Luna Rossa: trionfo a Cagliari nella Road to Naples
Burling e Tita guidano Luna Rossa alla vittoria in Sardegna, ma il Women & Youth team perde la finale per una squalifica tecnica
Burling e Tita guidano Luna Rossa alla vittoria in Sardegna, ma il Women & Youth team perde la finale per una squalifica tecnica
A Cagliari Luna Rossa conquista la preliminare della Louis Vuitton 38ª America’s Cup con 33 secondi di vantaggio su Emirates Team New Zealand. La giornata unisce esultanza e amarezza: il team senior sfrutta un OCS avversario a 52 secondi dalla partenza, mentre il Women & Youth, protagonista nelle prove, viene squalificato per una partenza anticipata legata a malfunzionamenti nei display. La Road to Naples riparte da qui, con indicazioni precise su elettronica e assetti in vista delle prossime tappe.
Una vittoria che profuma di festa e rimane segnata da un’amarezza inattesa: la tappa di Cagliari della Road to Naples si porta dietro entrambe le sensazioni, in un mix che spinge a guardare oltre il risultato numerico. Luna Rossa esulta e riconosce la sconfitta vissuta da una squadra giovane che aveva dominato le prove. La contraddizione resta impressa nella giornata.
La ragione dell’amarezza è tecnica e precisa: condizioni ideali nel Golfo degli Angeli, vento regolare tra i 10 e i 14 nodi, cielo terso, mare ordinato. In quelle ore non erano gli elementi a complicare la vita degli equipaggi, ma la gestione degli strumenti di bordo e la capacità di mantenere sangue freddo quando ogni frazione di secondo conta.
La mattina si apre con linee di vento stabili, perfette per gli AC40. I team dedicano le ore di riscaldamento al settaggio dei foil e alla verifica dell’elettronica. Sul campo si avverte una pressione maggiore del solito: la presenza numerosa di spettatori in acqua e le barche intorno al campo creano un ambiente che premia chi parte preciso e resta concentrato fino all’ultima virata.

La finale senior è stata un duello tra due compagini abituate a misurare ogni rischio: Luna Rossa contro Emirates Team New Zealand. Tutto si è giocato in avvio. A 52 secondi dal via un intervento di Nathan Outteridge apre il varco centrale sulla linea, consentendo a Luna Rossa una partenza pulita. I kiwi cercano lo spigolo sinistro, ma una lettura sbagliata del timing costa loro un OCS. Il dover arretrare di 75 metri fa scattare la rincorsa in salita.
Da quel momento la gara prende il profilo della gestione: Luna Rossa controlla la boa e stringe il ritmo, mentre gli avversari devono ricostruire una trama che il tempo ormai ha accorciato. La tattica in acqua si mischia alla capacità di tenere l’assetto e i foil al punto giusto: pochi errori e decisioni nette valgono più di una singola manovra spettacolare.

All’arrivo il distacco segna 33 secondi. Non è solo un numero: è la somma di scelte, correzioni e controllo dell’assetto per l’intera durata della prova. Gli applausi delle imbarcazioni in acqua accompagnano il taglio della linea; a bordo scattano sorrisi, abbracci e la rituale bottiglia di champagne. Sul palco salgono Peter Burling e Ruggero Tita, insieme all’allenatore Josh Junior e all’AD Max Sirena, che definisce la giornata «agrodolce» per il mix di successo e sfortuna vissuto in parallelo.

La parte più dolorosa della giornata riguarda il Women & Youth team. Dopo prove in cui si erano distinti, un malfunzionamento nei display time-on-distance ha portato a una partenza anticipata nelle gare decisive. Due OCS sanciscono la squalifica in momenti che sembravano invece di controllo. Non si tratta solo di un errore di linea: è la prova di quanto l’elettronica, oggi, determini il risultato tanto quanto la velocità in acqua.
Margherita Porro e Marco Gradoni raccolgono comunque il riconoscimento per il loro impegno: sul palco salgono assieme ai colleghi senior, trofeo in mano, per sottolineare che il lavoro di squadra non si misura con un solo verdetto. Il messaggio è chiaro: il livello è alto e serve attenzione maniacale su ogni display, ogni settaggio, ogni procedura di partenza.
La tappa di Cagliari segna l’apertura del percorso verso Napoli, dove la Road to Naples si fermerà dal 24 al 27 settembre 2026. Gli appunti raccolti qui sono concreti: gestione dell’elettronica, routine di partenza, capacità di risposta in condizioni di pubblico ravvicinato. Chi vuole sfruttare il calendario dovrà lavorare su questi punti con la stessa applicazione riservata ai foil e agli assetti.

La giornata si richiude richiamando la stessa immagine con cui era iniziata: Cagliari che urla vittoria e, a pochi passi, giovani atleti che imparano cosa significa competere ad alto livello. Qui non è solo questione di velocità: un display, un decimo di secondo, una virata ben eseguita possono capovolgere un podio. La Road to Naples riparte da questa lezione, e lascia aperta la domanda su chi saprà trasformare l’esperienza in vantaggio nelle tappe successive.
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