Psaros 33: quattro vittorie consecutive alla Barcolana
La Psaros 33 di MSC conquista il 1° posto di categoria alla 58ª Barcolana: squadra aziendale, regate internazionali e un programma velico attivo da quasi dieci anni
La Psaros 33 di MSC conquista il 1° posto di categoria alla 58ª Barcolana: squadra aziendale, regate internazionali e un programma velico attivo da quasi dieci anni
Il logo MSC sulla murata di una barca a vela è diventato un'immagine ricorrente alla 58ª Barcolana di Trieste: la Psaros 33 ha portato il marchio del gruppo crocieristico al primo posto nella categoria 4 e al 37° posto della classifica generale.
Usata dal team aziendale da quasi un decennio, la barca è parte integrante di un programma che mette la vela al centro di iniziative sportive, relazionali e promozionali. Costruita dal cantiere Psaros, fondato da Jean Psarofaghis, la Psaros 33 conserva le caratteristiche tecniche di un progetto pensato per il lago di Ginevra: 10 metri di scafo, randa di 48,6 metri quadrati e spinnaker da 140 metri quadrati. Un piano velico generoso per la lunghezza che impone manovre tecniche e sincronizzazione tra gli uomini d'equipaggio; elementi sui quali il team MSC ha lavorato con costanza, stagione dopo stagione.
La presenza del marchio sulle vele e sulla murata ha un valore pratico: visibilità durante la regata. Ma porta anche un messaggio strategico più ampio: la vela come strumento di relazione, formazione e comunicazione. MSC non si limita alla mera partecipazione; organizza regate dedicate a clienti e partner e sfrutta queste occasioni per consolidare rapporti e mettere alla prova la squadra, miscelando competizione e attività aziendale.
La Psaros 33 è nata per acque interne, ma ha dimostrato di reggere anche le sfide costiere. In regate come la Barcolana, dove cambiano vento e correnti, la richiesta tecnica sulla barca aumenta: settaggi della randa e dello spinnaker, gestione delle drizze, ottimizzazione dei passaggi di vela. L'equipaggio ha messo a frutto prove ripetute e sessioni di allenamento mirate, trasformando la natura del progetto originario in una piattaforma adattabile a regate internazionali.
Il successo nella categoria 4 alla Barcolana è il quarto consecutivo per la squadra MSC: vittorie nelle edizioni 2023, 2024, 2025 e ora 2026. Non è un colpo di fortuna isolato ma il risultato di una catena di pratiche — manutenzione, esercitazioni e ruoli definiti a bordo — che si consolidano con il tempo. La strategia messa in campo alterna figure esperte e membri dell'azienda, in un mix che tiene insieme performance e formazione.
Alla guida della Psaros 33 c'è lo skipper professionista Nicolas Groux. Accanto a lui hanno regatato dipendenti MSC nei ruoli tecnici: Angelo Pietrantonio (trimmer randa), Olmo Del Pozzo (trimmer vele), Thierry Lafosse (prodiere di supporto), Mattia Musumeci (trimmer vele), Damien Benard (addetto alle drizze) e Martin Thomle (prodiere). Questa composizione rispecchia una prassi consolidata: uno skipper che guida e coordina, dipendenti che apprendono e applicano procedure tecniche in condizioni di gara.
Per MSC la vela serve obiettivi multipli: posizione del brand, addestramento del personale e momento di relazione con clienti e partner. L'impiego regolare della Psaros 33 nelle manifestazioni internazionali e nelle uscite sul lago è parte di un programma strutturato che non si limita a una comparsata stagionale.
Dietro alle vele c'è anche un teatro di sinergie: promuovere navi progettate per ridurre l'impatto ambientale mentre si è visibili in eventi velici crea associazioni tra brand e sostenibilità. Portare il logo MSC su una deriva che compete in mare aperto è una scelta comunicativa che allinea prodotto e pratica sportiva, con ricadute su pubblico e stakeholder attenti a turismo, ambiente e sport.
La cura della barca richiede un programma di manutenzione e allenamento continuativi. Il settaggio della randa e dello spinnaker è calibrato sulle condizioni dell'Adriatico; le uscite pre-gara servono a rodare procedure e tempi di manovra; le prove d'equipaggio facilitano i cambi di vela e la gestione delle drizze. La ripetitività dei risultati racconta di una gestione puntuale di questi aspetti, non solo di talento in regata.
La presenza regolare a Trieste alimenta anche relazioni locali: porti, autorità marittime e comunità velica sono partner per logistica e presenza in banchina. Per un gruppo che opera globalmente, questi legami sul territorio facilitano operazioni complesse e aprono canali di dialogo con operatori e appassionati.
L'esperienza in regata è formativa per i dipendenti: chi assume ruoli tecnici impara a lavorare in condizioni di pressione, a coordinare comunicazione e leadership, ad applicare procedure con precisione. Sono competenze che trasferiscono valore al lavoro quotidiano in azienda, dove il lavoro di squadra e la gestione dello stress sono elementi di gestione operativa.
Il comandante Daniele Busetto ha fissato un momento pubblico per celebrare la vittoria: un brindisi programmato a Porto Santo Stefano il 15 ottobre, in occasione della presenza della nuova ammiraglia Explora I. La scelta del luogo e del calendario mette in relazione la flotta crocieristica e l'attività velica, rendendo palese il legame tra prodotto e pratica comunicativa.
Resta impressa l'immagine della murata affollata di vele, il segno del marchio e il vento che accompagna la regata: una sintesi visiva della partecipazione di una compagnia di crociera a un grande evento velico, pensata per essere visibile ma anche per costruire competenze e relazioni durature.
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