squadre principali, emergono schemi che potrebbero diventare sostanza a Sardegna. Emirates Team New Zealand punta su Outteridge e Menzies come perni della barca senior, con la possibilità di inserire giovani come Jake Pye e Jo Aleh in ruoli chiave sia come timoniere che co-timoniere per la formazione Women & Youth. L’idea è mettere insieme esperienza e talento emergente per bilanciare velocità pura e gestione delle manovre in foil.
GB1 resta una macchina ben oliata. Fletcher e Cornish restano i pilastri; Mills guida la Athena Pathway e, se l’accoppiata Mills-Littlechild dovesse funzionare, potrebbe offrire una delle combinazioni più interessanti del lotto, capace di rispondere a tattiche diverse e a condizioni mutevoli in acqua. L’inserimento di Ellie Aldridge tra le figure di spicco amplia ulteriormente lo spettro di scelte per la regata.
Luna Rossa, oltre al già annunciato duo Burling-Tita, lavora sull’equilibrio tra esperienza e giovani promesse. Gradoni e Porro potrebbero essere la leva per spezzare la lettura degli avversari fin dalle prime pattuglie di partenza. Si profila una regata molto tattica, in cui la leadership a bordo e la gestione delle dinamiche di gruppo saranno determinanti per contenere o esaltare le potenzialità del foil e delle manovre di pubblico dominio.
Il quadro tecnico si fonda sull’uso parallelo di AC40 per l’allenamento e sulle potenzialità delle barche maggiori in campo. Taihoro, la rinnovata versione dell’AC75 di ETNZ, rappresenta l’elemento centrale della ricerca tecnica, con Ray Davies e Sam Meech al timone delle soluzioni per la gestione di vento e onde in regata. Kevin Shoebridge coordina l’organizzazione operativa, insistendo sull’equilibrio tra esperienza consolidata e talento emergente. In parallelo, Luna Rossa esplora l’assetto delle due barche del team, con una particolare attenzione alle dinamiche di crew e ai riflessi del cambiamento di ruoli.
Una caratteristica chiave della regata in Sardegna è la possibilità di cambiare una componente della barca durante la competizione, prevista dal regolamento. Questo elemento introduce una dimensione di adattamento tattico che può incidere sull’esito di incontri estremamente tecnici, dove la gestione delle vele, delle derive e del foil dipende dall’immediatezza delle letture di mare. L’annuncio delle line-up finali è atteso entro mezzogiorno del primo giorno di regata.
Con la partenza alle porte, la regata di Sardegna promette di scrivere una pagina significativa della storia recente dell’America’s Cup. Le nuove leve, guidate da Gradoni e Porro, hanno l’occasione di dimostrare una capacità di corsa e di intesa che, se confermata, potrebbe riaccendere il dibattito su chi potrà proseguire la sfida per la prossima stagione dell’AC75 e sugli eventi di Napoli. La scena resta guidata dai Defender compatrioti, ma l’attenzione è centrata sulle stelle emergenti che in mare aperto hanno davanti a sé una prova non solo di velocità, ma di coesione e timing tra equipaggi.
Il pubblico assisterà a un primo bagaglio di segnali concreti nelle prime prove: chi saprà combinare velocità, controllo e gestione delle dinamiche di regata, potrà guadagnare un vantaggio significativo. Le prime quattro o cinque uscite forniranno indizi preziosi su chi potrà dominare l’oceano di Sardegna e aprire una finestra verso la stagione successiva. Quale formazione mostrerà la chiave per guidare una nuova era della regata? Il primo incrocio di regata dirà molto sui margini di innovazione e sull’efficacia della linea 50/50 in un contesto così competitivo.
Il cammino verso Napoli e oltre resta aperto, ma la domanda non è solo chi vince: è anche quale filosofia di squadra, quale sinergia tra leadership e talento giovanile, riuscirà a segnare il passo in un format che mette la velocità, la tecnica e la gestione del team al centro dell’azione in acqua.
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