CL Yachts CLB65 SUV, 19,7 metri e niente flybridge
Il cantiere di Hong Kong toglie il ponte superiore alla piattaforma CLB65 e la riprogetta per l'armatore che conduce da sé: scafo infuso con rinforzi in carbonio, due diesel fino a 2.272 cavalli e 28 nodi registrati alle prove
Il CL Yachts CLB65 SUV, 19,7 metri senza flybridge, in navigazione: è il modello più sportivo mai prodotto dal cantiere di Hong Kong, spinto da due diesel oltre i mille cavalli ciascuno.
CL Yachts ha diffuso le prime immagini del CLB65 SUV, evoluzione da 19,7 metri della piattaforma CLB65 senza flybridge, con un ambiente di vita su un unico livello e una poppa flessibile. È pensato per l'owner-operator. Monta due Caterpillar C18 da 1.136 cv o due Volvo Penta D13 da 1.000 cv. Con i C18, a metà carico, ha toccato 28 nodi di punta e 21 di crociera. Lo scafo, sviluppato con Howard Apollonio e Gurit, è in composito infuso con rinforzi in carbonio. Debutto al Lantau Yacht Club Boat Show (6-8 novembre 2026) e all'Hong Kong International Boat Show (3-6 dicembre 2026).
Il 3 dicembre 2026, all'apertura dell'Hong Kong International Boat Show, il CL Yachts CLB65 SUV avrà già alle spalle un bel pezzo di strada. Le prove in mare si sono chiuse in estate. La presentazione privata in cantiere, riservata a clienti e broker, sarà già archiviata e, quattro settimane prima, la barca avrà fatto il suo debutto ufficiale al Lantau Yacht Club Boat Show – Festa Nautica. Al salone principale della città arriverà con i battesimi già fatti.
Per ora, a parlare sono le immagini. Il cantiere di Hong Kong ha diffuso le prime foto del nuovo modello: 19,7 metri di lunghezza, nessun flybridge, due diesel oltre i mille cavalli ciascuno. Per il marchio è lo yacht più sportivo mai prodotto. La sigla aggiunta al nome dice già molto sulla direzione presa: una piattaforma nota, la CLB65, ripensata per l'armatore che la barca vuole condurla da sé.
Senza flybridge: un solo livello, una poppa da riscrivere
Il cambiamento si vede subito nel profilo. Sul CLB65 di partenza il flybridge fa parte dell'architettura; sulla versione SUV non c'è più. Al suo posto, un ambiente di vita sviluppato su un unico livello e collegato a uno spazio di poppa che cambia funzione a seconda dell'uso.
Il nome rimanda all'auto, e non per caso. Su strada i SUV hanno spostato l'attenzione dalla berlina formale al veicolo polivalente; in acqua il cantiere rinuncia al ponte superiore, da sempre la terrazza panoramica dei motoryacht di questa taglia, per avere spazi continui e una barca più pratica da vivere. Meno scale. Percorsi più brevi da una zona all'altra. L'acqua più vicina.
La poppa, così, segue la giornata: una sosta in rada a mezzogiorno, il rientro in porto nel tardo pomeriggio. Più che un'area con una destinazione fissa, è un volume da configurare.
Chi governa senza equipaggio fisso misura la differenza nelle manovre quotidiane: l'ormeggio in un marina affollato, una cima da passare, gli ospiti da gestire mentre si è al comando. Ogni dislivello eliminato è un passaggio in meno, proprio nel momento in cui servirebbero due mani in più.
Il modello resta nella B-Series, la gamma con cui CL Yachts identifica comfort, prestazioni e qualità costruttiva. Il cantiere lo descrive in equilibrio tra linee senza tempo e funzionalità, con contenuti che, nelle intenzioni dichiarate, vanno oltre ciò che ci si aspetta da una barca di questa classe dimensionale.
Motori: Caterpillar C18 o Volvo Penta D13
Due opzioni, entrambe bimotore diesel. La prima è una coppia di Caterpillar C18 da 1.136 cavalli ciascuno, 2.272 in tutto. La seconda affida la spinta a due Volvo Penta D13 da 1.000 cavalli l'uno, per un totale di 2.000.
I dati delle prove in mare riguardano la versione Caterpillar. Con i C18 e la barca a metà carico, il CLB65 SUV ha toccato una velocità massima di 28 nodi, con un'andatura di crociera indicata a 21 nodi. Sulla versione Volvo Penta, nessun numero: il cantiere non ha diffuso dati di velocità.
Sette nodi tra crociera e punta. Su uno scafo di quasi venti metri è un margine utile per recuperare tempo in un trasferimento, oppure per tenere un passo sostenuto senza spremere i motori al massimo dei giri. Il mezzo carico, però, va tenuto a mente quando si legge il dato: con serbatoi pieni, ospiti e dotazioni a bordo il quadro cambia, come su qualsiasi barca veloce.
C'è poi un aspetto pratico. Poter scegliere tra due costruttori, con reti di assistenza diverse, pesa sulla manutenzione e sulla gestione della barca nelle zone in cui navigherà davvero. Non è un dettaglio da scheda tecnica: per chi tiene la barca lontano dal cantiere, avere un'officina autorizzata vicino all'ormeggio cambia la stagione.
Carbonio dove serve: lo scafo di Apollonio e Gurit
La parte meno visibile del progetto è quella che pesa di più sul risultato. In senso letterale. Lo scafo è stato sviluppato con l'architetto navale Howard Apollonio e con il team di ingegneria strutturale di Gurit, gruppo che lavora su materiali compositi e progettazione delle strutture.
La costruzione è in composito laminato per infusione di resina. Le fibre vengono stese a secco nello stampo, poi la resina viene richiamata sottovuoto attraverso gli strati di rinforzo. Il risultato è un rapporto tra fibra e resina più controllato rispetto alla stratificazione manuale, con meno materiale in eccesso. E meno resina superflua vuol dire anche meno peso a parità di resistenza.
Sopra questa base entra in gioco la fibra di carbonio, usata come rinforzo in punti precisi dello scafo con un obiettivo dichiarato: togliere peso. Non copre l'intera struttura. Va dove le sollecitazioni lo chiedono, così il materiale più costoso finisce nelle zone in cui il rapporto tra rigidità e peso conta davvero.
Con la coperta il legame è diretto. Eliminare il flybridge vuol dire togliere massa in alto; alleggerire lo scafo vuol dire chiedere meno potenza per la stessa velocità. Due decisioni prese in punti diversi della barca che spingono nella stessa direzione. Ed è anche per questo che il cantiere può definirlo il suo yacht più sportivo.
Finite le prove estive, la barca è già arrivata a Hong Kong. Il calendario di presentazione prevede tre appuntamenti:
una premiere privata in cantiere, riservata a clienti e broker selezionati;
il debutto ufficiale al Lantau Yacht Club Boat Show – Festa Nautica, dal 6 all'8 novembre 2026;
l'esposizione all'Hong Kong International Boat Show, dal 3 al 6 dicembre 2026.
Tutto il lancio si gioca in casa: due saloni nella stessa città, a meno di un mese l'uno dall'altro. Il primo pubblico a cui il CLB65 SUV si rivolge è quello del mercato in cui il cantiere ha la sua base. Prima di qualsiasi altra piazza, sarà Hong Kong a giudicare la barca.
Su prezzi e tempi di consegna il comunicato non dice nulla. Sulla scheda, per ora, restano quattro voci: C18, 1.136 cavalli, metà carico, 28 nodi.
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