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Un pasticciere in India

Un pasticciere in India

di Fabrizio Fattori

Ricordare Federico Peliti (1844 - 1914 ) per questa sua attività è sicuramente riduttivo, ma fu l’estrema casualità della vita a determinarne questo ruolo nel quale, grazie al suo peculiare percorso formativo in ambito artistico, raggiunse livelli di sublime maestria.

 

Divenuto scultore dopo un diploma accademico torinese, Peliti si interessò all’arte dolciaria, attività di grande prestigio nel Piemonte pre-unitario. Questa scelta lo portò ad essere assunto, per concorso, da Lord Mayo, nuovo vicerè dell’India britannica (1869), con la qualifica di primo pasticcere.
 


 

La pasticceria di Federico Peliti a Calcutta - Foto da www.peliti.org

 

Scegliere Calcutta, pur avendo letto le avventure esotiche di Emilio Salgàri o quant’altro fosse possibile reperire a livello accademico, rimaneva, per l’epoca, una scelta coraggiosa ed affascinante. 

 

La morte prematura di Lord Mayo liberò il Peliti da quell’incarico e gli consentì di raggiungere un’autonomia imprenditoriale nel settore della ristorazione di alto livello che lo portò in breve a disporre di un proprio ristorante - coffee house (1881) ampliato in nuova e più prestigiosa sede nel 1902, e di divenire un punto di riferimento per la high society dell’epoca, alla quale veniva offerta cucina internazionale ed italiana di grande qualità.
 

  
 

Un punto di vista più tardi pasticceria di Federico Peliti a Calcutta, si trasformò in un ristorante - Da www.peliti.org

 

A questa attività affiancò l’organizzazione di grandi feste non solo per i vari governatori inglesi ma anche per molti maharajas locali. Feste epocali che si avvalevano di una organizzazione composta da diverse centinaia di collaboratori diretti da supervisori europei, in grado di allestire ovunque sul territorio perfetti “parties” in stile vittoriano, sia che fossero corollario a una caccia alla tigre o ai festeggiamenti per la visita del principe di Galles.

 

Con l’arrivo in India Peliti diede anche spazio alla sua passione per la fotografia dove raggiunse alti livelli di realizzazione, costituendo un importante fondo di centinaia di immagini (oggi all’Istituto Nazionale per la Grafica), prevalentemente indiane e nel quale confluirono lavori di altri fotografi contemporanei.
 

  
 

Negozio di Federico Peliti pasticceria a Calcutta nel 2003. (Foto per gentile concessione di Michael Lässig).- Foto da www.peliti.org

 

Coerente con l’affermazione di Careme (1784 - 1833), grande pasticcere dell’ottocento  francese, che affermava che tra le arti più nobili vi era l’architettura la cui branca principale è la pasticceria, Peliti si dedico alla realizzazione in zucchero non solo di opere architettoniche come torri gotiche o del Taj Mahall, ma anche ai modelli di navi con le quali erano giunti in India il Duca di Edinburgo e il Principe di Galles. Il primo arrivò con il “Galatea” della “Regia marina inglese”, modello donato successivamente al re del Siam (1870). Il secondo con l’ “Osborne” (1876).

 

La realizzazione di questi modelli trovò ampi commenti sulla stampa italiana e non solo, avvalorando ulteriormente il prestigio di un geniale imprenditore e di un notevole artista.

 

Fabrizio Fattori

 

In copertina: "HMY Osborne ca1895" by Detroit Publishing Co., Catalogue J--foreign section, Detroit, Mich. : Detroit Publishing Company, 1905.

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Fonte: Nautica Report
Titolo del: 08/12/2021 07:20

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