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Plimsoll line: navigare sicuri

Plimsoll line: navigare sicuri

di Fabrizio Fattori

Nel corso del XIX e del XX secolo le attività di navigazione si incrementarono enormemente grazie anche all’apertura dei canali di Suez e di Panama, oltre al fatto che, specie sulle tratte atlantiche, la domanda emigratoria e di trasporto turistico determinò la comparsa di numerose compagnie di navigazione a tale scopo destinate.

 

Questo comportò l’accentuarsi di una concorrenza tra vettori che non sempre teneva nel debito conto la sicurezza nella navigazione. Numerosi furono i naufragi, contati a centinaia, dovuti all’eccessivo carico sia di merci che di persone reso possibile dall’assenza di scrupoli di alcuni armatori, ristorati comunque da lucrose coperture assicurative, affatto interessati alla vita dei loro marinai, (i così detti armatori di “navi da bara”) 

 

 

Plimsoll line

 

Nel tempo il problema della sicurezza divenne una criticità da affrontare risolutamente. La Gran Bretagna, leader mondiale nel settore, produsse, grazie all’impegno di Samuel Plimsoll, delle norme atte allo scopo. La campagna di sensibilizzazione sulla sicurezza, durata diversi anni e non priva di aspre polemiche con le potenti lobbies armatoriali, ma anche con il Primo Ministro Disraeli, ottenne un grande apprezzamento non solo dalla gente di mare ma anche da parte di quella opinione pubblica che vedeva nella navigazione commerciale opportunità di crescita economica e culturale.

 

Nel 1876 il governo britannico introdusse la clausola 26 nel “Merchant Shipping Act” che prevedeva l’obbligo di evidenziare al centro delle fiancate delle imbarcazioni un disco circolare di 30 centimetri circa con una linea orizzontale tracciata nel suo centro in modo da indicare, in maniera visibile, la linea di massimo carico.

 

La “linea Plimsoll”, come venne ricordata, impiegò diversi anni prima di diventare patrimonio comune internazionale, ma rappresentò un primo significativo passo verso questo non trascurabile obiettivo. Tra i vari riconoscimenti venne varato, a suo nome, un “windjammer”, nave a vela con scafo in ferro, destinato ad un naufragio sulle coste australiane nel 1902.

 

Un monumento nei giardini di Victoria Embankment a Londra lo ricorda così come  ancora oggi fanno i grati marinai nel “Plimsoll day” .

 

Fabrizio Fattori

 

In copertina foto di Frauke Feind da Pixabay

 

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Fonte: comune.manfredonia.fg.it e Nautica report
Titolo del: 09/05/2021 07:05

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