Arcadia A80: terzo varo in meno di due mesi
La terza unità A80 esce cantierata con personalizzazioni Bespoke, Upper Deck ampliato e soluzioni da superyacht sotto i 24 metri
La terza unità A80 esce cantierata con personalizzazioni Bespoke, Upper Deck ampliato e soluzioni da superyacht sotto i 24 metri
Arcadia Yachts ha varato la terza A80 in meno di due mesi: un esemplare Bespoke con finiture personalizzate, cabine ridisegnate, impianti tipici dello slow yachting e soluzioni tecniche prese in prestito dai superyacht, lungo 23,98 metri.
Arcadia A80 è uscita di scalo come terza unità della serie in meno di due mesi: lunga 23,98 metri, questa A80 nasce dal programma Arcadia Bespoke e incorpora modifiche mirate a estetica, materiali e layout, decise insieme all’armatore durante tutto il processo costruttivo.
Il varo arriva a poche settimane dal secondo esemplare della stessa serie e dal recente lancio dell’A96. Non è una coincidenza: dietro c’è un flusso produttivo che alterna modelli di serie e interventi custom, con un dialogo continuo tra cantiere, armatori e fornitori. Quel dialogo non è fatto solo di scelte cromatiche, ma di decisioni operative che hanno guidato la sequenza delle lavorazioni e la messa a punto degli impianti.
L’architettura della A80 resta intatta, ma la cornice è stata riscritta su misura. Le modifiche si concentrano su dettagli visibili e su finiture tecniche: la livrea dello scafo rimane bianca, affiancata però da una tinta custom chiamata Azzurro Maine, applicata a mobili, profili esterni e richiami interni. L’azzurro torna negli arredi loose del pozzetto e sull’Upper Deck, creando un filo cromatico che valorizza il disegno originale senza forzarlo.
Nel salone del Main Deck il parquet bianco convive con pannellature in pelle a tutta altezza e con arredi scelti tra produttori del design italiano. Le pelli e le laccature sono state sviluppate ad hoc: una particolare gradazione di grigio, ottenuta con passaggi di mano e finiture multiple, evidenzia il livello di customizzazione che si è spinto fino alle lavorazioni più tecniche.
Il processo è stato scandito da incontri e revisioni in cantiere, prove in scala e campionature materiali. Non si è trattato di aggiunte casuali ma di una serie di operazioni coordinate, dove l’artigianato ha dialogato con la produzione industriale per mantenere coerenza e robustezza strutturale.
Questa A80 porta a bordo elementi tecnici e di comfort solitamente riservati a imbarcazioni più grandi. Sono state installate porte con azionamento elettrico e integrati impianti orientati all’efficienza energetica, in linea con il concetto di slow yachting che guida il progetto Arcadia.
Le grandi superfici vetrate apribili rimangono un tratto distintivo: amplificano la percezione degli spazi e favoriscono il rapporto diretto con il mare. L’Upper Deck, tra i più ampi della categoria, è stato organizzato per offrire aree conviviali e percorsi di bordo fluidi, senza sacrificare la circolazione di bordo o la sicurezza operativa.
In cucina e nella suite armatoriale le scelte sono funzionali: la cucina è stata riprogettata per rispondere alle esigenze dell’armatrice, chef professionista, con elettrodomestici selezionati e ante in vetro stratificato Azzurro Maine. La suite ospita un letto scelto dall’armatore, arredi lavorati su misura e moquette tagliate e posate a mano, con cromie e motivi che evocano il movimento del mare invece di limitarsi a decorare.
Il progetto non è solo estetica: è nutrimento di una pratica nautica. A prua della plancia è stato ricavato un vano portabandiera dedicato; a poppa della zona comando è stato montato un tavolo di carteggio. Piccoli interventi che parlano della voglia dell’armatore di usare la barca, non solo di mostrarla.
Nel Lower Deck la cura continua con rivestimenti verticali laccati in tonalità grigio, inserti in frassino laccato bianco a poro aperto e arredi con finiture laccate custom. Anche il marmo è stato trattato con attenzione: le lastre sono state scelte e posate per seguire la continuità delle venature, con l’obiettivo di mantenere una lettura visiva coerente tra bagni e spazi di servizio.

La barca dispone di cinque cabine ospiti, inclusa una master suite sul Main Deck. Le scelte di layout e materiali sono il risultato di un progetto costruito intorno alle abitudini e ai gusti dell’armatore, traducendo esperienza di navigazione in soluzioni tecniche e decorative mirate.
Ugo Pellegrino, Founder & CEO di Arcadia Yachts, sintetizza il metodo con parole che descrivono il lavoro quotidiano: ascolto, verifica, adattamento. Ne nasce una A80 che conserva il DNA del cantiere ma interpreta il profilo d’uso in modo molto personale, con scelte che non alterano il progetto ma ne amplificano le potenzialità.
Dal punto di vista costruttivo restano confermate le specifiche tecniche note del modello: lunghezza complessiva 23,98 metri, grande Upper Deck, ampie superfici vetrate e integrazione di pannelli solari. L’approccio segue i principi dello slow yachting, con attenzione all’efficienza dei consumi e al comfort in navigazione. Non sono cambiati i riferimenti strutturali; sono cambiate le intenzioni d’uso.
La combinazione di scelte estetiche, lavorazioni artigianali e integrazioni tecniche dimostra come un modello di gamma possa trasformarsi in progetto custom senza perdere identità: il risultato è un equilibrio tra architettura standard e interventi estremamente personalizzati, pensati per durare e per essere vissuti.
Tre elementi emergono con nettezza dalla lista ragionata delle novità: rispetto per il progetto originale, trasferimento di soluzioni tipiche di imbarcazioni di taglia superiore e cura per dettagli nautici tradizionali che influenzano l’uso quotidiano. Ogni scelta tecnica e decorativa è motivata dall’esperienza degli armatori e dalla volontà del cantiere di integrare processi artigianali nel ciclo produttivo.
Un dettaglio che riassume il senso dell’intervento: la selezione e la posa del marmo Bardiglio Nuvolato. Eseguita con la stessa attenzione riservata a elementi strutturali, la posa del marmo trasforma piani funzionali in segnali identitari e assicura una continuità visiva che, alla fine, restituisce coerenza all’intero progetto. Quel particolare, apparentemente secondario, ricompone il significato delle scelte fatte lungo tutto il processo di costruzione.
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