Il Porto di Traiano (RM) - Turismo e ormeggi - NAUTICA REPORT
Turismo e ormeggi / Il Porto di Traiano (RM)
Il Porto di Traiano (RM)

Il Porto di Traiano (RM)

Il porto di Traiano è situato a circa 35 km a sud di Roma, verso la costa tirrenica, e a circa 3 km a  nord della foce del Tevere e dell’area archeologica di Ostia Antica. Il mare dista all’incirca 3 km verso est.

Il sito fa parte del territorio del comune di Fiumicino mentre l’area archeologica, nota come Area archeologica di Portus, è controllata dalla Soprintendenza archeologica di Ostia.
 


 

Il porto di Traiano all'interno del porto di Claudio


Essa è compresa tra il porto di Claudio e il canale di Fiumicino (in antico la Fossa Traiana) che connette il Tevere al mare, ed ha una superficie di circa 65 ettari.
 

In epoca antica, il porto di Traiano fu costruito quale bacino interno rispetto al porto di Claudio ed utilizzava quest’ultimo quale riparo in rada. Un canale navigabile, tenuto sgombro dai depositi portuali, collegava l’ingresso al bacino traianeo.
 

Un sistema di canali (tra cui la Fossa Traiana, l’odierno canale di Fiumicino), collegavano il porto con il Tevere e quindi con la capitale. La via Portuense, inoltre, assicurava il collegamento via terra. Un’altra strada, chiamata più tardi via Flavia-Severiana, collegava il porto di Traiano ad Ostia. Essa attraversava l’Isola Sacra, ovvero il territorio compreso tra il braccio naturale del Tevere, a sud, e la Fossa Traiana, a nord.



 

Il Tevere

 

Il Tevere anticamente aveva tre bracci essendo la foce nei pressi di Ostia Antica, ed era soggetto a numerose inondazioni, considerando anche la copiosa immissione d’acqua di alcuni suoi affluenti (Aniene, Nera, Nestore, Treja, Chiascio, Paglia ed altri minori).

 

Imboccatura del porto di Claudio

Il fallimento dell’impianto portuale di Claudio impose sotto il regno di Traiano, quindi dopo neppure cinquant’anni, una nuova progettazione dell’intero sistema così da renderlo consono alle esigenze sempre più pressanti di Roma e all’importanza raggiunta dai traffici marittimi internazionali.
 

Vennero considerate tutte le componenti negative caratteristiche dell’area, ossia l’incidenza delle correnti litoranee, i regimi del Tevere e la connotazione del suo delta, la natura alluvionale del terreno. Si decise quindi di costruire un bacino interno rispetto al porto di Claudio e collegato a quest’ultimo da un percorso articolato in modo da tenerlo sgombro dai depositi.
 

Al vecchio bacino venne sicuramente lasciata la funzione di rada, potendosi in parte contenere i suoi problemi di insabbiamento con dragaggi periodici.
 

 
Imperatore Claudio

Per scongiurare l’impaludamento in caso d’alluvione e insieme per alleggerire il Tevere, al tempo di Claudio erano stati praticati due o più canali, uno trasformato nell’attuale darsena e l’altro nel canale di collegamento con il Tevere, l’odierno canale di Fiumicino, per agevolare la risalita delle navi verso Roma.


Il fulcro era rappresentato dal bacino esagonale interno, scavato per intero nella terraferma a breve distanza dal fiume.
 

Al di là dell’indiscutibile grandiosità e dell’elevato valore ingegneristico del complesso di Traiano, un dato di particolare interesse è costituito dalla razionalità dell’organizzazione dei percorsi, sia di quelli per via d’acqua, sia di quelli all’interno degli edifici di stoccaggio. Le navi da carico (onerariae) attraccavano alle banchine sui due lati del canale d’ingresso o a quelle del bacino interno, e le merci venivano immediatamente smistate ai magazzini, da cui ripartivano alla volta di Roma, dopo permanenze di varia durata legate al tipo e alla deperibilità del prodotto, su battelli di stazza minore (caudicariae), più adatti a risalire la Fossa Traiana e quindi il Tevere.

A partire dal 314 d.c., anno del Concilio di Arles, la città portuale fu resa autonoma da Ostia e diventò, per decreto di Costantino, a tutti gli effetti "Portus Romae".


 

Portus Romae

 

In questo periodo venne posta la massima cura nel mantenere l’efficienza e garantire la sicurezza dell’impianto, che rappresentava la sopravvivenza stessa della capitale: per questa ragione venne costruito il primo circuito di mura difensive. Infatti è accertato che dal V secolo tutte le operazioni portuali venivano svolte sugli unici due lati dell’esagono (quelli meridionali) che si erano potuti mantenere in efficienza. Le modifiche nella morfologia del territorio, l’avanzamento della costa e la mancanza di manutenzione conseguente al tracollo economico e politico di Roma portarono abbastanza rapidamente all’impaludamento dell’area e alla ricolmata quasi completa del bacino esagonale, che in epoca medioevale fu parzialmente adibito, dalla diocesi di Porto, all’allevamento dei pesci per osservare il precetto del venerdì.

 

Il porto di Traiano e il circostante insediamento di Portus non sono stati mai scavati sistematicamente. D’altra parte, la loro grandezza e l’importanza dei resti affioranti hanno costituito un forte motivo di attrazione per un gran numero di studiosi, almeno a partire dal XV secolo.
 


 

Il Porto di Traiano
 

Il bacino esagonale
 

Il bacino del porto di Traiano ha una forma esagonale di 358 m di lato. La superficie totale misura all’incirca 33 ettari. La forma esagonale fu ritenuta dai progettisti la più sicura dal punto di vista strutturale e la più idonea allo svolgimento contemporaneo delle molteplici operazioni di attracco delle navi, carico scarico e trasporto delle merci.



 

Mussolini e ad altre personalità, osserva il grande specchio d'acqua del porto di Traiano a Fiumicino

 

L’assetto attuale dell’invaso è il risultato della bonifica completata negli anni 30, quando i lati dell’esagono vennero messi allo scoperto, restaurati e foderati con nuove murature prima dell’immissione dell’acqua pompata direttamente dal Tevere. Il Lanciani, che nel 1868 assistette ai lavori di bonifica, scrive che il fondo del bacino si trovava a cinque metri di profondità media, era inclinato verso il mare ad era lastricato con grandi pietre.
 


 

Oasi di Porto
 

Le banchine, munite di diversi anelli d’ormeggio erano sagomate a scarpa per smorzare il moto ondoso che si crea inevitabilmente anche negli specchi d’acqua interni.
 

Secondo una stima approssimativa, alle banchine potevano attraccare in prima fila perlomeno 200 navi di grande tonnellaggio.


Il Porto di Traiano, all'interno della splendida Oasi di Porto è visitabile il giovedì e la domenica dalle 10.00 alle 16.00.
 

Titolo del:
TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE

Marina degli Aregai, Imperia, 'Paradiso dei velisti'

Adagiato nella Riviera dei Fiori, nel grazioso borgo marino di Santo Stefano al Ma...

Marina di Santa Maria Navarrese, l'approdo nella bellezza della costa di Baunei

La porta per l'incanto, la via di accesso per un paradiso terrestre unico, lastrica...

San Vito Lo Capo (TP)

San Vito Lo Capo è un comune della provincia di Trapani in Sicilia.   ...

Il Porto di Alghero, grande ospitalità sulla Riviera del Corallo

Il più ricco approdo della costa occidentale della Sardegna, Alghero, naturalmen...

Marina d’Arechi, qualità di servizi, natura, arte e grande architettura

Marina d’Arechi, il nuovo porto turistico di Salerno, è il regno dell...
Turismo e ormeggi
Marina degli Aregai, Imperia, 'Paradiso dei velisti'
Adagiato nella Riviera dei Fiori, nel grazioso borgo marino di Santo Stefano al Mare, il Marina degli Aregai è un vero paradiso per i diportisti e i velisti che qui ritrovano e riscoprono  i ritmi tipici di un'alta qualit
Fonte: Nautica Report
Titolo del: 08/08/2020 07:10

© Copyright 2011-2020 - Nautica Report - Reg. Tribunale di Roma n.314 - 27-12-2013 - Editore Carlo Alessandrelli - Conc. Pubb. Wave Promotion srls - P.Iva: 12411241008



iubenda

HOME - REDAZIONE - MEDIA KIT - LAVORA CON NOI