Maccaferri Futura: terzo alla Normandy Channel Race
Il Class40 di Luca Rosetti e Pierre Brasseur conquista il podio dopo 3 giorni e intenso duello in Manica e Mare Celtico
Il Class40 di Luca Rosetti e Pierre Brasseur conquista il podio dopo 3 giorni e intenso duello in Manica e Mare Celtico
Il Class40 Maccaferri Futura, con Luca Rosetti e Pierre Brasseur, chiude terzo la CIC Normandy Channel Race 2026 in 3 giorni, 3 ore, 1 minuto e 22 secondi. Decisive le ultime miglia con vento e correnti variabili; prossima regata la Round Ireland Yacht Race il 20 giugno da Wicklow, 704 miglia.
Fra qualche anno la cronaca della CIC Normandy Channel Race 2026 parlerà dell'ultimo tratto come di quel momento in cui tutto si è deciso. Oggi quel ricordo ha un nome: Maccaferri Futura, il Class40 di Luca Rosetti e Pierre Brasseur che ha agguantato il terzo gradino del podio dopo una prova combattuta tra Manica e Mare Celtico.
La barca ha tagliato la linea d'arrivo a Caen in 3 giorni, 3 ore, 1 minuto e 22 secondi. Tre giorni in cui vento forte e mare formato hanno obbligato l'equipaggio a scelte continue: cambiare vele, rivedere rotte, gestire stanchezza e attrezzature sotto stress. Il tempo cronometrato racconta il responso finale; la storia vera si è scritta nelle ultime miglia.
La fase conclusiva è stata una gara nella gara: dopo una lunga discesa di poppa, Maccaferri Futura ha dovuto affrontare l'ultima bolina con un vento che non si è mai stabilizzato. Rotazioni e cali d'intensità hanno trasformato ogni decisione in un bivio tattico. L'equipaggio ha scelto traiettorie meno appariscenti ma più stabili, risparmiando spinta su picchi di velocità per mantenere una velocità media affidabile sulle onde lunghe. Gestione degli assetti, tempismo nei cambi di vela e lettura delle correnti si sono rivelati determinanti: non sempre la più veloce in piano ha vinto, spesso ha fatto la differenza chi ha mantenuto continuità senza rischiare rupture di passo.
La regata ha alternato bolina serrata e tratti di poppa sostenuta. In queste fasi un Class40 mette in luce scelte progettuali e la qualità delle manovre di equipaggio. Rosetti e Brasseur hanno modulato raffinatezza e prudenza: meno compensazioni estreme, più correzioni frequenti. Con vele giuste e pronte a ogni rotazione, l'approccio è stato orientato a conservare la barca in equilibrio piuttosto che inseguire punte di velocità che sarebbero state troppo vulnerabili ai colpi di vento improvvisi.
Ne è derivato un ritmo di regata basato su micro-azioni: piccoli interventi alle sartie, regolazioni rapide di randa e fiocco, gestione dei surf sulle onde lunghe. La differenza fra perdere e guadagnare posizione si è giocata lì, su dettagli che emergono solo con il logbook pieno di ore e sotto la pressione del cronometro.
Il progetto di Maccaferri Futura poggia su scelte tecniche precise: scafo Class40 ottimizzato per equilibrio tra piano velico e controllo in mare formato, attrezzature essenziali per limitare pesi e punti di rottura. In prove così intense, la robustezza delle cime, l'efficienza dei winch e la qualità dei collegamenti diventano fattori tanto decisivi quanto la velocità pura sul bordo di poppa.
Questa triade di elementi ha consentito al team di affrontare notti complicate senza perdere continuità di avanzamento e limitando i fermi per riparazioni o aggiustamenti più invadenti.
Il terzo posto a Caen arriva dopo il piazzamento alla Spi Ouest‑France Banque Populaire Grand Ouest, e conferma una sequenza di risultati coerente nelle prove offshore del circuito Class40. Per Luca Rosetti, alla prima presenza alla manifestazione normanna, il podio ha valore doppio: non è solo una collocazione in classifica, ma il segnale che il progetto umano e tecnico funziona anche in condizioni complesse.
La gestione dell'equipaggio ridotto, la lettura delle rotazioni e la capacità di tenere la barca pulita hanno pagato in miglia guadagnate, evitando errori che in flotta si pagano subito in posizioni perdute.
Il calendario non lascia tempo: il team si prepara ora alla Round Ireland Yacht Race, in partenza il 20 giugno da Wicklow, 704 miglia intorno all'isola d'Irlanda. Sarà una prova diversa per durata, esposizione all'Atlantico e gestione delle correnti lungo le coste. Le competenze messe alla prova nella Channel Race — assetti pronti, manovre snelle, controllo dei carichi — saranno utili, ma la lunga distanza richiederà anche una lettura diversa di turni e logistica a bordo.
Vista la natura della prova, la solidità strutturale dimostrata a Caen è uno dei pochi metri immediati per prevedere performance su tratte più lunghe: non una garanzia, ma un indicatore operativo utile per pianificare strategie e interventi.
Nel quadro industriale, Officine Maccaferri mantiene attiva la sua presenza nello sport d'altura: l'azienda porta competenze ingegneristiche e una rete industriale che supporta la logistica tecnica delle campagne in mare, permettendo alla squadra di concentrarsi su tattica e resistenza operativa.
A pochi giorni dalla partenza per l'Irlanda resta dunque il dato concreto del podio a Caen e la certezza che, nelle regate offshore del circuito Class40, la continuità di rendimento paga più dei singoli exploit. Un confronto rapido: rispetto alle edizioni in cui i piazzamenti italiani erano rari, la presenza sul podio conferma una progressiva adattabilità della flotta nazionale alle dinamiche di regata offshore. E ora lo sguardo è già rivolto al prossimo banco di prova.
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