Pilarella Porto Santo Stefano: tre yacht in parata
L'85 metri Solandge, il 54 metri Mia Rama e il 42 metri Jaan hanno sostato venerdì 28 agosto al molo storico della Pilarella, osservati da residenti e turisti
L'85 metri Solandge, il 54 metri Mia Rama e il 42 metri Jaan hanno sostato venerdì 28 agosto al molo storico della Pilarella, osservati da residenti e turisti
Venerdì 28 agosto tre grandi yacht — l'85 m Solandge, il 54 m Mia Rama e il 42 m Jaan — hanno ormeggiato al molo della Pilarella a Porto Santo Stefano. Documentazione fotografica e di archivio a cura di Artemare Club; condizioni meteo favorevoli e presenza di equipaggi professionali per soste brevi ma tecnicamente complesse in un molo storico dall'accesso limitato.
Pilarella Porto Santo Stefano ha visto venerdì 28 agosto la sosta di tre grandi yacht all'antico molo della Pilarella, un evento osservato da residenti e turisti e documentato da Artemare Club per l'Archivio Storico Yachting.
La sequenza della giornata è rimasta netta nella memoria di chi ha assistito: il più grande è entrato per primo e ha segnato il ritmo della manovra, gli altri due lo hanno seguito a distanza controllata. Le manovre di ormeggio hanno richiesto coordinamento e conoscenza puntuale della batimetria; a bordo, equipaggi professionali hanno gestito cime, ancore e tender per garantire un'accostata precisa. Il comandante Daniele Busetto ha fornito dettagli tecnici sugli scafi e sulle dotazioni, spiegando i passaggi più critici durante le operazioni.
In testa alla parata si è presentato il Solandge, mega yacht di 85 metri costruito da Lürssen nel 2013. Scafo solido, motorizzazione basata su due diesel Caterpillar 3516C e una velocità massima dichiarata di 17,5 nodi con crociera sui 14–15 nodi. La capacità di ospitare fino a 16 persone supportate da un equipaggio di 29 membri richiede procedure di bordo sofisticate: coordinamento tender, logistica per rifornimenti e gestione degli spazi tecnici. Il Solandge ha imposto tempistiche precise per gli spostamenti sul molo, con il team di bordo che ha organizzato i passaggi degli ospiti e le fasi di approvvigionamento in finestre temporali concordate.
Al centro della banchina si è fermato il Mia Rama, 54 metri firmati Golden Yachts e varati nel 2010, ristrutturati internamente con un refit completato nel 2021. Progettato per 12 ospiti in 7 cabine, dispone di aree esterne attrezzate e di water toys che necessitano di soluzioni di stivaggio dedicate e di gru di medio-piccolo tonnellaggio per le operazioni di lancio e recupero. L'equipaggio operativo, indicato tra 11 e 12 persone, ha gestito la sosta bilanciando comfort degli ospiti e esigenze tecniche, mantenendo tempi ridotti per limitare l'ingombro sul molo.
In posizione vicina ha ormeggiato il 42 metri Jaan, costruito da Intermarine nel 1997 e ristrutturato nel 2024. Con sei cabine per 12 persone e un equipaggio di 9 membri, il Jaan mostra un profilo operativo diverso: velocità di crociera sui 16 nodi e una massima tra 18 e 20 nodi lo rendono adatto a trasferimenti rapidi. Durante la sosta la priorità è stata la gestione degli spazi e la rapidità nelle operazioni di imbarco e sbarco.
La Pilarella è un molo storico con dimensioni e profondità limitate rispetto agli standard per grandi imbarcazioni. Accogliere tre yacht di questa fascia ha richiesto una valutazione puntuale di pescaggi, vento e correnti locali, oltre a una pianificazione dei punti di ormeggio e delle finestre operative. Le immagini raccolte documentano gli accosti: corde tese, verricelli regolati al millimetro, e l'uso calibrato dei gommoni di servizio per posizionare bitte e fissare cime dove lo spazio lo permetteva.
Operazioni come il tendering richiedono spazio non solo per i gommoni ma anche per le passerelle laterali e le manovre di carico. Per questo motivo le soste di navi di queste dimensioni vengono pensate per periodi contenuti: trasferimenti e rifornimenti sono concentrati in slot definiti per limitare l'impatto sul traffico locale e preservare le strutture portuali. Il personale di bordo ha seguito procedure consolidate, mentre eventuali interventi di assistenza esterna sono stati tenuti come opzione di sicurezza e non risultavano necessari grazie alle condizioni favorevoli.
La sosta di venerdì ha avuto una dimensione pubblica: lungo la costa molti si sono fermati per osservare le manovre, scattare fotografie o semplicemente seguire il movimento degli scafi. Per l'Argentario la presenza di flotte private di questo tipo crea una sovrapposizione di turismo locale e fascino esclusivo; dietro l'apparenza però ci sono scelte organizzative precise che coinvolgono autorità portuali, equipaggi e, talvolta, operatori logistici esterni.

La documentazione raccolta entrerà nell'Archivio Storico Yachting e contribuirà a tracciare la frequenza e le modalità di presenza di grandi imbarcazioni nel golfo. L'archivio non è solo un registro visivo: permette di confrontare nel tempo come cambiano le tattiche di sosta, le attrezzature richieste e le implicazioni per la gestione del traffico e dell'accoglienza turistica.
Dal punto di vista operativo la giornata ha beneficiato di condizioni meteo favorevoli: mari calmi e venti leggeri hanno facilitato gli ingressi e le manovre di ormeggio, riducendo la necessità di ricorrere a rimorchiatori o a interventi straordinari. Questo ha permesso agli equipaggi di operare con efficienza, limitando tempi e rischi di contatto con la banchina storica.
Il quadro proprietario di alcune imbarcazioni è parte della storia recente dello yachting internazionale: il Solandge è di proprietà del Principe Muqrin bin Abdulaziz al Saud, con un primo armatore registrato in passato come il miliardario russo Alexander Girda. Questi passaggi di proprietà influenzano la logistica delle soste e la percezione pubblica quando le navi fanno scalo in porti come Porto Santo Stefano.
La visita è durata il tempo necessario per completare imbarco, sbarco e rifornimenti: dopo le manovre di disormeggio le tre unità hanno ripreso la navigazione verso nuove destinazioni, lasciando sul molo tracce di procedure accurate e di una documentazione visiva che arricchirà l'archivio. L'immagine iniziale dell'85 metri accostato alla Pilarella rimane impressa come il dettaglio che meglio sintetizza la giornata: un contrasto visivo tra una grande nave moderna e la fisionomia tradizionale del molo, utile per pensare alle sfide future di convivenza tra grandi yacht e infrastrutture storiche.
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