Salone Nautico Venezia 2026: Arsenale, 55.000 mq
Oltre 55.000 mq d'acqua e più di un chilometro di pontili: il Salone riaccende il dialogo tra tradizione, tecnologia e sostenibilità
Oltre 55.000 mq d'acqua e più di un chilometro di pontili: il Salone riaccende il dialogo tra tradizione, tecnologia e sostenibilità
Il Salone Nautico Venezia 2026 trasforma l'Arsenale in un laboratorio della nautica contemporanea: 300 imbarcazioni, 270 espositori, aree dedicate a propulsioni elettriche, ibride e a idrogeno, e un programma di formazione che lega maestria artigiana e ricerca. L'evento mette in vetrina anteprime mondiali e soluzioni operative per affrontare le sfide logistiche e ambientali della navigazione in laguna.
Il numero che sorprende è semplice: 55.000 mq di specchio acqueo a disposizione dentro l'Arsenale. È un'area che cambia il modo di pensare un salone nautico in città: qui il Salone Nautico Venezia 2026 gioca sulla sovrapposizione tra memoria storica degli spazi e necessità di ospitare cantieri, imbarcazioni e pubblico con procedure moderne.
Da mercoledì 27 a domenica 31 maggio la settima edizione convoglierà attorno alle banchine circa 300 imbarcazioni e 270 espositori, italiani ed esteri. La gamma espositiva spazia dalla grande cantieristica agli yacht di nuova generazione, con catamarani, gommoni e soluzioni a propulsione alternativa che saranno visibili lungo più di un chilometro di pontili.

L'Arsenale non è solo un palcoscenico: è una struttura storica con vincoli, che richiede piani di ormeggio e movimentazione studiati nei dettagli. Non basta spostare imbarcazioni; bisogna farlo senza mettere a rischio le parti antiche del sito e limitando l'impatto sulla laguna. Per affrontare questo lavoro la manifestazione ha disegnato flussi di ormeggio, corridoi di accesso e una programmazione temporale che evita picchi di traffico simultaneo.
Le misure operative vanno dal montaggio di pontili modulari distribuiti lungo più darsene al coordinamento centralizzato dei towage, con aree di stazionamento organizzate a rotazione. Sono state definite procedure specifiche per la gestione dei rifiuti e per il controllo delle acque di cantiere, frutto del confronto con la Marina Militare e con gli enti portuali: tutto pensato per snellire le operazioni e ridurre le interferenze con il tessuto urbano.
La sostenibilità è presente sia negli spazi espositivi sia nelle barche in acqua. Aree tematiche ospitano soluzioni per propulsioni elettriche, ibride e a idrogeno, dove cantieri, università e centri di ricerca dialogano su efficienza energetica e materiali innovativi. L'obiettivo pratico è mostrare pacchetti batteria, sistemi di gestione energetica e integrazione solare già adatti all'uso in crociera.
Tra i modelli visibili, il Greenline 42 porta la sua architettura ibrida in Laguna mentre il Sunreef 70 propone una soluzione di vela elettrica su scala elevata. L'esposizione non è solo vetrina: espone tecnologie reali, combinazioni di batterie e rigging che riducono l'utilizzo di combustibili fossili e migliorano l'autonomia operativa delle imbarcazioni.
La Riviera ospita i grandi yacht e le anteprime cantieristiche. Il Gruppo Ferretti presenta sette barche, tra cui l'anteprima mondiale del Ferretti 670 e il Pershing 6X, progettato per alte prestazioni con volumi contenuti. Il Next Group mette in acqua l'AB 80 con propulsione a idrogetto, mentre la Turchia porta il Numarine 30XP in versione diesel-elettrico.
Altre première segnano la kermesse: il Gran Turismo 50 di Beneteau viene varato a Venezia, e Biondi Yacht sceglie il Salone per la mundial premiere del catamarano Calita, 11 metri. L'attenzione al vivere in barca è evidente nei modelli come Azimut Magellano 66 con la carena Dual Mode e l'Invictus TT460, concentrato su maneggevolezza e dettagli costruttivi.

Il Salone mette in campo un confronto pratico tra maestri d'ascia e progettisti: un'area ospita dimostrazioni di metodi costruttivi in legno, restauri e percorsi formativi che coinvolgono scuole e istituti tecnici. Il patrimonio del saper fare assume una funzione didattica, dove le tecniche tradizionali si intrecciano con materiali compositi e processi digitali di progettazione.
L'offerta pubblica si estende con laboratori per famiglie, prove in acqua e percorsi sportivi. Regate dimostrative, incontri con atleti e talk tecnico-scientifici arricchiscono l'agenda: l'Arsenale diventa un contenitore esperienziale in cui il trasferimento di competenze è parte integrante dell'evento, non una cornice secondaria.
La sovrapposizione con la 61esima Biennale Arte amplia il campo visivo: la presenza della manifestazione d'arte crea punti di contatto tra progetto, ambiente e linguaggio formale della nautica. Non si tratta solo di mostrare prodotti, ma di ricostruire relazioni operative tra produzione, mondo accademico e comunità locale.
ISO 14001
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