Sherpa 60: Arcadia vara la 22ª unità e la porta a Cannes 2026
Vano di stivaggio da 23.000 litri, aft deck da oltre 50 m² e scafo NPL: la versione appena varata mette l’accento su praticità e sostenibilità operativa
Vano di stivaggio da 23.000 litri, aft deck da oltre 50 m² e scafo NPL: la versione appena varata mette l’accento su praticità e sostenibilità operativa
Arcadia Yachts ha varato la ventiduesima unità di Sherpa 60, il flybridge da 18,67 metri caratterizzato da un vano di stivaggio flush deck da 23.000 litri, un aft deck di oltre 50 m², scafo NPL, pannelli solari integrati e soluzioni per agevolare il carico di tender e water toys. L'unità sarà esposta al Cannes Yachting Festival 2026.
Sherpa 60 nasce con un vano sotto il ponte principale capace di circa 23.000 litri di stivaggio, una cifra che definisce subito la nature pratica dell’imbarcazione e spiega molte delle scelte progettuali adottate per la versione varata da Arcadia Yachts.
La ventiduesima unità del modello sarà esposta al Cannes Yachting Festival 2026. Il cantiere ha portato in acqua una barca che prioritizza l’uso reale del tempo a bordo più che l’enfasi su velocità o dimensioni estremizzate.
Con 18,67 metri di lunghezza fuori tutto, Sherpa 60 si colloca nella fascia sotto i 19 metri mantenendo i caratteri tipici di Arcadia: volumi generosi, continuità tra interno ed esterno e superfici pensate per essere vissute. La cerimonia di varo segna una tappa nella produzione di una serie che ha trovato un suo pubblico grazie all’abbinamento tra praticità e fruibilità quotidiana.
Il modello si presta a ruoli diversi: crociera di piacere, uscite giornaliere in coppia o con amici, fino alla funzione di support vessel per yacht più grandi. La versatilità è un tema ricorrente nelle specifiche: ogni elemento è stato pensato per ridurre i tempi di allestimento e aumentare l’efficacia d’uso.
Il cuore della barca è l’aft deck, concepito come una terrazza sull’acqua che supera i 50 metri quadrati. Gli spazi esterni non sono meri ornamenti: sono pensati per attività concrete, dal relax collettivo alla gestione delle attrezzature acquatiche. L’area si sviluppa con percorsi fluidi che collegano il pozzetto, il passavanti e la piattaforma di poppa.
La versione varata monta la configurazione a tre cabine. In questa disposizione, la sequenza degli ambienti privilegia la vivibilità quotidiana: zone notte ben separate dagli spazi diurni, percorsi funzionali e aperture che massimizzano luce e ventilazione naturale.
Lo stivaggio flush deck crea sotto il ponte principale un grande volume destinato al trasporto di tender, moto d’acqua e water toys. L’accesso al vano avviene tramite un portellone idraulico e la movimentazione è agevolata da una gru dedicata, sistemi che liberano il ponte durante la navigazione e riducono le operazioni manuali in rada.
Questa scelta trasforma la barca in una piattaforma modulare: non è più solo un yacht per il tempo libero, ma un’imbarcazione in grado di supportare attività sportive, assistenza e brevi missioni logistiche. La gestione meccanizzata del carico incide direttamente su ergonomia e tempi di preparazione, riducendo la soglia di accesso anche per utenti meno esperti.
Lo scafo NPL è stato adottato per ottimizzare l’efficienza idrodinamica. L’assetto progettuale abbina uno scafo studiato per la penetrazione in acqua a sovrastrutture leggere e a pannelli solari integrati, elementi che insieme abbassano i consumi e prolungano l’autonomia elettrica a bordo.
La combinazione tra scafo efficiente, masse contenute nelle sovrastrutture e apporto fotovoltaico rende Sherpa 60 adatta a soste prolungate in rada con consumi ridotti. L’approccio tecnico privilegia rapporto peso/potenza e continuità degli spazi, con ricadute pratiche su comfort e gestione quotidiana dell’imbarcazione.
La disposizione interna a tre cabine è pensata per offrire spazi funzionali senza ricorrere a artifici percettivi. Finiture sobrie, aperture ampie e percorsi logici tra gli ambienti creano un senso di ampiezza reale, non fittizio. Le opzioni di configurazione consentono di adattare distribuzione dei locali e soluzioni di stivaggio alle esigenze dell’armatore.
Il progetto non punta a effetti scenografici immediati: cerca piuttosto un equilibrio tra luce naturale, visibilità verso l’esterno e facilità di movimento. Questa scelta dialoga con la filosofia operativa della barca, che vuole essere usata, non solo mostrata.
L’attenzione alla fruibilità è evidente in soluzioni tecniche come il portellone idraulico e la gru di coperta: abbassano la fatica necessaria per allestire l’imbarcazione e riducono i tempi di preparazione in rada. La navigazione privilegia stabilità e comfort piuttosto che velocità estrema, con una piattaforma che accoglie attività diverse senza compromessi funzionali.
La sequenza spaziale a bordo favorisce interazione e convivialità, ma lascia anche spazi riservati per momenti di privacy. Questo equilibrio è parte integrante del progetto: facilitare l’uso reale della barca, dal lancio di un tender alla gestione di una giornata di mare con amici o famiglia.
La presenza al Cannes Yachting Festival 2026 offrirà la prima occasione di valutare la barca in assetto di esposizione. La ventiduesima unità testimonia un interesse di mercato costante per un progetto che abbina volumi di bordo e praticità d’uso: caratteristiche che hanno attratto un segmento di armatori orientati all’operatività quotidiana.
Le caratteristiche tecniche — capacità di carico, facilità di carico/scarico, integrazione energetica e layout flessibile — delineano un profilo d’uso chiaro. A Cannes la configurazione potrà essere osservata dal vivo prima delle prime uscite di serie e della consegna ai primi armatori.
La 22ª unità sarà visibile al Cannes Yachting Festival 2026.
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