Majesty 120: nuovo lancio dal cantiere emiratino
Il modello rinnovato consolida la gamma Majesty con sei cabine, sistemi avanzati e dettagli costruttivi interamente made in UAE
Il modello rinnovato consolida la gamma Majesty con sei cabine, sistemi avanzati e dettagli costruttivi interamente made in UAE
Il cantiere Majesty ha presentato il nuovo esemplare della serie Majesty 120 nello stabilimento degli Emirati Arabi Uniti. Il modello, pensato per crociere private e charter di fascia alta, mantiene la configurazione a sei cabine su tre ponti, vanta riconoscimenti per sostenibilità e architettura navale, e integra sistemi di automazione, trattamento acqua e isolamento acustico aggiornati.
Una barca pensata per la massima privacy esibisce aperture estese verso il mare. Il contrasto è immediato: più vista, meno confini. Questa tensione tra isolamento e apertura è il filo conduttore del nuovo Majesty 120.
La contraddizione non è casuale: il progetto privilegia l'intimità delle sei cabine ma non rinuncia a continuità visiva con l'orizzonte grazie a finestrature generose e parapetti in vetro. Lo stesso spazio può trasformarsi — in pochi passi — da rifugio privato a salotto affacciato sul mare. È questa duplice anima che il cantiere ha scelto per il rinnovamento, indirizzando il modello sia al diportismo esclusivo sia al mercato del charter di alta gamma.
Il lancio è avvenuto nello stabilimento di produzione negli Emirati Arabi Uniti. Il Majesty 120 riprende la piattaforma introdotta nel 2020, ma integra aggiornamenti su layout, impiantistica e dettagli costruttivi. Non si tratta di una rivoluzione: le basi che hanno decretato il successo commerciale restano, mentre interventi mirati ne affilano l'uso pratico e l'efficienza a bordo.
La disposizione su tre ponti con sei cabine rimane l'ossatura funzionale. I progettisti hanno lavorato sulle relazioni tra gli spazi: percorsi di servizio separati, aree ospiti che privilegiano la socialità e cabine pensate per proteggere il riposo dagli elementi esterni. Le zone comuni — pranzo, salone principale, prua e poppa esterne, flybridge — sono organizzate per offrire sia momenti di gruppo sia angoli appartati, a seconda delle esigenze dell'equipaggio o dell'armatore.
All'esterno il linguaggio è pulito e coerente: superfici continue, parapetti in vetro e vetrate a tutta altezza allungano la linea e spalancano il campo visivo verso il mare. Non è estetica fine a sé stessa; è una strategia per ridurre la distanza percepita tra chi sta dentro e il paesaggio marino. La sovrastruttura mantiene proporzioni che danno leggerezza alla silhouette, senza rinunciare alla presenza sportiva richiesta da uno yacht di questa taglia.
Sotto coperta l'intervento si concentra su impianti e comfort acustico. Il nuovo Majesty 120 monta sistemi di trattamento acqua aggiornati e impianti di automazione che gestiscono propulsione e servizi di bordo in modo centralizzato. L'isolamento fonico è stato curato per attenuare rumori e vibrazioni nelle aree ospiti, con una logica progettuale che cerca di minimizzare l'invasività degli apparati meccanici senza compromettere l'accessibilità per manutenzioni ordinarie.
La serie ha già raccolto riconoscimenti legati alla sostenibilità e all'architettura navale; il nuovo esemplare incorpora miglioramenti tecnici coerenti con quelle valutazioni. Gli aggiornamenti portano attenzione alla gestione delle risorse a bordo e alla modularità degli impianti, due aspetti che contano sia per l'armatore privato sia per chi opera charter su rotazioni intense.

Tutte le unità della gamma sono progettate, ingegnerizzate e costruite negli Emirati Arabi Uniti. Il processo produttivo coinvolge un team internazionale: ingegneri navali, designer di interni e artigiani con esperienza in cantieri consolidati. Questa mescola di competenze serve a coniugare metodi produttivi moderni con finiture curate, dando spazio a soluzioni costruttive che facilitano interventi successivi di aggiornamento.
Scafi e sovrastrutture sono in composito di fibra di vetro rinforzata: una scelta tecnica che bilancia peso, robustezza e facilità di manutenzione. Gli interni impiegano materiali selezionati per durabilità e resa estetica; finiture, arredi e sistemi di stivaggio sono pensati per resistere all'uso intensivo tipico delle operazioni charter, pur mantenendo un look coerente con il lusso privato.
La configurazione standard mantiene sei cabine disposte per massimizzare privacy e flessibilità. Gli spazi tecnici sono raggruppati per semplificare l'accesso durante interventi di manutenzione, un dettaglio che riduce i tempi di fermo operativo nelle trasferte più lunghe. Tra le dotazioni figurano sistemi di navigazione integrata, automazioni per apertura e chiusura porte e impianti di depurazione acqua dimensionati per crociere prolungate.
Sul fronte elettrico, la predisposizione per integrazione di sistemi ibridi o di supporto ausiliario elettrico è già stata considerata nel cablaggio e nelle distribuzioni di bordo. L'isolamento acustico delle macchine e delle aree poppiere segue una logica di interventi discreti ma efficaci: schermature, supporti antivibranti e materiali fonoassorbenti si combinano per ottenere atmosfere di bordo più tranquille, senza sacrificare performance o accessibilità tecnica.

Gli interni cercano un equilibrio tra il comfort di un hotel e la praticità nautica: superfici facili da mantenere, spazi di stivaggio ottimizzati e percorsi di servizio pensati per non interferire con la vita a bordo dell'armatore. Questa attenzione ai dettagli nasce dall'esperienza operativa: un layout che funziona per un armatore privato deve poter sostenere anche i ritmi serrati del charter.
Il cantiere considera il modello idoneo sia per crociere oceaniche sia per charter di alta gamma, puntando su autonomia, comfort e servizi. Restano previste ulteriori consegne della serie, con possibilità di personalizzazione per armatori e operatori charter che richiedano soluzioni su misura, dall'allestimento degli interni a varianti impiantistiche selezionate.
Il lancio del nuovo esemplare sottolinea la volontà del marchio di presidiare il segmento tra i 100 e i 175 piedi proponendo layout flessibili e integrazione tecnologica. La sfida commerciale proseguirà sulla capacità del progetto di rispondere a esigenze diverse: dal mercato del Mediterraneo a quello del Golfo, dove i ritmi e le preferenze possono variare sensibilmente.
Al momento restano aperte le specifiche sui programmi di consegna e sulle eventuali varianti di propulsione che il cantiere valuterà nei prossimi mesi. La storia del Majesty 120 è in divenire: il modello evolve senza stravolgere l'impianto che lo ha reso riconoscibile, mentre il cantiere prepara la fase successiva di sviluppo e commercializzazione. Nuovi aggiornamenti sono attesi; il mercato seguirà con attenzione le prossime mosse.
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