Zaca: la goletta quasi centenaria torna all'Argentario
La goletta di 36 metri, costruita nel 1928 e legata a Errol Flynn, è di nuovo al molo della Pilarella a Porto Santo Stefano
La goletta di 36 metri, costruita nel 1928 e legata a Errol Flynn, è di nuovo al molo della Pilarella a Porto Santo Stefano
La goletta Zaca, 36 metri costruita nel 1928 e legata alla storia del cinema per l'acquisto da parte di Errol Flynn, è tornata a fine estate all'Argentario. Dopo una vicenda che l'ha vista requisita in guerra, abbandonata e infine restaurata e posseduta dalla famiglia Memmo, la barca è in mostra al molo della Pilarella, visitabile in occasione degli eventi nautici locali.
Zaca è una goletta di 36 metri costruita nel 1928; questa misura impone subito un'immagine: fasciame spesso, interni pensati per lunghi soggiorni e una linea d'acqua che tollera crociere oceaniche. Quel dato tecnico apre la storia che la porta ogni fine estate al molo della Pilarella a Porto Santo Stefano, dove la barca si affianca ad altre imbarcazioni storiche per diventare un punto di osservazione sulla storia della navigazione d'altura.
Varata alla vigilia della Grande Depressione per volere di Templeton Crockett, banchiere e industriale ferroviario di San Francisco, la Zaca nacque per lunghe traversate nel Pacifico meridionale. Le soluzioni costruttive rispecchiano la pratica di allora: scafo robusto in legno massiccio, attrezzatura velica dimensionata per equipaggi ridotti, e allestimenti interni concepiti per l'autonomia prolungata. Non si tratta di uno yacht da regata ma di una nave d'altura, pensata per resistere al mare lungo e al tempo.
Con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale la Zaca fu requisita dalla U.S. Navy, ridipinta in grigio e registrata come IX-73. L'impiego in pattugliamento, anche a centinaia di miglia dalla costa, imponeva modifiche pratiche: apparati di comunicazione e sorveglianza, adattamenti logistici per compiti prolungati e modifiche estetiche che la allontanarono dall'immagine originaria. Quel passaggio segnò una trasformazione funzionale netta: da imbarcazione privata a strumento operativo, con tutte le necessarie rinunce e compromessi tecnici.
Nel 1945 la Zaca fu acquistata dall'attore Errol Flynn. Sotto la sua proprietà la goletta finì per entrare nel circuito cinematografico: parte delle riprese de La signora di Shanghai, con Orson Welles e Rita Hayworth, coinvolsero lo yacht. L'associazione con il mondo dello spettacolo introdusse un nuovo livello di visibilità: la barca non era più solo uno strumento di navigazione, ma anche un oggetto carico di simboli. I materiali d'epoca — fotografie, crest e documenti — raccontano come la Zaca si sia trovata a rappresentare un immaginario del mare legato al glamour dell'epoca.
Dopo la morte di Flynn nel 1959 la Zaca rimase agli ormeggi delle Isole Baleari e successivamente fu trasferita in Francia con l'intento di vendita. Negli anni seguenti la barca subì un lento degrado: rimozione di componenti, mancati pagamenti per il rimessaggio e contenziosi legali che ne rallentarono la sorte. Un fallimento nelle trattative di proprietà portò a una vendita giudiziaria nel 1987 e a uno stato di grave abbandono fino all'inizio degli anni Novanta. È in quel momento che l'imprenditore italiano Roberto Memmo acquistò l'unità e avviò un ponte tra passato e futuro, mettendo in campo risorse e competenze per riportarla a navigare — o almeno a essere vista e fruita in condizioni dignitose.
Il progetto di recupero si è concentrato su interventi coerenti con la tecnica costruttiva originaria. Le operazioni principali hanno riguardato il consolidamento delle strutture lignee portanti, interventi di carpenteria sulle ordinate e sulla sovrastruttura, e il trattamento conservativo delle carene. Gli arredi interni sono stati rifatti rispettando gli schemi estetici originali quando possibile, mentre gli impianti elettrici, di sicurezza e di navigazione sono stati aggiornati per rispondere agli standard contemporanei. Dove è stato possibile, si è privilegiata la reversibilità degli interventi: inserire modernità senza cancellare la stratificazione storica è stata la linea guida del cantiere.
La scelta dei materiali ha seguito criteri pragmatici: compatibilità con le tecniche tradizionali e durabilità. Il risultato non è una replica perfetta del 1928 ma un equilibrio tra conservazione storica e esigenze operative: la Zaca oggi conserva la fisionomia d'epoca pur potendo essere approcciata in sicurezza dal pubblico e dagli operatori.

Esposta al molo della Pilarella, la Zaca entra in comunicazione diretta con un pubblico variegato: appassionati di vela, collezionisti, turisti e cultori della storia del cinema. La sua presenza durante gli eventi organizzati dallo Yacht Club de Monaco e dalle realtà locali non è solo estetica: diventa pretesto per racconti, visite guidate e aperture straordinarie che mettono in luce aspetti tecnici spesso trascurati nelle ricostruzioni museali. Le fotografie e il crest esposti presso l'Artemare Club funzionano da archivio visivo e da nodo di memoria, collegando la barca alla comunità che la osserva.
La storia della Zaca mette a fuoco nodi ricorrenti nella tutela delle imbarcazioni storiche: l'usura del tempo, le difficoltà nelle transazioni internazionali, e la necessità di competenze specialistiche per il recupero. Al contempo mostra un modello di azione possibile: la proprietà privata che investe in conservazione e apre la barca alla fruizione pubblica. Questo modello combina cura tecnica, scelta dei materiali e gestione dell'accesso, restituendo una funzione collettiva a un oggetto che rischiava di scomparire tra cantieri e polverosi inventari.
La Zaca rimane visibile al molo della Pilarella per buona parte della fine estate; la sua sosta dà misura dell'attenzione dedicata alle imbarcazioni d'epoca nel porto dell'Argentario e offre l'occasione per osservare dal vivo come un progetto di restauro possa restituire materia viva alla storia del mare. A chi osserva resterà la domanda pratica: quante altre barche con storie simili aspettano un intervento che le riporti alla luce?
Pilarella Porto Santo Stefano ha visto venerdì 28 agosto la sosta di tre grandi yacht all'antico molo della Pilarella, un evento osservato da residenti...
LeggiArgentario Sailing Week è ripresa in un silenzio diverso: a Porto Santo Stefano i guidoni sono stati issati a mezz'asta dopo la morte, avvenuta il 25...
LeggiRegata Antiche Repubbliche Marinare: Pisa ospita la 71ª 2 giugno: la Regata Antiche Repubbliche Marinare torna a Pisa per la sua 71ª...
LeggiUn omaggio all’eleganza senza tempo Artemare Club di Porto Santo Stefano annuncia una memoria dedicata a Valentino Garavani: a partire da lunedì...
Leggi
Ti Potrebbe Interessare Anche
Aria 1935: secondo alle Vele d'Epoca di Imperia 2026
Aria (1935) non è passata inosservata alla 27ª edizione delle Vele d'Epoca di Imperia. L'immagine della soprano in prua, la voce che si disperdeva...
Trofeo Carlo Riva: i Riva storici tornano a Marina di Lisanza
570 metri quadrati di specchio acqueo e oltre 500 metri lineari di pontili: è su queste cifre che si misura la rinnovata Marina di Lisanza, che...
Vele d'Epoca di Imperia 2026: Aria torna a regatare
Vele d'Epoca di Imperia torna dal 2 al 5 settembre 2026: è la 27ª edizione e coincide con il 40° anniversario del primo raduno, un traguardo...
Profumo di Legno 2026: Moretto vince a Ravenna
Profumo di Legno 2026 si è deciso in appena due prove: un 1° e un 2° posto per Moretto sono bastati a consegnare la vittoria assoluta al...
Trofeo Principato di Monaco 2026: le Vele d'Epoca in Laguna
Sorella, varata in Inghilterra nel 1858, sarà in linea di partenza del Trofeo Principato di Monaco 2026: è il dettaglio che consegna subito...
Skagerrak: la goletta del 1939 che sfida il tempo
Ci sono barche che si misurano in nodi e metri, e barche che si misurano in decenni. La Skagerrak appartiene alla seconda categoria. Varata nel 1939 dal...
Trofeo Principato di Monaco – Vele d’Epoca in Laguna
Trofeo Principato di Monaco: per la prima volta la regata storica mette la sostenibilità al centro, con la partecipazione diretta della Fondazione...
Ciao Pais vince il Raduno Città di Venezia – Trofeo Artù Chiggiato
Ciao Pais ha vinto la terza edizione del «Raduno Città di Venezia – Trofeo Artù Chiggiato». La decisione sul podio...
Regata Puig Vela Clàssica: 19ª ed. a Barcelona, 40+ barche
Contraddizione evidente: una regata che celebra la tradizione navale più antica si presenta come un evento dal ritmo serrato e dalla fitta agenda...